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Le parole che graffiano

Parole che graffiano

in Le parole che graffiano da
Non c’e’ nulla di tranquillo quando ci sei
appoggiata in un giorno imperfetto
diventi forma nuova
nuda, da non dimenticare.
 
Come vento che scorre dal mare,
non per intrecciar capelli,
ma per agitar desideri in fondo al cuore.
 
Non c’è fretta,
se il complice destino
ha cose nuove da insegnare
 
In quel quadro mai finito
ti sporgi ancora fra crudi lamenti
ma con aspro ingegno trasformi
tutto in intima realtà
 
Musa splendente diventi
senza vertigini
in cui scivolare
fra libere illusioni
che si possono pure spogliare
 
Nessun ostacolo
se è possibile osare
mentre indossi ancor bellezza

21-29.12.2019  #parolechegraffiano

vento ribelle
In mezzo alla gente,
mentre all’ombra dei segreti,
fa freddo.
Ecco eri nascosta
dove il disperato battito
di un cuore, non ha più ali.
Generoso destino
fra morbidi sorrisi da spalmare
e l’aspro sussulto di quel vento
in cui abbondavano passioni.
Certo il tempo scorre,
confuso e ferito
dalle calde schegge
di quell’insolente amore.
E intanto suona ancora la nostra canzone
di cui siamo solo musica
in cerca di parole.
( rielaborata e stravolta da un testo del 01-06-03)
14.11.2017 #parolechegraffiano
Sguardo che #ParoleCheGraffiano
Sguardo che, come scatto distratto,
scaltro s’infila nelle pieghe del tempo.
Sguardo dove culli quel consumato dolore
mentre io, con leggerezza, mi accorgo di te.
Sguardo confuso fra luci appannate,
incerto se accettare l’umore del destino.
Sguardo bello, dove fra brillanti lacrime,
scivoli nei nuovi sorrisi che pettino per te.
Sguardo in cui nutrirmi, mai sazio,
di improbabili baci e tenere illusioni.
Solo piccole elettriche attenzioni,
sprofondano e si sciolgono nei tuoi rassicuranti fianchi,
di donna generosa, che ha smarrito l’amore.
Oggi ti penso così,
nella profonda intimità dei sensi,
a caccia di indomabili sogni
avari di certezze ma ubriachi di desideri.E poi cercarti ancora…14.01.2017 #parolechegraffiano

spicchi demozioni in un sorso da bere

Ancora distillo sogni
confusi ed appesi,
tra teneri sorrisi
e complici ricordi

Parole che come cerniere,
si aprono generose
nella polvere invadente
di evidenti incertezze

Eppure siamo noi
spicchi d’emozioni,
un sorso da bere
nell’altalena del tempo

01.10.2016 #parolechegraffiano

 

pane fresco, bisogno croccante del rinato amore

Tu sei la parte di me che non cercavo,
il battito di ciglia fra cielo e mare
di desideri strappati al vento.

Tu incantevole altalena
nutri l’affannato sogno che si muove
fra le parentesi incerte del tempo.

Tu scandisci il ritmo della passione
come lama nel pane fresco,
bisogno croccante del rinato amore

09-17/08/2009   #parolechegraffiano

 

quella lacrima mai asciugata parole che graffiano

Come batte il cuore su questi tasti
nell’affannata corsa verso parole che
fuggono da un ricordo senza casa.

Non piu’ graffio di dolore
nel contare il debito che accompagno’
quella lacrima mai asciugata,
ora ci sei tu che fai piovere
con gocce di desiderio
oltre il distratto vetro
che ci avvicina

17.02.2009   #parolechegraffiano

e_tu_orizzonte_e_mai_confine
scuoterti ancora
come vento ribelle
nella poesia disperata del giorno
che spoglia inquieta tracce di passione
ne ansie ne noia
nell’abbandono
che stringe il tempo incerto
quando c’è più spazio
e tu orizzonte
e mai confine
dove nascere
e mai morire
insieme come musica
che divora brividi
nello scandalo sbiadito
degli umani errori
ora ad occhi chiusi
ascolto quello che ripetere si può,
come se fosse la prima volta,
quel fragile “ti amo”composta e ricomposta
03/02/02 – 19.04.09   #parolechegraffiano

