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Il meglio di Re Gurk - page 5

Ferrovie, autostrade e poste italiane quando diventeranno moderne ed efficienti?

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/politica da

Io credo che Ferzan Ozpetek, il regista turco che ha firmato la campagna istituzionale “La casa che ti porta a casa” delle Ferrovie delle Stato non sia mai salito su un treno. Tutto questo buonismo per un’azienda che spesso e volentieri crea disservizi e al pari di altre importante aziende non c’è mai per il consumatore.

I ritardi dei treni sulla maledetta tratta Ancona Roma. Come del resto le autostrade perennemente con i lavori in corso ma senza operai che ci lavorano. Infine come non metterci pure Poste Italiane che continuano a passare negli orari in cui si lavora e lasciano raccomandate che dopo settimane si riescono a trovare dopo aver fatto file interminabili in degli uffici dove fanno di tutto tranne che dare la posta.

Ci vuole modernizzazione in tutto e dobbiamo contribuire a questo anche incazzandoci per bene qualche volta. E comunque con l’avvertenza di non rimandare più al potere “quelli bravi” per i prossimi 30 anni.
#metodidisopravvivenza

Tre anni “nuovi” in più per comprendere errori e differenze

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Poco fa mi sono ritrovato a passare dove alle 3.20 circa del 2017 ebbi un brutto incidente stradale. Quasi meccanicante cerco ogni volta di recuperare quell’istante che la mia mente ha opportunamente nascosto. Questo mi ha permesso di approcciarmi con enorme rispetto per qualunque incidente simile che accade nella mia zona. Mi accorgo che la mia sensibilità emotiva è ormai nuda e senza difese.
Quelli che se ne intendono di queste cose, continuano a dire che sono molto ma molto fortunato. Si dice che è come vivere una nuova vita e ammetto che in questi tre “nuovi” anni ho imparato ad esistere con meno ansie, relegando quello che succede alle misteriose reti del destino. Intanto aumentano gli acciacchi ma non mi va più di lamentarmi e sono grato piuttosto di aver potuto assistere ad eventi felici nella mia vita che pensavo, non potessero più realizzarsi. Ho gustato finalmente la normalità nella mia vita e non immaginavo che avesse un sapore così buono. Ognuno ha un nome per questo regista del destino ed io nella speranza di capire chi sia prima o poi, intanto ringrazio per questa opportunità. Anzi vorrei fortemente che ognuno di noi avesse un’occasione importante nella propria esistenza. Del resto sarebbe troppo noioso essere sempre buoni o magari troppo cattivi. Nelle esperienze ci sono il peso dell’età ma anche la possibilità di comprendere errori e differenze.
#parolechegraffiano

Glauco Alderisio un uomo forte dal cuore gentile

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

RICORDANDO UN AMICO.

Eccomi qui con Glauco in una foto del 2002 ed ora ci provo nel tentare di volerlo raccontare. Di lui ho apprezzato sempre molto la sua energia e soprattutto la sua onestà intellettuale. Ho goduto del suo rispetto e al tempo stesso mi sono nutrito del suo amore per questa città. Una di quelle persone a cui non sfuggiva niente e che soprattutto non si appiattiva sui luoghi comuni. Un uomo di cultura, legato al suo territorio ma nel momento stesso ribelle e mai ipocrita. Insomma un’anima libera con il coraggio di prendere a pugni un rapinatore ma nel tempo stesso di commuoversi all’ombra di un sentimento.

Un sapore forte che si ama o si detesta. Ed io ho avuto la fortuna di volergli bene. Ci siamo sempre capiti, oltre le nostre mille differenze. Addio amico mio e che la poesia, che tanto amavi, possa esserti ancora compagna in questo nuovo e misterioso viaggio.

