Tutti abbiamo l’abitudine di lavare il pesce prima di cucinarlo: ecco perché è una pessima idea e a quali rischi andiamo incontro

Tutti hanno l’abitudine di lavare il cucina prima di cucinarlo, ma perché sarebbe opportuno evitare di farlo? Quali sono i rischi dietro questo gesto parecchio comune.

In cucina esistono gesti automatici che ripetiamo senza pensarci. Tra questi, uno dei più diffusi è lavare gli alimenti prima di cucinarli. È un riflesso quasi naturale: l’acqua del rubinetto sembra la soluzione più semplice per eliminare sporco, batteri e impurità.

donna lava pesce nel lavandino
Tutti abbiamo l’abitudine di lavare il pesce prima di cucinarlo: ecco perché è una pessima idea e a quali rischi andiamo incontro – kruger.it

Molti lo fanno con frutta e verdura, altri con carne e perfino con alcuni prodotti già pronti per la cottura. L’idea di base è sempre la stessa: sciacquare significa pulire.

Eppure diversi esperti di sicurezza alimentare mettono in guardia proprio da questa convinzione. In alcuni casi, infatti, passare un alimento sotto l’acqua non riduce i rischi per la salute, ma può addirittura aumentarli.

Il motivo è semplice: l’acqua non elimina davvero i batteri presenti su certi alimenti. Anzi, il getto può farli schizzare su superfici, utensili e piani di lavoro, creando quella che gli specialisti chiamano contaminazione incrociata.

Questo significa che ciò che sembrava un gesto di igiene potrebbe diffondere microrganismi proprio dove non dovrebbero arrivare: sul tagliere, nel lavandino, sulle mani o su altri cibi.

Per anni questa pratica è stata considerata normale, quasi obbligatoria. Ma le linee guida più recenti invitano a distinguere bene quando il lavaggio è davvero utile e quando invece è inutile o persino controproducente.

Ed è qui che entra in gioco uno degli alimenti più presenti sulle tavole italiane.

Il caso del pesce: quando lavarlo è davvero necessario

Molti italiani sono convinti che lavare il pesce prima di cucinarlo sia una regola fondamentale di igiene. In realtà, secondo diverse indicazioni legate alla sicurezza alimentare, la situazione è più complessa.

Se il pesce è intero e ancora da pulire, un leggero risciacquo sotto acqua fredda può servire per eliminare residui di sangue, sabbia o piccole impurità. Tuttavia è importante che il getto sia delicato per evitare schizzi che possano contaminare altre superfici della cucina.

pesce sotto l'acqua
Il caso del pesce: quando lavarlo è davvero necessario – kruger.it

La situazione cambia completamente quando il pesce è già eviscerato, sfilettato o porzionato dal pescivendolo. In questo caso lavarlo “per sicurezza” spesso non serve a nulla. L’acqua infatti non rimuove i batteri in modo efficace e può diffonderli nell’ambiente circostante.

C’è anche un altro dettaglio poco conosciuto: il lavaggio può alterare la qualità del prodotto. La polpa del pesce tende ad assorbire acqua, diventando più morbida e meno consistente in cottura, con un sapore meno intenso.

Secondo le indicazioni sanitarie, la vera protezione contro i microrganismi non è il rubinetto ma la corretta cottura, che dovrebbe portare la temperatura interna del pesce ad almeno 63-65 °C per neutralizzare molti batteri e parassiti.

Se invece si vuole consumare pesce crudo – come nel caso di carpacci, tartare o sushi – è fondamentale l’abbattimento o il congelamento prolungato a -18 °C per almeno 96 ore, pratica necessaria per ridurre il rischio di parassiti.

Alla fine, la vera sicurezza in cucina non dipende da un semplice risciacquo. Conta molto di più come si manipola il pesce, come si puliscono gli utensili e quanto si presta attenzione alla cottura.

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