Corriere Adriatico Ancona Kruger Agostinelli Mailjockey Re Gurk Regurk Ancona

Tutti i segreti di Re Gurk il mailjockey delle Marche

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Corriere Adriatico Ancona Kruger Agostinelli Mailjockey Re Gurk Regurk Ancona


Qui il testo integrale dell’intervista di Marco Chiatti pubblicata sul Corriere Adriatico, venerdì 21 gennaio 2011

 

Kruger Agostinelli storico dj da discoteca e radiofonico, fra i più importanti a livello nazionale negli anni 70-80 è ora dal 2000 un affermato ma soprattutto apprezzato protagonista  della rete con il suo www.kruger.it e con la relativa newsletter Kruger MailJockey oltre 17.500 utenti e pure su Facebook con la sua immaginaria ma non troppo Re Gurk Radio. In vetta a tutte rilevazioni di Google quando di un argomento se ne occupa lui: scrivete “aforismi Kruger”, oppure “Ristorante Consigliato Regione Marche” o tutto il mondo colorato dell’”Essentia foto”. Una gestione moderna ma nel tempo stesso umana e sentimentale della comunicazione che piace soprattutto al pubblico femminile che invade costantemente e con complicità la sua bacheca.

Kruger è stato il primo  ad “inventare” la professione del mailjockey: in cosa consiste?
In effetti non penso che esistano altri MailJockey in Italia e dire che l’idea è un semplice Uovo di Colombo nata subito dopo  il primo impatto con internet nel 1998. Mi piaceva l’idea di questo nuovo mezzo di comunicazione, meno statico della tv e per certi aspetti vicino all’idea delle prime emittenti libere degli anni 70. Tante informazioni sfiziose e un background musicale ottimo come colonna sonora da mettere in condivisione con gli amici vecchi e nuovi. Diciamo una rudimentale social comunity quella che io continuo a chiamare la tribù di Kruger, ora diventata di Re Gurk passando dalle venti persone di allora alle 17.500 di oggi.

Re Gurk perché?
Semplice poiché in molti mi domandano se Kruger è il mio nickname, io ho semplicemente ribaltato il mio vero nome e l’ho scritto all’incontrario. Il gioco è fatto con Re Gurk ma non solo è stato subito preso con entusiasmo dai miei amici internettiani che evidentemente mi riconoscono in questo improbabile ruolo da Re del niente, per dirla alla Tiziano Ferro.

– Forse ha intuito già anni fa la potenzialità di internet, divenuto ormai lo strumento principale della comunicazione, cosa di cui, dopo anni di aperta resistenza, si è accorto anche Grillo…
Infatti contestai inizialmente Grillo per questa sua prevenzione nel mondo della rete ma siccome la vita è un continuo movimento di azioni e pensieri credo che si possa sempre rivedere le proprie convinzioni, e lui da persona intelligente l’ha fatto in modo egregio.

– Lei cura la comunicazione e la direzione artistica di locali di successo come l’Essentia e di note aziende sia dell’abbigliamento che del food: ma qual è il segreto per arrivare a tutti?
Scomparso il mondo del disco mi sono dovuto reinventare mettendo in campo tutte le mie esperienze ora mi occupo di “pubblicità non convenzionale” ed ho un pacchetto di clienti che hanno un comune denominatore il concetto positivo dello “stile di vita”. Nella mia scelta filosofica del Kruger MailJockey queste aziende sono ideali e rafforzano ancora di più quello che sostengo. C’è più fidelizzazione e di conseguenza più cuore in quello che facciamo. Un concetto che il pubblico femminile ha compreso in pieno ed ora rappresenta oltre il 70% della mia utenza, proprio loro che sono per eccellenza le consumatrici più attive ma anche più attente.

– Da grande esperto del settore, il suo punto di vista sulla musica nella nostra regione?
L’Essentia di Chiaravalle, di cui ho il privilegio di essere al quinto anno di collaborazione, è un palcoscenico piccolo ma strategicamente adatto per molti musicisti di razza. Ho visto passare un esercito di strumentisti dalle ottime qualità interpretative. Più interessanti come individualità che che come insieme. La causa è da addebitare in parte rilevante alla mancanza di spazi permanenti tipica della nostra regione.

– Lei ha avuto anche un negozio di dischi molto frequentato: oggi nel 2011 quali sono i canali attraverso cui la musica può fare business?
La musica ora è liquida quindi dovrebbe essere scaricata gratuitamente o quasi del tutto, non è solo una provocazione ma  un’esigenza per farla sopravvivere e nel tempo stesso creare dei supporti per essere collezionata e quindi a pagamento.

– E le case discografiche chiuderanno?
Loro sono state la causa della fine della musica venduta quindi i veri responsabili. Il futuro vedrà sempre di più realtà “no frills”(senza fronzoli) ma questo vale per banche, assicurazioni, turismo e quant’altro insomma produzioni e distribuzioni si devono reinventare ma devono prima riacquistare il mestiere e le competenze.

– Anticipare i tempi a volte può significare non essere compresi: si è sentito in questa veste? Ma poi il tempo è sempre galantuomo…
Insomma mi sono dovuto mettere seduto dieci anni per risincronizzarmi e trovare interlocutori audaci in grado di appoggiare certe mie intuizioni ovvio che il tempo è galantuomo ma anche inesorabile nello scorrere. Per fortuna come diceva il buon Pablo Picasso “Ci si mette molto tempo per diventare giovani”

 

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