Category archive

Le parole che graffiano - page 6

Colombari, Scaccia e l’attimo fuggente al gala di Tyche

in Cultura/Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano/pino scaccia da

Quel tocco delicato di Martina Colombari sull’iPad ed ecco online il Tyche Magazine. Una ragione in più per credere davvero che il virtuale quando si fonde con il reale, è davvero una bella cosa. Una festa per un’idea che ha preso forma, strana ma privilegiata vederla dalla prospettiva dell’alto di un palcoscenico. Una platea attenta che ha saputo rendere omaggio ad ogni proposta della serata dai sapori degli ottimi chef del Donoma, alla musica mai invadente, anzi piuttosto complice, del Leo Maculan Band. Poi lo spettacolo fatto di bellezza e parole, di sogni e ricordi. Lei Martina che dopo essere stata intervistata, si rimette a sua volta a fare la domanda del COME a tutta la redazione ed uno di noi gli risponde con un disarmante, ma troppo simpatico, “come sei bella” .Poi il carisma di quel Pino Scaccia che, da consumato e poliedrico cronista, sfodera nei racconti di vita vissuta e ricordi mai dimenticati nella sua lunga carriera marchigiana. Nulla sembra banale ed ogni cosa detta sembra avere un valore, un senso, una direzione. Per fare tutto questo ci vuole “coraggio”, dice con ammirazione il Sindaco Tommaso Corvatta, ed anche il suo non è un discorso di circostanza, piuttosto un invito a continuare in questa direzione. Mimmo Sicolo lo rassicura “siamo qui per crescere”. Da parte sua il direttore generale Salvatore Lattanzi digita nella notte fonda alla redazione: “Abbiate sogni anche per chi non ne ha, perché di fiere rigenerante siamo colmi. Abbiate, miei capitani quel che di pieno intendiamo riempire questo mondo. Abbiate Tyche in voi perché ultimo fine per noi rappresenta. Buonanotte eroi”. Sembra quasi di essere entrati magicamente nella pellicola de L’attimo fuggente dell’indimenticabile Robin Williams ed è questo un gran bel segnale…

Kruger Agostinelli

Oggi è venerdì 21 novembre 2014, il compleanno di Kruger

in Le parole che graffiano da

Kelly Kruger compleanno 2014

E’ passato da poco mezzogiorno e al momento il numeratore dei post di facebook mi dice che ci sono 533 post di auguri. La mail fb è decisamente gonfia di auguri personali dove primeggia un messaggio della mia Kimberley che mi scrive da Milano oltre agli “auguri papààààààààààà” anche un perentorio “non ho soldi nel tel per chiamarti” poi arrivata la ricarica, ovviamente mi chiama di strafugo da un numero telefonico fisso.

continua a leggere

Buon compleanno a Kevin & Kimberley

in Le parole che graffiano da

Kevin__Kimberley_Agostinelli_compleanno_2014

Oggi 5 luglio è per me una doppia festa di compleanno, seppure con la differenza di tre anni, per i miei krugerini Kevin & Kimberley Agostinelli, merito dicono in molti di mia moglie Mila. Certo che nel loro giovane trascorso di vita, fra soddisfazioni ma anche gravi errori, hanno saputo interpretare perfettamente il disagio della loro disgraziata generazione. L’instabilità lavorativa, l’avvillente assenza di meritocrazia e la completa disonestà intellettuale, il tutto condito sotto il segno della tv. Avrei dovuto averli saputi difendere di più dal presente ma per colpa del mio innato senso di libertà e e quella instancabile curiosità verso il futuro non sono stato capace di farlo. Eppure nella loro educazione verso il prossimo, nella loro emozionante sensibilità nel vivere i propri mondi diversi e nell’ironica malinconia con cui affrontano diversamente la loro vita trovo ancora molta poesia. Auguri ragazzi, solo il tempo ci dirà ciò che il destino ci ha riservato.

continua a leggere

Buon 2014 con tante briciole di felicità

in Le parole che graffiano da

Kelly_kruger_2013

In questo 2014 penso che torneremo a riassaporare pure le briciole di felicità che avevamo, fin troppo spesso, smesso di raccogliere. Del resto a fronte di un’avidita’ insopportabile da parte di chi ci comanda e di un’aridita’ assoluta da chi potrebbe ancora offrire qualcosa ma non lo fa, ci siamo noi con i nostri incerti destini, a fare la differenza.

continua a leggere

Enzo Jannacci, Franco Califano e Franco Battiato in una primavera che tarda ad arrivare

in Le parole che graffiano da

 

jannacci_califano_battiato

Due lutti ed una polemica inutile per dimostrare che ci sono uomini che dietro delle canzoni hanno più saggezza di una società allo sbando che si nutre dell’ipocrisia dei suoi governanti e di tutti coloro che pensano ancora di avere potere. La gente, ricca della propria cultura popolare, dimostra di saper riconoscere chi esprime i propri sentimenti e le proprie amarezze distinguendoli da  coloro che grassi di irritanti contraddizioni e di miserabili  interessi personali continuano ad esprimere parole senza peso.

