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Tyche Friday

Intervista a Tony Hadley, la voce degli Spandau Ballet in esclusiva italiana al Tyche Friday

in Senza categoria da

Tony Hadley, il leggendario frontman degli Spandau Ballet, ritorna in Italia per un concerto esclusivo nella data finale della rassegna Tyche Friday, il venerdì live del Donoma di Civitanova. L’appuntamento è a calendario questo venerdì, 29 aprile. L’appassionato interprete di “True” arriva accompagnato da una formidabile band: Tony Hadley, ovviamente alla voce; Richie Barrett alla chitarra; Tim Bye alla batteria; Lily Gonzalez alle percussioni e coro vocale; Phil Taylor alle tastiere e Phil Williams al basso.

Riusciamo a rintracciarlo primo del suo arrivo e ci rilascia questa intervista per Tyche Magazine.

Hai avuto un ruolo da leader nella storia della musica degli anni Ottanta. Che band o cantanti ti sono piaciuti in quel periodo? E ora chi ascolti?

<<Di quegli anni ho apprezzato Marc Almond, Freddie Mercury & Queen, i Duran Duran, Frankie Goes To Hollywood e gli Ultravox. Ora direi Killers, Kaiser Chiefs, Hurts e Avicii>>.

Cosa è sopravvissuto della musica degli anni Ottanta?

<<Un sacco di band di quel periodo stanno ancora proponendo le proprie canzoni. Sono ancora in giro per trasmettere il loro grande sound, componendo nuova ed interessante musica>>.

Negli anni Ottanta avevamo il vinile. Oggi ascoltiamo gli Mp3, una specie di musica liquida. Sei preoccupato di questo cambiamento?

<<Sì, sono preoccupato per tutti gli artisti. Con lo streaming non si producono più profitti con le registrazioni. Se fai una bella canzone invece dovresti essere pagato per il lavoro che hai fatto. E’ un grande problema per tutto il settore>>.

Conosci la nostra regione, le Marche?

<<Non molto bene. Sono stato ad Ancona ma l’ho visitata velocemente. Ma in futuro vorrei conoscerla meglio>>.

Cosa farai al Donoma?

<<Vi proporrò ovviamente alcune delle canzoni più celebri degli Spandau Ballet, come True, Gold, Through the Barricades e brani del mio nuovo album che uscirà il prossimo anno>>.

Kruger Agostinelli

 

 

Eccomi Tour, il mito di Patty Pravo live tra successi e perle rare. L’intervista

in Giornalista e dintorni/Senza categoria da

Patty Pravo riparte in tour dopo l’ottima attenzione ricevuta al recente Festival di Sanremo da “Cieli Immensi”, primo capitolo del nuovo album di inediti “Eccomi”, ventiseiesimo in studio della cantante. Il brano, firmato da Fortunato Zampaglione, è l’ultimo successo di una carriera lunga 50 anni, con oltre 120 milioni di copie vendute e con numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. Patty Pravo sarà sicuramente uno degli ospiti d’eccezione per avvicinarsi alla fine della prima stagione del Tyche Friday al Donoma di Civitanova, con la cantante che impreziosisce un palco che ormai è a tutti gli effetti un club di spessore per artisti italiani e internazionali. Aspettando il live, questo venerdì, abbiamo intervistato la cantante. Patty Pravo non a caso ha vinto il premio della critica a Sanremo.

A dispetto del tempo che passa Patty Pravo rappresenta l’innovazione nella musica leggera italiana. Anche in questo Sanremo hai surclassato molte tue giovani colleghe. Essere moderni è un vizio o una forma mentale?

«La domanda è molto bella, ma non saprei rispondere… Io canto quello che mi piace pensando che se piace a me siamo a metà dell’opera. Per comunicare, un pezzo deve piacere a chi lo canta. Nel caso di “Cieli immensi” è andata benissimo perché è piaciuto molto al pubblico, che mi ha messo al terzo posto nel televoto e che mi sta premiando con l’acquisto del cd “Eccomi”».

Per te hanno scritto gli autori più importanti del panorama musicale tricolore. Al momento qual è quello che ami di più e soprattutto quello che ti manca e di cui vorresti cantare qualcosa?

