Mi capita di piangere nel sonno, la psicologa mi ha spiegato la reale motivazione

Ecco perché ti capita spesso di piangere nel sonno, non sempre dipende da un brutto sogno: a spiegare la motivazione ci pensa la psicologia.

Succede più spesso di quanto si pensi: una notte apparentemente come tante, poi il risveglio improvviso, il cuore accelerato e una sensazione strana addosso. A volte c’è solo confusione, altre volte una tristezza inspiegabile. In certi casi, chi dorme accanto se ne accorge prima ancora della persona coinvolta.

donna che dorme e persona che piange
Mi capita di piangere nel sonno, la psicologa mi ha spiegato la reale motivazione Kruger.it

Il corpo, mentre la mente riposa, continua a lavorare. E lo fa in modi che non sempre risultano razionali o facili da interpretare. Il sonno non è uno stato uniforme, ma un viaggio attraverso fasi diverse, ognuna con le sue caratteristiche. Ed è proprio in questi passaggi che possono emergere reazioni inattese.

Molti liquidano questi episodi come semplici sogni strani o momenti di agitazione passeggera. In realtà, per alcuni rappresentano un vero e proprio campanello d’allarme, un messaggio silenzioso che arriva quando le difese sono abbassate.

Ecco perché spesso si tende a piangere nel sonno: lo spiega la psicologia

Durante il riposo, il cervello attraversa fasi profonde e leggere, alternandole più volte. Nei bambini, soprattutto, questi passaggi possono essere bruschi e causare reazioni intense. Ma non sono gli unici a sperimentarle. Esistono disturbi notturni che non lasciano ricordi chiari al risveglio, come i terrori notturni, episodi in cui il corpo reagisce con forte emotività senza che la mente cosciente ne conservi memoria. Diversi sono invece gli incubi, sogni così vividi da interrompere il sonno e lasciare strascichi emotivi anche dopo essersi svegliati.

donna che piange
Ecco perché spesso si tende a piangere nel sonno: lo spiega la psicologia Kruger.it

In altri casi, il problema non è il sogno in sé, ma ciò che viene “messo in pausa” durante il giorno. Emozioni non elaborate, stress accumulato, pressioni continue trovano spazio proprio di notte, quando non c’è più il controllo razionale a contenerle. Solo a questo punto si può dare un nome a ciò che accade davvero: piangere nel sonno. Un fenomeno tutt’altro che raro, che può colpire bambini, adulti e anziani per ragioni diverse.

Negli adulti, spesso è legato a stress intenso, ansia, depressione o esperienze traumatiche recenti. Il cervello utilizza il sonno per rielaborare ciò che non è stato affrontato da svegli. Negli anziani, invece, entrano in gioco anche cambiamenti neurologici, come quelli associati alla demenza, che alterano il normale ciclo sonno-veglia. Anche alcuni farmaci possono influenzare profondamente il riposo, soprattutto quando viene modificata una terapia. Il risultato può essere un sonno frammentato, emotivamente instabile.

In molti casi, piangere durante il sonno non è il problema, ma il sintomo. Un modo con cui mente e corpo cercano di comunicare che qualcosa, sotto la superficie, chiede attenzione. Ignorarlo può essere facile. Ascoltarlo, invece, può fare la differenza.

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