Amicizia per viaggiare meglio la propria vita

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Era il settembre del 1971, il numero del giorno non mi è mai venuto in mente. Ma come posso dimenticare di quella lacrima che ho versato mentre Roberto mi accompagnava dentro la stazione Termini, fino a quel vagone dove c’era scritto destinazione Falconara Marittima, anzi per essere precisi Ancona. E’ stato un bivio della mia vita, abitavo a Roma e finivo in provincia fra mare e raffineria. Non c’era spazio per la ribellione, serviva soprattutto affidarsi al destino. Scelta che si è ripetuta nella mia vita, non certo per mancanza di coraggio. Il destino tira dritto e conosce già la trama della nostra vita, a noi non rimane che l’intuito di capire certi passaggi in cui è possibile determinarne un piccolo ma sostanziale cambiamento. Questo post mi serve per parlare del viaggio della vita ma pure dell’amicizia. Con Roberto ci eravamo conosciuti tre anni prima in quella Villa Sciarra in cui coltivai piacevolmente la mia pubertà, grazie ai primi amori e alla passione smisurata per la musica rock. Ho avuto diversi veri amici importanti che hanno rappresentato in pieno delle stagioni vissute ma lui è quello che ha attraversato per lungo e per largo la mia vita. Quel fratello, a tutti gli effetti, che per me figlio unico, è un punto di riferimento, mai ingombrante ma decisamente rassicurante. E dire che siamo una strana coppia. Lui alto ed io basso. Lui pessimista ed io ottimista. Anche nella politica sostanzialmente lontani. Io abbastanza romantico e lui irrecuperabilmente simpatico. Per la musica? Lasciamo perdere, ci prendiamo sempre in giro. E non ultimo il calcio, lui romanista ed io distrattamente della fiorentina. Ebbene un’amicizia così non me la potevo tenere stretta solo per me e così mi vanto che a volta a volta, è diventato amico di tutti i miei amici vecchi e nuovi, che lo conoscono e lo apprezzano. Ma la più grande gioia nel tempo che passa, giustamente inesorabile è che quelli che capiscono meglio la nostra amicizia sono entrambi i nostri figli. Si sente che sono felici quando ci vedono insieme.
Stiamo per partire per un nuovo viaggio, di quelli come dice lui “offerti dai punti dell’American Express”, per festeggiare il suo compleanno che coincide con il primo giorno di primavera. Dove? Nelle prossime ore ve lo dirò, di sicuro l’unico segreto rimarrà solo quanti anni compirà. Altrimenti scoprireste pure i miei. 

La ridicola chiusura dello Sugar Suite, si mangia al tavolo ma guai a ballarci intorno

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk da

Dicono che il silenzio in certi casi sia la scelta migliore di fronte a certe decisioni non pensate e sbandierate nel nome del rispetto delle regole. Succede sotto Carnevale, quasi a rendere questa situazione in ideale equilibrio fra il burlesco e il grottesco. Hanno chiuso lo Sugar Suite a Senigallia. E quindi parlo e ragiono pure, anche per chi sembra incapace di farlo.

Regole obsolete che non hanno nulla a che fare con la sicurezza dei locali d’intrattenimento. Un contenitore per gente adulta e mai sopra le righe non è pericolosa ne per il prossimo ne per se stessi. E’ la negazione dello stare insieme. Chiudere un locale perchè non si stava seduti sulla sedia ma si danzava intorno al tavolino, è imbarazzante. Se volete diamo un minimo di prescrizioni a questo genere di locale (e ce ne sono tanti aperti normalmente anche ora sulla costa adriatica) che fanno la cosiddetta cena spettacolo, piuttosto che punire a casaccio. Non possono essere considerate discoteche, punto e basta. La Siae richiede ed incassa regolarmente tributi ma nel tempo stesso si lava le mani, pazzesco. Lo dico con la mia esperienza di locali come la leggendaria Essentia a Chiaravalle e tanti altri simili ancora. Soliti controlli a random che non impediscono il problema vero che è quello dell’abuso di alcool (normalmente venduto nei supermercati) e droghe (quasi normalmente vendute per le strada da chi sappiamo bene) ed al pubblico più indifeso quello dei giovanissimi.

Ora questa stretta genererà di sicuro l’incremento di feste clandestine per adulti dentro qualche villa privata. Soddisfatti, vero?

Se siete curiosi ecco qui le immagini del “pericolosissimo” Sugar Suite in azione. 

Donna Summer, regina nel 1977 al Piranha Club

in Giornalista e dintorni da

Donna Summer live Piranha 1977 ora su Youtube

Sono stato il primo dj del Piranha Club di Falconara Marittima e nella data di inaugurazione ci fu Donna Summer. Ho ritrovato la registrazione originale di quella volta, grazie al riversamento da bobina Revox a file fatto dal fedele amico di sempre Massimo Cerioni. Un avvenimento sicuramente epocale per gli amanti della disco anni . QUI l’audio eccellente del concerto integrale su Youtube.