«Per me hanno scritto davvero quasi tutti, da italiani a stranieri. Però mi piace parlare del presente e quindi ringraziare Tiziano Ferro, Giuliano Sangiorgi, Gianna Nannini, Fortunato Zampaglione, Samuel dei Subsonica, Rachele dei Baustelle e Zibba».

Poiché penso che Patty Pravo si racconti benissimo cantando i brani che sceglie, vorrei fare una domanda alla Patty che ascolta le altre canzoni. Nell’ultimo anno chi ti è piaciuto? Non importa se fa parte dei nuovi o dei vecchi cantanti italiani.

«Mi piacciono Emma, Marco Mengoni, Arisa, Noemi e, ovviamente, i Negramaro. Senza dimenticare Tiziano Ferro, i Subsonica e Gianna Nannini, che non delude mai!».

C’è un legame speciale con le Marche? Ci puoi raccontare aneddoti su persone o luoghi della nostra regione?

«Nelle Marche ho fatto vari concerti e anche alcuni allestimenti. È una bella regione, si sta bene, si mangia bene e soprattutto la gente è ok».

Vogliamo parlare dell’ “Eccomi tour”. Qualche piccola anticipazione per il pubblico di Tyche Friday al Donoma, dove ritorni dopo due anni?

«La scaletta di questo nuovo spettacolo “Eccomi tour” comprenderà, oltre ai miei successi, alcuni pezzi del nuovo disco “Eccomi” e alcune perle che non faccio da tempo. In più ho una nuova band di giovani molto ma molto bravi».

Ogni mese abbiamo una parola chiave per la nostra edizione cartacea. Rappresenta l’ispirazione della nostra copertina e ci permette di filosofeggiare un po’. Quindi ti domandiamo, cosa ti ispira la parola INFINITO?

«Cieli immensi!».

Kruger Agostinelli

Show 20 euro (cassa aperta dalle 21,30) oppure prevendite Ciaotickets

Donoma Sound Theater and Food, via Mazzini 43, Civitanova Marche (MC)
Info e prenotazioni 0733 775860
Dopo il concerto, Formula Disco con dj’s Aldo Ascani & Fabrizio Breviglieri
Donne ingresso gratuito – Uomo 10 euro (compreso consumazione)
Tavolo dopo concerto 20 euro

Gianluca Grignani unplugged al Tyche Friday del Donoma. Chitarra e il coro dei fans come orchestra

in Donoma Civitanova/Eventi da

Gianluca Grignani incarna perfettamente il ruolo della rockstar. è automatico. Il suo reale essere ribelle, quella bellezza (quasi) maledetta e un pubblico di fans praticamente discepoli della sua religione sonora. La sua sfida questa volta è acustica, anzi il termine appropriato è unplugged, come i suoi idoli Bruce Springsteen e Bob Dylan. Snocciola tutti i suoi successi, da “Destinazione paradiso” a “Falco a metà”, da “La mia storia fra le dita” a “Primo treno per Marte”. Sul palco non è solo lui e la sua chitarra. C’è un orchestra di voci in coro che incalzano dalla platea e non l’abbandonano mai. Canta tutte le sue strofe a memoria con passione e convinzione, pure il nuovo pezzo “Una donna così” e la cover di Mogol-Battisti “Anna”. C’è la storia musicale di Grignani, che sembrava fosse proprio un erede di Battisti, e che ora ritroviamo sul versante Vasco. Ma solo come lontana sensazione, perché la sua musica è davvero unica e riconoscibile. Sfiora volutamente l’ora di concerto e fa di più. Poi anche il bis, in pratica, lo concorda direttamente con i suoi fans. <<Se abbiamo fatto tutto questo in cinque giorni, pensate cosa potremmo combinare prossimamente>>, ripete alla sua platea, riferendosi ai tempi stretti di questa data lampo al Tyche Friday, il venerdì live del Donoma. Una data a sorpresa che Salvatore Lattanzi ha voluto mettere in programmazione verso la conclusione della prima stagione di Tyche Friday, proprio per testare la capacità attrattiva di un club che in divenire dovrà tener conto di tutte le variabili che raccoglie in termini di risultati una rassegna del genere. Il motto era creare interesse, sondare gli umori e le preferenze del pubblico e adottare nuove strategie all’interno di una struttura complessa ma affascinante dove si sono incontrati e anche scontrati spettacoli convenzionali, teatro, cabaret, musical e musica in tutte le sue derivazioni. Intanto per il finale della stagione ci sono a cartellone due colpi grossi. Partendo da venerdì prossimo con Patty Pravo nell’unica data in un club del suo Eccomi Tour. E già siamo in odore di tutto esaurito. Le richieste sono davvero alte pure per l’unica data italiana di Tony Hadley, la mitica voce dei Spandau Ballet. Prevendite per entrambi gli spettacoli sui canali CiaoTicket e TicketOne, oppure all’infoline del Donoma 0733 775860