 

carezza e repiro parole che graffiano
oh vita mia,
graffio o carezza e respiro,
segno veloce
nella profondita’
del tempo
31.12.08   #parolechegraffiano

mentre incollo la notte alle pareti parole che graffiano

Scorre la polvere del tempo
nei corpi di gente che
distrattamente vedo,
dove assaggio incerto
ciò che sarà prima
di ogni istante già scritto
l’abbraccio nel vento
ora è vuoto di nomi
e neanche la stoffa invadente
su quella nuda pelle
val bene una promessa
troppe le stelle da contare,
ne brividi segreti da scaldare
mentre incollo la notte alle pareti
nell’indecente tormento
di non esserci ancora incontrati,
donna che impertinente inciampi
nei miei più intimi desideri.
31.08-13.09/08   #parolechegraffiano
nel_mare_distratto_che_profuma_di_sole parole che graffiano
Sciolte passioni
che dentro l’estate
spalmano il vizio
di dimenticare
e nel vento incastri
il bollente silenzio
che tutto riporta via
nel mare distratto
che profuma di sole.
29/06/2008   #parolechegraffiano
Sciolte passioni
che dentro l’estate
spalmano il vizio
di dimenticare
e nel vento incastri
il bollente silenzio
che tutto riporta via
nel mare distratto
che profuma di sole.
29/06/2008   #parolechegraffiano
 
occhi_neri
macchiami il cuore
occhi d’inchiostro,
oltre lo scatto
ti lasci immaginare
non più lembo sgualcito
d’un sogno smarrito
25-27.05.2008  #parolechegraffiano
a cacciar oltre le stelle parole che graffiano
un rapido strappo
alla pellicola del cuore,
nel sole che maggio
veste di nuovo.Non c’è dolore
nel vuoto tormento,
non c’è ardore
ma tenero inganno
nelle stanze bugiarde
dei ricordi appannati.Neanche il rimorso
del miele raccolto,
fra gesta e parole
come blues improvvisato,
da segreti bagnati.E quale ragione
continuo a pregare
nell’incantato specchio
d’instabili riflessi
Fammi cacciar oltre le stelle
nel lieve istante
di uno sguardo che
d’improvviso tinge
labbra non mie.Non c’è perdono
per chi tenta di amare,
eppure stanotte
nel turbamento affilo
quel che rimane del cuore.
18-19/05/2008  #parolechegraffiano
tempo_che_migra
Quale indifferenza nella scossa apparente
del tempo che migra
quanti attimi
in cui agitare emozioni,
non più fantasmi
ma pioggia sottile
come rugiada
in cerca del mare
fra cuori saldati
che danzano sordi
amore così difficile da mostrare,
deluso e mai dimenticato,
appeso a quel brivido
che finse di non saper volare.
13/04/2008   #parolechegraffiano

 

parole che graffiano scuoterti ancora

Inebriante brezza
“di vento divento”?
nel respiro di altri desideri

tracce consumate
raccontano qualcosa di noi
ora che
siamo solo pietra e sale

e tu,
ancora,
come un canto
m’incanti

19.08.2006 #parolechegraffiano

 

Inebriante brezza

cosa penso di Falconara Marittima, la mia città

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano/politica da
Ho sempre pensato che c’è una soluzione per quei momenti nella vita, zeppi di incomprensioni. Occorre metterli in ordine e poi tradurli in parole scritte.
Sembra molto più di un gioco, è come ai tempi della scuola quando ci davano un tema. Ci sono da coniugare i fatti, i sentimenti e la sintesi del pensiero per essere più efficaci.
E se il titolo fosse “cosa pensi di Falconara Marittima, la tua città?
Ecco il mio svolgimento:
Una parola bandita nella mia città è meraviglia. Tutto naviga fra mediocrità ed apparenza. Si sono imbarbarite le idee, il gusto è diventano un ingombrante peso. All’ombra di un dubbio rischi di trovare un privilegio. C’è pure un sistematico disinteresse alla normalità e il vivere insieme dura lo scatto di una foto. E’ imbarazzante anche star zitti. E il cuore pure respira male.
(regurk 17 luglio 2019)
 

Kelly e Milo, i miei due cani

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Mi sveglio e sento che sotto il letto Kelly sta russando al fresco del pavimento. Accanto Milo mi sta controllando a vista, pure sfidando la temperatura bollente della stanza. Anche oggi doppia protezione, sono tranquillo Buongiorno a voi ed un consiglio spassionato, se volete dare una scossa alla vostra qualità della vita, adottate un cane. E se non vi basta prendetene due…. 

