Ho sempre indossato un cappellino e mi è piaciuto farlo: di recente, il mio psicologo mi ha spiegato il motivo che c’era dietro questa scelta.
Sin da ragazzo, ho sempre amato indossare cappellini con visiere, all’inizio era una questione di stile, o almeno così credevo, infatti mi piaceva il modo in cui completavano un outfit, la sensazione di avere qualcosa che mi “definiva”. Col tempo, però, mi sono accorto che il cappellino non era solo un accessorio: era diventato una presenza costante, quasi una piccola armatura quotidiana. Lo mettevo per uscire con gli amici o per andare all’università.
Era presenza fissa nella mia vita, perfino in situazioni in cui non era davvero necessario: se dimenticavo di indossarlo, mi sentivo strano, come se mancasse qualcosa. Non era solo abitudine, c’era una sensazione più profonda, difficile da spiegare, tant’è che a distanza di anni da quando l’indossare il cappellino era diventata un’abitudine, un giorno ne ho parlato con il mio psicologo. Pensavo mi avrebbe detto che si trattava semplicemente di gusto personale.
Invece mi ha fatto una domanda spiazzante: “Come ti senti quando non lo indossi?”, ed è stato lì che ho capito che la questione era meno superficiale di quanto immaginassi. Lo psicologo, infatti, mi ha spiegato che alcuni oggetti, soprattutto quelli che indossiamo vicino al viso o alla testa, possono assumere un significato simbolico molto forte, e nello specifico il cappellino non protegge solo dal sole o dal freddo, ma può diventare una forma di protezione emotiva.
Nel mio caso, mi dava una sensazione di riparo: abbassare leggermente la visiera significava sentirmi meno esposto agli sguardi, meno vulnerabile nelle situazioni sociali. Era come avere un piccolo spazio personale sempre con me, una zona di comfort portatile, ma io non sono un’eccezione e il mio psicologo mi ha chiarito bene che alcune persone utilizzano accessori ricorrenti per gestire l’ansia sociale e lo stress, ma anche molto più semplicemente per il bisogno di sentirsi più sicure.
Coprire la testa può dare un senso di controllo sulla propria immagine, riducendo la percezione di essere troppo visibili agli altri, ma lascia emergere una sorta di desiderio di anonimato. In un mondo in cui ci sembra di essere costantemente sotto i riflettori, avere qualcosa che in parte incornicia o ombreggia il volto può offrire una sottile sensazione di privacy. Questo non significa che chi indossa sempre il cappellino abbia necessariamente un disagio.
Molto più banalmente, un accessorio può diventare parte integrante di come ci presentiamo al mondo ed è un modo per dire “questo sono io”, per mantenere coerenza nella propria immagine. Il cappellino aumentava il senso di protezione, mi aiutava a sentirmi meno visibile e più padrone della situazione, ma era anche una questione di stile. Un giorno, su consiglio dello psicologo, sono uscito senza e ho scoperto che potevo farne a meno, ma che usarlo non era sbagliato.