“Donna Summer all’inaugurazione del Piranha, la mitica discoteca che prese il via nel 1977 dalle illustri ceneri del Krakatoa Club a Falconara Marittima, in provincia di Ancona. I ricordi rendono tutto più misterioso, c’è una specie di scia che accarezza la memoria del tempo che sembra cambiare forma. “Abbiamo il nome per l’inaugurazione del Piranha” mi disse Tonino Carraro, l’indimenticabile Re delle notti marchigiane, colui che porto gli spettacoli impossibili nel mitico Covo Nord Est di Senigallia. Da Fabrizio De Andrè a Ray Charles tanto per fare due dei tantissimi nomi che chiamò alla sua corte. Avevamo inaugurato due anni prima il Carillon di Cesano di Senigallia con Gloria Gaynor ma ovvio che stavolta si volesse superare alla grande. Il nome era quello di Donna Summer, colei che sotto la regia musicale di Giorgio Moroder brillò a tal punto da far credere che neanche esistesse e che era il frutto di una magia in sala d’incisione. Eppure era tutto vero, soltanto due date in Italia, alla Capannina di Viareggio e da noi nelle Marche. Arrivò pure la carovana televisiva dell’Altra Domenica di Renzo Arbore che nell’occasione mandò come inviato Michel Pergolani. Ed io ero lì a 30 cm da lei, il fortunato disc jockey che accompagnarono quelle stagioni indimenticabili che, ironia della sorte, molti celebrano senza averlo mai toccate con mano mentre io le vivevo in prima persona e le raccontavo con il mio mentore Pino Scaccia. Stagioni in cui sflilarono pure James Brown, Grace Jones, Asha Putli e pure Van Mc Coy. Insomma è bello essere stati protagonisti sul serio.”

da un’estratto pubblicato sul sito di Disco Diva, quando nel 2016 fui premiato come dj storico degli anni 70.

IMPROVVISAMENTE UNA FOTO SPUNTATA DAL PASSATO

Mancavano pochi minuti al mezzanotte, ero al Cenone di Capodanno 2013 al “delle Rose”, quando Maurizio Fiorenzola mi dice “Sai che ho una foto di Donna Summer quella volta che venne al Piranha di Falconara e ci sei pure tu”. Ora la foto la vedete pubblicata ed è una di quelle situazioni che non avrei mai immaginato di assistere. Era il 1977, esattamente 35 anni dopo, quando la misteriosa cantante, di cui si dubitava addirittura della sua esistenza artistica,venne ad inaugurare una discoteca di cui fui protagonista come disc jockey. Chissà se verrano fuori altre foto, io lo spero tanto.

IL MIO OMAGGIO A TONINO CARRARO
Pensate in seguito ci furono oltre a tutti gli artisti italiani dai Pooh a Ivano Fossati, da Vasco Rossi (insieme ad altri cantautori emergenti) a Ilona Staller. Poi nomi internazionali di rilievo e su tutti James Brown, Grace Jones.
Il Piranha Club era uno dei tanti capolavori di quel Tonino Carraro che fece diventare la nostra zona marchigiana una capitale nel mondo dello spettacolo negli anni 70. Riporto di seguito l’articolo che scrissi in suo omaggio per il Messaggero:
Annunciato da uno dei tanti squilli del cellulare che ormai non conto quasi più. La notizia è arrivata semplicemente con un annuncio di un amico di quelli hanno “vissuto” intensamente gli anni settanta e che mi ha anticipato, con molta discrezione, la notizia: “Carraro non c’è più”. Sapeva che per me non fosse uno dei tanti che ho incontrato nella mia vita ma sicuramente uno di quelle persone che non dimenticherò mai. Eh già, questa volta è toccato proprio a lui. Tonino, nomignolo che ironia della sorte poco si addiceva a questo grande omone. Con il suo irrecuperabile ed inconfondibile dialetto ligure mi aveva dato l’opportunità di vivere intensamente e da protagonista le pagine più belle del mondo delle discoteche degli anni di fuoco, quando ci si divertiva davvero e si ballava sul serio. Capace ogni volta di stupirmi con le sue scelte, anticipando qualunque moda e sottomettendo a se stesso il sistema planetario musicale. Prima da cronista musicale sotto la regia attenta di Pino Scaccia poi come disc jockey prediletto nelle sue memorabili discoteche ho visto brillare praticamente l’universo del mondo a sette note. Nel suo Covo Nord Est sul colle di Scapezzano a Senigallia come se niente fosse portò Ray Charles, Fabrizio De Andrè e tutto quanto fosse possibile immaginare in quel periodo. Poi affascinato com’era del mondo delle discoteche mi ingaggiò per inaugurare tre sue scommesse che ormai a ricordarle danno il senso alla sua leggenda di “patron”. Il Carillon Club di Cesano di Senigallia che fu inaugurato da Gloria Gaynor, il Papagayo a Senigallia e l’indimenticabile Piranha con Donna Summer.Insomma quello che per tutti i normali era un sogno lontano per Tonino Carraro rappresentava un traguardo da dover raggiungere e superare. Scelte irresistibilmente esagerate per la nostra terra marchigiana che nel suo momento di massimo splendore, fra gli anni 75-80, aveva completamente azzerato il fascino della riviera romagnola. Un autentico e, permettetemi di dire unico, Re dei locali da ballo che oggi ricordo volentieri con commozione personale per quanto mi ha regalato professionalmente ed umanamente ma anche con una profonda ammirazione a quel “grande uomo” che ha saputo sbalordire tutti quelli della mia generazione….
ciao dal tuo disc jockey kruger