Tre anni “nuovi” in più per comprendere errori e differenze

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Poco fa mi sono ritrovato a passare dove alle 3.20 circa del 2017 ebbi un brutto incidente stradale. Quasi meccanicante cerco ogni volta di recuperare quell’istante che la mia mente ha opportunamente nascosto. Questo mi ha permesso di approcciarmi con enorme rispetto per qualunque incidente simile che accade nella mia zona. Mi accorgo che la mia sensibilità emotiva è ormai nuda e senza difese.
Quelli che se ne intendono di queste cose, continuano a dire che sono molto ma molto fortunato. Si dice che è come vivere una nuova vita e ammetto che in questi tre “nuovi” anni ho imparato ad esistere con meno ansie, relegando quello che succede alle misteriose reti del destino. Intanto aumentano gli acciacchi ma non mi va più di lamentarmi e sono grato piuttosto di aver potuto assistere ad eventi felici nella mia vita che pensavo, non potessero più realizzarsi. Ho gustato finalmente la normalità nella mia vita e non immaginavo che avesse un sapore così buono. Ognuno ha un nome per questo regista del destino ed io nella speranza di capire chi sia prima o poi, intanto ringrazio per questa opportunità. Anzi vorrei fortemente che ognuno di noi avesse un’occasione importante nella propria esistenza. Del resto sarebbe troppo noioso essere sempre buoni o magari troppo cattivi. Nelle esperienze ci sono il peso dell’età ma anche la possibilità di comprendere errori e differenze.
#parolechegraffiano

Glauco Alderisio un uomo forte dal cuore gentile

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

RICORDANDO UN AMICO.

Eccomi qui con Glauco in una foto del 2002 ed ora ci provo nel tentare di volerlo raccontare. Di lui ho apprezzato sempre molto la sua energia e soprattutto la sua onestà intellettuale. Ho goduto del suo rispetto e al tempo stesso mi sono nutrito del suo amore per questa città. Una di quelle persone a cui non sfuggiva niente e che soprattutto non si appiattiva sui luoghi comuni. Un uomo di cultura, legato al suo territorio ma nel momento stesso ribelle e mai ipocrita. Insomma un’anima libera con il coraggio di prendere a pugni un rapinatore ma nel tempo stesso di commuoversi all’ombra di un sentimento.

Un sapore forte che si ama o si detesta. Ed io ho avuto la fortuna di volergli bene. Ci siamo sempre capiti, oltre le nostre mille differenze. Addio amico mio e che la poesia, che tanto amavi, possa esserti ancora compagna in questo nuovo e misterioso viaggio.

Amicizia per viaggiare meglio la propria vita

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Era il settembre del 1971, il numero del giorno non mi è mai venuto in mente. Ma come posso dimenticare di quella lacrima che ho versato mentre Roberto mi accompagnava dentro la stazione Termini, fino a quel vagone dove c’era scritto destinazione Falconara Marittima, anzi per essere precisi Ancona. E’ stato un bivio della mia vita, abitavo a Roma e finivo in provincia fra mare e raffineria. Non c’era spazio per la ribellione, serviva soprattutto affidarsi al destino. Scelta che si è ripetuta nella mia vita, non certo per mancanza di coraggio. Il destino tira dritto e conosce già la trama della nostra vita, a noi non rimane che l’intuito di capire certi passaggi in cui è possibile determinarne un piccolo ma sostanziale cambiamento. Questo post mi serve per parlare del viaggio della vita ma pure dell’amicizia. Con Roberto ci eravamo conosciuti tre anni prima in quella Villa Sciarra in cui coltivai piacevolmente la mia pubertà, grazie ai primi amori e alla passione smisurata per la musica rock. Ho avuto diversi veri amici importanti che hanno rappresentato in pieno delle stagioni vissute ma lui è quello che ha attraversato per lungo e per largo la mia vita. Quel fratello, a tutti gli effetti, che per me figlio unico, è un punto di riferimento, mai ingombrante ma decisamente rassicurante. E dire che siamo una strana coppia. Lui alto ed io basso. Lui pessimista ed io ottimista. Anche nella politica sostanzialmente lontani. Io abbastanza romantico e lui irrecuperabilmente simpatico. Per la musica? Lasciamo perdere, ci prendiamo sempre in giro. E non ultimo il calcio, lui romanista ed io distrattamente della fiorentina. Ebbene un’amicizia così non me la potevo tenere stretta solo per me e così mi vanto che a volta a volta, è diventato amico di tutti i miei amici vecchi e nuovi, che lo conoscono e lo apprezzano. Ma la più grande gioia nel tempo che passa, giustamente inesorabile è che quelli che capiscono meglio la nostra amicizia sono entrambi i nostri figli. Si sente che sono felici quando ci vedono insieme.
Stiamo per partire per un nuovo viaggio, di quelli come dice lui “offerti dai punti dell’American Express”, per festeggiare il suo compleanno che coincide con il primo giorno di primavera. Dove? Nelle prossime ore ve lo dirò, di sicuro l’unico segreto rimarrà solo quanti anni compirà. Altrimenti scoprireste pure i miei. 