 

continua a leggere

Affetti Personali: Sbatti il Mostro in Prima Pagina

in Le parole che graffiano da

Sbatti_il_Mostro_in_Prima_Pagina

Certo per una persona perennemente disordinata come me, dover mettere in ordine dolore, impotenza e disgusto per la vicenda intima e personale di cui è stato protagonista il mio amato figlio, arrestato per spaccio di stupefacenti, non è stato e non sarà semplice. Provo invece un enorme disagio e non riesco a giustificare chi ha contribuito a rendere pubblica, spettacolare e morbosa una vicenda in cui si intrecciano non soltanto un dramma familiare, ma uno spaccato reale dell’attuale condizione giovanile condito pure dal vuoto culturale e la conseguente assenza di valori che ormai regna sovrano intorno a loro. Queste forme da moderni “untori” mediatici rischia di fare molto male a quelle persone fragili che rimangono invischiati in questi terribili paradisi artificiali .

La mia condizione di padre mi impone di riflettere a voce alta in due direzioni con il senso di colpa per non aver assolutamente capito in tempo l’evoluzione di un tollerato spinello e di quelle pasticche sintetiche, non più usate, del mondo delle discoteche. Poi ancora un senso di colpa, ancora più assurdo ma visto le conseguenze degli scorsi giorni, che mi porta a chiedere che se non fossi stato io il padre si sarebbe adottata più discrezione nei suoi confronti. Pensate che tristezza se rischiare di distruggere la possibilità di un reinserimento sociale di un ragazzo di 25 anni, sia il prezzo a causa di qualche zelante personaggio delle autorità competenti (che riesce a trasformare delle iniziali in nome e cognome) per avere magari un titolo di merito su qualche giornale che possa velocizzare la sua carriera. Mentre mi aspetterei da costui un impegno diverso che sappia prima o poi colpire severamente chi distribuisce tanti piccoli sacchetti da 6 grammi di eroina a questi “cattivi ragazzi”. O addirittura pensate allo squallore se servisse solo per vendere qualche copia di giornale in più.

Quindi tento di riflettere e mettermi in cerca di quel senso di responsabilità che permetta non solo ai miei ma a tutti i nostri figli di credere in qualcosa anche attraverso la possibilità di poter ambire ad un lavoro dignitoso che li possa far sentire utili a se stessi e agli altri e non in balia del piacere effimero dello sballo. Insomma credere che per aiutare a far rientrare alla normalità i Kevin della situazione ci debbono essere la possibilità di reinserimento magari aiutandolo, nel suo caso, a mantenere almeno quelle quattro ore da magazziniere che ha sempre svolto da anni in maniera apprezzata o corretta.

Poi sperare che meriterà un titolo sul giornale o su qualche locandina magari anche la figlia di Kruger (che non c’entra assolutamente niente nell’intera vicenda),  che nonostante le ottime attitudini nel mondo della moda, non riesce a trovare uno stage neanche volendo lavorare gratuitamente e se si rivolge alle istituzioni tipo “formazione del lavoro” della provincia di Ancona ottiene delle risposta semplicemente inutili e delittuosamente sciocche. Del resto costruire è sempre più impegnativo che demolire ma almeno ci aiuta a difendere la qualità del futuro contro il degrado del presente.