Kruger Agostinelli

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Tyche Magazine ha un anno in più. Il saluto di Pino Scaccia

in Arte/Cinema/Cultura/Itinerari/Libri/Moda/Racconti da

Se il tempo che scorre veloce è sintomo di benessere, allora siamo in ottima salute. Abbiamo saziato un po’ delle nostre curiosità affidandoci a pensieri e luoghi, a persone e idee. Un percorso interessante in una direzione densa di cambiamenti e suggestioni. Abbiamo aperto, come fossero dei laboratori, cantieri per musica live, visitato cucine di chef da scoprire, fatto vivere un club di concerti nei venerdì, e rese complici le Università marchigiane. E’ c’è stato anche spazio per un musical ideato e prodotto, dal titolo “I Love Music”. Non solo. Fervono i lavori in corso per il primo Tyche Festival che lanceremo nel prossimo agosto. Vi abbiamo proposto oltre 700 articoli sul web, oltre 200 video sul canale youtube e ben 340mila copie di giornali distribuiti nelle nostre belle Marche. Pure Pino Scaccia, giornalista ed amico, padrino del nostro esordio pubblico, ci ricorda (in un video stile tv Kabul) che Tyche Magazine ha ora un anno in più. Auguri a tutti noi!

Kruger Agostinelli

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Paolo Ruffini paladino della comicità stile “Benvenuti al Centro”. L’intervista aspettando Tyche Friday

in Senza categoria da

Paolo Ruffini lo rintraccio telefonicamente e mi adopero per parlare con lui di tutto. Parlare del “senso della vita”, poiché mi ricorda una sorta di Monty Python toscano. Le sue sono risposte acute e mai scontate, che ci permettono di farvi conoscere un po’ di più questo personaggio, che dimostra di sapersi districare bene fra schermo e palcoscenico. In attesa di vederlo protagonista venerdì 1 aprile al Tyche Friday, show live del Donoma di Civitanova.

Paolo Ruffini, per un artista eclettico come te chi vince nell’eterno conflitto fra palcoscenico e schermo?

<<La cosa che credo mi diverta di più è stare sopra il palcoscenico, per un semplice fatto che lì hai la possibilità di trovarti di fronte ad un pubblico, mentre la televisione non ti permette ovviamente questo tipo di rapporto diretto. Il palco è una responsabilità. Chi fa questo mio lavoro si sente insignito di un dovere nel confronti del pubblico che per assistere allo spettacolo decide di uscire di casa, la sera, e magari piove pure! Poi il teatro è una delle forme di comunicazione più costose. Se però dovessi farti una classifica non saprei cosa scegliere, perché anche il cinema mi lusinga molto. Ecco, è un po’ come scegliere la stanza più importante di una casa. Tutte sono utili a seconda della giornata!>>.

Siamo in tempi di guerra. Pensi che un sorriso possa essere ancora un buon antidoto?

<<E’ una risorsa, una terapia, è una soluzione fondamentalmente. Sarebbe bello riuscire a far abbassare un’arma con un sorriso, ma non sempre ci si riesce. Per me il modo migliore per risolvere la violenza è sempre con una carezza o un abbraccio. La violenza è molto spesso determinata dalla mancanza di amore, una parola che nel mondo è ormai quasi desueta. Tanti anni fa si diceva che l’amore era una parola banale, ma è ora talmente banale che manco la si sente più pronunciata. In realtà non è banale: è una parola semplice come bontà. E’ una strana razione dell’essere umano. Se per la strada vediamo due ragazzi che si baciano ci scandalizziamo ma se quei due ragazzi si picchiano siamo pronti a tirare fuori il telefonino per riprendere la scena>>.