kdeejay

Buon Natale 2018 insieme a Kelly e Milo fra speranze da recuperare

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

E’ vero potrei sembrare esagerato ad affidarmi ancora una volta ai miei pelosetti. Eppure ci sono delle buone ragioni per cui utilizzo Kelly e Milo per porgerti i miei più saluti natalizi. Perché a loro invidio l’amore senza limiti che sanno offrire alle persone care, la fedeltà incondizionata, l’allegria per le piccole cose e non per ultima la possibilità di farmi ancora sentire un ragazzino quando mi invitano a giocare con loro.

E dire che l’espressione “mondo cane” è stata utilizzata negli anni ’60 per definire gli orrori del mondo. Noi umani dovremmo rivedere molte parole, molti atteggiamenti e molte azioni per recuperare un po’ di tolleranza e di onestà intellettuale nei confronti del prossimo.

Ecco perchè considero la loro complicità importante, mi ha aiutato e permesso di farti degli auguri, sinceramente più buoni e genuini.

Kruger Natale 2018

Intervista di Michele Mastrangelo sul Resto del Carlino

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk da

La tragedia di Corinaldo ha aperto un dibattito sull’opportunità della presenza dei giovanissimi in discoteca. Ho risposto su questo tema ad un caro amico e giornalista del Resto Carlino, Michele Mastrangelo. Di seguito l’intervista integrale:

Chi negli ultimi trent’anni ha messo piede almeno una volta in discoteca conoscerà sicuramente Kruger Agostinelli. Giornalista, fotografo, con un passato da disc jockey, cura la comunicazione di tantissimi locali. Anche nel Maceratese.

Agostinelli, quanto è cambiato il popolo della notte?

“E’ cambiato sostanzialmente. Nelle prime discoteche di fine anni Settanta, penso al Piranha Club di Falconara o ad altri, c’era la domenica pomeriggio dedicata ai giovanissimi. Si andava a ballare verso le 15 o 16 e alle 19.30 tutti a casa. E non passava neanche per l’anticamera del cervello a nessuno di fare una festa studentesca di notte. Ecco cos’è cambiato. L’anomala del pubblico dei giovanissimi”.

Trova che i giovani vadano troppo presto in discoteca? Colpa dei genitori permissivi?

“Non è colpa dei genitori, che si arrendono alla richiesta dei figli motivata dal “la maggior parte dei miei amici ci va”. Purtroppo il punto è che prima la discoteca era luogo di divertimento, ora di trasgressione, accentuata da un’indole giovanile, che ha dalla sua parte l’energia dell’età. Ma c’è anche meno razionalità del pubblico adulto. Poi è vero che pure i ragazzi della mia generazione ne combinavano di cotte e di crude, ma andavamo la sera ai concerti, dove c’erano pericoli più contenuti”.

Perché?

“Ora c’è l’alcol, che se lo portano da casa. Sono capitato in una discoteca frequentata da giovanissimi per vedere un artista e arrivavano giovani al parcheggio con buste di carta piene di beveroni. Certo, non tutti, ma c’è chi lo fa ed è inevitabile che ciò comporti un pericolo maggiore nel locale. Già si è giovani, se poi si entra già alterati… e l’ora notturna rende le cose ancora più complicate.

Rimpiange allora i tempi passati?

“No, quello che trovo assolutamente pericoloso, ripeto, è l’uso dell’alcol. Che non lo comprano in discoteca, ma nei supermercati a basso prezzo. Tale alterazione fa ridurre il già basso senso del pericolo dei giovani. Lo dico da genitore, quasi mi verrebbe da chiedere ai locali notturni di non far entrare i minori di sedici anni. Ma non per un divieto, quanto per salvaguardare i ragazzi

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