Ci sono citazioni come questa di Nicolas de Chamfort, uno scrittore francese della fine del settecento, che riesce a sintetizzare perfettamente tutto questo che ho tentato di comunicare, “Più si giudica, meno si ama”. Quell’amore che molti di voi mi hanno riservato in privato durante questa brutta storia, non lasciandomi in solitudine di quelle lacrime a cui cerco di dare un senso e una risposta. Credo ancora nell’amore e nei gesti conseguenti, che ognuno di noi riesce a riservare al prossimo, sia la migliore soluzione per vivere meglio con se stessi. Insomma la possibilità di tentare di superare quegli ostacoli che non ti aspettavi.

continua a leggere

una bella serata d’estate: appunti di Re Gurk in un’estate da comunicare

in Le parole che graffiano da

Kruger_La_Capannina_Portonovo_Agosto_2012

A dispetto delle mie amiche e complici donne, che da sempre affollano conquistano coloratamente e numericamente i miei eventi, proprio un amico, ieri sera,  a La Capannina di Portonovo, mi dice “che bella serata”. Ecco ha ragione Roberto, non c’era da dire niente di più, anche se poi aggiunge “Ottima musica e ottima compagnia sopratutto”. C’è la percezione, anzi oggi ne ho la consapevolezza mentre sento la necessità di scrivere questa nota, che fosse una serata semplicemente bella. Di quelle cose che vorrebbero far vivere i preti la domenica ma non ci riescono più da tempo .  Avete presente il luogo, non luogo, del genere di quella serie televisiva chiamata “Lost”, quasi ci fosse una misteriosa presenza che facesse da regia. Noi attori e spettatori di un palcoscenico naturale che ti lascia ogni volta senza fiato, nella baia che circonda La Capannina a Portonovo. Fra cielo e mare che s’inventano un tramonto dal semplice incastro dei colori che si sfiorano fra luce e buio. La luna alle spalle che spunta dal monte quasi come quella cantilena che cantavano i Tazenda, un po’ di anni fa. La brigata di Alessandro della Capannina che ieri sera si inventava, oltre a quegli aperitivi che raccontano il  mare,  anche delle strane ed inedite pizze che parlano il sapore dell’estate. “E gli spaghetti?” Tuona il cantante nell’attimo della pausa, incantevoli sembra rispondergli Agnese, un’amica incerta se fare l’attrice o la giornalista. E poi Gianluca, ambasciatore del Verdicchio,  con i suoi  Vini di Montecappone che racconta entusiasta della vendemmia notturna che farà a settembre nella sua vigna. E la musica? Un confidenziale, inedito  ed ammaliante Mark Zitti che grazie alla complicità con il piano elettrico di Mauro Gubbiotti ha cantato per quasi tre ore, di cui oltre il 70% di canzoni per la prima volta. Ma quanto sei bravo a cantare anche Lucio Battisti! E poi c’eravano noi sotto le stelle, da tre avvocatesse in gonnella molto più gonnelle che professioniste, a Luna, il cui nome gli imponeva la sua presenza per forza. Da Agnese e il suo moroso a Fabio grafico e amico di Chiaravalle. Tante belle donne e tanti bei sorrisi che poi ritrovate nelle mie foto. E che dire di quegli amici che pensavi di non conoscere ma da quel sorriso che ti lanciano capisci che non c’è bisogno neanche di presentarsi. Un gruppo di Miami, in vacanza per caso li’ che si diverte in questo genuino Made in Italy.  E come se non bastasse mi vedo arrivare, in momenti diversi, due amiche che da sempre sono luce per i miei sensi: Morena e Valentina. Ma non basta, anche un giornalista terribile, Fabio, che poi tanto terribile non è. E pure Danilo di Strabacco un raggio di luce goloso che riagguanto dal mio passato. Sapete che alla fine hanno pure brindato alla mia salute scandendo il  mio nome? Non ci crederete ma sono stato felice che sia successo anche questo. Io quasi quasi una serata così me la rubo e me la ficco in fondo all’anima magari mi aiuterà a sentire meno caldo se un giorno finirò all’inferno ma nella improbabile possibilità di un posto in paradiso riuscirà a riscaldare il mio bisogno di conservare vizi e fragilità del vivere. Tutti questi elementi che ho descritto in questa tavolozza apparentemente disordinata hanno diritto ad avere come titolo “che bella serata”. Se mi hai letto fin qui, grazie! Avevo bisogno di raccontarlo ad una persona amica.
Kruger 01.08.2012

PS: Ci metto sempre cura a scegliere e proporre idee per l’intrattenimento. E’ vero a volte non ci riesco in pieno ma credo che la direzione sia sempre quella cerca di mettere d’accordo con gusto ed attenzione le esigenze di chi offre e quelle di chi utilizza l’evento. Solo il tempo e le buone emozioni che arrivano con esso sarà buon testimone del lavoro fatto. E gli errori, se non ripetuti, servono sempre per crescere…

Go to Top