Buon Natale 2018 insieme a Kelly e Milo fra speranze da recuperare

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

E’ vero potrei sembrare esagerato ad affidarmi ancora una volta ai miei pelosetti. Eppure ci sono delle buone ragioni per cui utilizzo Kelly e Milo per porgerti i miei più saluti natalizi. Perché a loro invidio l’amore senza limiti che sanno offrire alle persone care, la fedeltà incondizionata, l’allegria per le piccole cose e non per ultima la possibilità di farmi ancora sentire un ragazzino quando mi invitano a giocare con loro.

E dire che l’espressione “mondo cane” è stata utilizzata negli anni ’60 per definire gli orrori del mondo. Noi umani dovremmo rivedere molte parole, molti atteggiamenti e molte azioni per recuperare un po’ di tolleranza e di onestà intellettuale nei confronti del prossimo.

Ecco perchè considero la loro complicità importante, mi ha aiutato e permesso di farti degli auguri, sinceramente più buoni e genuini.

Kruger Natale 2018

Tragedia a Corinaldo, morire per un concerto

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

“Se me lo dicevi prima” recita una canzone di Enzo Jannacci che è poi l’inno dell’ipocrisia. Io che sono piccolo di statura, ricordo perfettamente in diversi concerti e pure nelle rare partite di calcio che ho seguito di essere a volte trascinato dalla massa di persone in movimento. Un’onda inarrestabile che si muove e semplicemente ti trascina, se fatta in modo regolare. Posso quindi perlomeno intuire cosa può succedere se subentra la paura. Non c’è scampo. Ma non bisogna andare in discoteca basta alle volte anche una semplice sagra, zeppa di persone. Ed il fattaccio può succedere. Se a tutto questo aggiungi l’energia di un pubblico minorenne. Oltre il doppio delle persone della regolare capienza del locale. Le strutture esterne non adeguate ad un piano di fuga (pensate alla balaustra che ha ceduto). E la presenza di spray urticante che può essere venduto alle persone sopra i 16 anni per l’autodifesa personale. La tragedia ha tutte le componenti per essere rappresentata.
Ora si scatena una maldestra ma inevitabile caccia alle colpe e pure una peggiore gara a delle improbabili soluzioni.
Di sicuro a sensazione, i gestori non hanno scampo. Mettere oltre il doppio delle persone in quello spazio è un rischio inammissibile. Ma penso pure che non abbiano meno responsabilità quelli della SIAE che dovrebbero sapere tutto della licenza del locale. Quindi,se i dati riportati risultano esatti, come si possono permettere di essere venduti ben 1400 ticket (di cui si trattengono una bella fetta di diritti) mentre non c’è una capienza superiore ai 900 posti? E poi diciamoci la verità lo stesso management, che ben conosce il costo dell’artista, non puo’ far finta di non immaginare che sarà una serata “regolare”. Diffido sempre per natura dai moderni Ponzio Pilato.
Ora tutto questo è sotto i riflettori e quindi attenzione a non fare la caccia alle streghe o crociate contro il mondo dell’intrattenimento.
E soprattutto ora anche se con enorme difficoltà bisogna esprimere un triste pensiero di dispiacere per queste sei sfortunate persone. Con la consapevolezza che non ci saranno più per loro possibilità di vivere in serenità altri giorni con i propri cari. Un danno irreparabile e del dolore senza fine per chi resta.

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