Quasi una citazione alla John Lennon. Cambiamo discorso: non ci sono troppi toscani comici in questo periodo?

<<Non credo, dici? Credo invece che la hit spetti sempre al sud in quanto a comicità. Nel cinema i risultati più straordinari ce li hanno Alessandro Siani, Ficarra e Picone, Checco Zalone o Vincenzo Salemme, per citarti alcuni nomi. Non i comici del centro o del nord. Nei comici meridionali c’è una grande musicalità e capacità di accaparrarsi il favore del pubblico. Quanto sarebbe bello fare anche un “Benvenuti al Centro” sul grande schermo!>>.

A proposito di “regionalità”. Cosa ti fanno venire in mente le nostre Marche? Hai aneddoti legati a luoghi o persone?

<<Sì, ho belle situazioni legate a dei teatri che ho avuto modo di scoprire a Fermo, a Senigallia o alla bellissima arena all’aperto a Porto Recanati. E’ bello per me visitare una regione così viva anche dal punto di vista comico. E, come in tutta l’Italia, c’è una grande tradizione enogastronomica. Sono un appassionato di cucina e di vino>>.

Giorgio Montanini, quello di Nemico Pubblico, ha detto che <<l’esperienza di Zelig e Colorado dal punto di vista artistico è stata totalmente negativa. L’impostazione dei due programmi è basata su “Questo in Tv funziona, questo non funziona”. Invece la prima domanda che dovrebbero porre un comico è: “Hai qualcosa da dire?”>>.  Cosa ne pensi di questa affermazione ora che ti tocca giudicare i giovani aspiranti su “Eccezionale veramente”?

<<Tu prima mi citavi John Lennon. Io ricambio con Madre Teresa, quando diceva “Non invitatemi mai ad una manifestazione contro la guerra ma se ne organizzate una a favore della Pace, invitatemi”. Ecco, io sono stanco di essere sempre contro qualcosa, mi piace essere invece a favore. Non mi riferisco a lui o a nessuno, ma detesto la spocchia abbinata alla comicità: non c’è una comicità giusta o una sbagliata. Questo perché “Una risata ci seppellirà” ed una risata è una risorsa. Non voglio difendere nessuna trasmissione, ma non mi piace quando si giudica il pubblico che la guarda. Non credo che la comicità deve dire sempre qualcosa ma può anche essere fine a se stessa. Se poi è in buona fede non può essere mai sbagliata. Non deve quindi avere sempre un contenuto, anzi tante cose che mi fanno ridere non ce l’hanno proprio. Montanini è molto pungente, estremamente colto e fa una grande satira, ma ognuno ha la sua peculiarità. Non mi piacciono le classifiche tanto che non credo che Bombolo valga sempre meno di Stanlio e Ollio o Franco e Ciccio meno di Alberto Sordi. Tutti i comici sono belli. Anche ad “Eccezionale veramente” faccio davvero fatica a giudicare perché la risata è la cosa più soggettiva del mondo. Basti pensare che l’autore dell’ “Inno del corpo sciolto”, una canzone sulla merda, ha dopo qualche anno vinto un Oscar con un suo film sull’Olocausto… Il pregiudizio è sempre sbagliato, soprattutto nello spettacolo e nell’arte>>.

Promuovi ora il tuo spettacolo del primo aprile. Cosa proporrai al pubblico di Tyche Friday, il venerdì live del Donoma, con il tuo Paolo Ruffini Show?

<<Più che uno spettacolo il mio è un happening. Io lavoro sempre interagendo con il pubblico. Sarà quindi uno spettacolo in totale divenire, un’occasione collettiva e conviviale, dove non si va ad assistere ad uno show ma ad un evento sempre irripetibile, cambiando ogni sera il pubblico. C’è un’interazione dove accadono delle cose, dove invito tutti a tenere cellulari accesi e a sentirsi a proprio agio come a casa. Poi succederanno delle cose che riguardano cinema, magia, sogni e ci sarà anche spazio ad un’irriverenza legata alla sana, sanissima, voglia di prendersi in giro, che molto spesso ci viene a mancare nella quotidianità>>.

Pesci d’aprile inclusi?

<<Mah, speriamo che i pesci siano fritti. Mi piace molto il fritto, anche se so che fa male!>>.

