Un’AI che capisce i luoghi, non solo le parole: così Google Gemini è pronta a rivoluzionare la tua esperienza di viaggio
Immagina di atterrare in una città sconosciuta. Apri il telefono, tracci con il dito il quartiere che ti incuriosisce e chiedi a un’AI di portarti per mano tra caffè nascosti, mercati vivi, vie sicure. Niente sigle, niente menù complicati: solo una mappa, la tua curiosità e qualche consiglio giusto al momento giusto.

Google sta preparando un passo concreto in questa direzione. All’interno dell’app di Google Gemini emergono segnali di una funzione che trasforma l’assistente in una vera guida turistica.
L’indizio arriva da un’analisi del codice dell’ultima versione: tra gli allegati compare un pulsante Map, oggi disattivato, pensato per “agganciare” una regione geografica ai prompt. Non più “trova caffetterie a New York”, ma una selezione visiva dell’area esatta. Il sistema riduce ambiguità e confini vaghi. E apre a domande più precise.
Nel codice spuntano stringhe come “Explore this area” e riferimenti a “posizione precisa” e “posizione corrente”. È il tipo di lessico che anticipa una integrazione reale tra conversazione e mappa. Gemini chiederebbe a Google Maps di scandagliare l’area selezionata e restituire punti di interesse con contesto: orari, recensioni, dati di affluenza in tempo reale.
Sulla carta è un abbinamento potente. Da un lato un modello che capisce il linguaggio naturale. Dall’altro un indice planetario di luoghi, con centinaia di milioni di schede e oltre un miliardo di utenti mensili. Dati pubblici e coerenti con la scala del servizio, ma la funzione specifica non è ancora ufficiale.
Come potresti usarla (e cosa resta da capire)
Pensa a situazioni concrete. Disegni un poligono su Brooklyn e chiedi: “dimmi tre bar terza ondata, tranquilli, entro 10 minuti a piedi da qui”. Oppure selezioni i Navigli e chiedi “dove ceno all’aperto, budget medio, senza musica alta”. O ancora: “esplora quest’area” e lasci che l’AI componga un itinerario da due ore tra gallerie, parchi e fermate comode. La funzione di allegato “Map Area” renderebbe naturale ciò che oggi richiede prompt meticolosi.
Dietro c’è un’idea semplice. Portare nella chat un oggetto geografico, non solo testo o foto. Gemini lo interpreta, formula una richiesta a Maps, filtra, ordina, spiega. Magari propone un piano B se piove. Magari segnala orari speciali in base al giorno. E ti chiede il consenso quando serve la posizione precisa: utile per indicazioni porta a porta, ma sempre disattivabile. Qui la trasparenza è vitale: controlli chiari, permessi reversibili, tracce d’uso leggibili.
Sul fronte tempi, prudenza. L’interfaccia non è pubblica e Google non ha confermato né roadmap né rilascio. Le funzioni scoperte in APK spesso cambiano o spariscono. Detto questo, la presenza del pulsante e di più stringhe dedicate suggerisce uno sviluppo avanzato. Se arriverà, è probabile un rollout graduale.
C’è anche un lato creativo. Non solo viaggi. Una mappa allegata può supportare scelte urbane: analizzare densità di servizi, cercare parchi con aree cani in un perimetro preciso, capire dove organizzare un evento con trasporti pubblici decenti. L’AI non sostituisce il sopralluogo, ma ti fa partire meglio attrezzato.
È questo, in fondo, il punto più interessante: unire la sensibilità del linguaggio alla concretezza dello spazio. La tecnologia sa leggere il mondo, ma sa anche ascoltare chi lo vive. La prossima volta che camminerai in un quartiere nuovo, preferirai ancora una lista anonima o una conversazione che comincia da una forma disegnata con il pollice?