Kruger Agostinelli

PAOLO RUFFINI 1 APRILE 2016 DONOMA CIVITANOVA

Show 15 euro compresa consumazione (ingresso al club dalle 23)

Area Club: Cena servita disco + tavolo + show = 40 euro

Area Ristorante: Cena Servita alla carta (prezzo menu + 10 euro per Show oppure 20 euro Show + tavolo)

Donoma Sound Theater and Food, via Mazzini 43, Civitanova Marche (MC)

Info e prenotazioni 0733 775860

Dopo mezzanotte e mezza, Formula Disco con dj’s Davide Domenella & Aldo Ascani Donne ingresso gratuito – Uomo 10 euro (compreso consumazione)

 

Luca Carboni in edizione club: Pop-Up Tour arriva nelle Marche grazie al Tyche Friday

in Donoma Civitanova/Eventi da

Il Tyche Friday, il venerdì dal gusto club del Donoma di Civitanova, si appresta a far salire sul proprio palco un altro gradito ospite di caratura. Il 4 marzo arriva infatti Luca Carboni, che porterà tutta l’energia del suo Pop-Up Tour per un’esclusiva regionale d’eccezione. Aspettando il live, abbiamo fatto alcune domande al cantante.

Luca, 32 anni di attività da solista permettono artisticamente di cimentarsi in diverse espressioni sia sonore che dialettiche. Cosa si è evoluto in te? La tua musica o i tuoi testi? 

<<Ogni volta il nuovo progetto ti guida verso una nuova sfida. Per Pop-Up sicuramente c’è stato un cambiamento importante, per la prima volta ho collaborato per i testi con giovani autori>>.

La tua città è protagonista anche nell’ultimo lavoro. “Bologna” è un’anticamera della metropoli oppure l’ideale rappresentante della provincia italiana?

<<Bologna è una regola, è una canzone sulla magia e l’inquietudine della mia città, difficile da definire. Una magia che alla fine non si riesce mai a spiegare con la ragione o con le parole e rimane sempre un mistero. Un mistero che si intreccia con il destino di tanti ragazzi che qui ci nascono, ci vivono, diventano uomini e tanti altri che qui, invece, ci arrivano per l’Università>>.

Dal 45 giri all’Mp3: pensi che la musica abbia risentito della sua trasformazione da elemento solido ad elemento liquido?

<<È vero che tutti i supporti analogici o digitali hanno una loro caratteristica di suono. È vero anche che la musica si lega direttamente alla tecnologia e che questa ha permesso nuove soluzioni creative, nuove invenzioni, nuove sonorità… Però le motivazioni per cui nascono le canzoni, la voglia di raccontare e di creare visioni, si possono anche sganciare da tutto questo… Diciamo che con il digitale, con l’Mp3, la facilità con cui si comunica musica oggi teoricamente è molto più veloce. Per fare una battuta, Frida Kahlo ci avrebbe messo molto meno oggi a raccontarsi, utilizzando il selfie>>.

Pop-Up tour 2016 ti permetterà di ondeggiare fra il calore dei club e la sacralità dei teatri. Inevitabilmente non potrà essere lo stesso spettacolo. Che ne pensi?

<<Ho creato uno show aperto che in una formula più ampia si può adattare anche ai teatri. Per me in questa prima fase era importante però il contatto diretto con il pubblico che sicuramente un club ti può regalare>>.

Ascolteremo arrangiamenti e nuove versioni delle tue canzoni del passato. Ma esiste qualche brano che preferiresti lasciare nella versione originale?

<<Son sempre pronto a sperimentare nuovi arrangiamenti anche sui brani del mio passato. E’ proprio la caratteristica dei miei live. In questo tour ho voluto lavorare con la band per ri-arrangiare alcune mie canzoni storiche che volevo proporre in una versione electro ed electropop>.

Ritorni di nuovo nelle Marche. Ci concedi qualche ricordo curioso riguardante persone o luoghi?

<<Sono innamorato delle Marche, mi è sempre sembrata una Romagna un po’ meno solare, più dark, più medioevale, anche più selvaggia, Però bellissima! L’ho girata tutta, la conosco bene e ho suonato in tutti gli angoli. Mi piace sia l’interno che la costa. Sono affezionato alle città, a Recanati, alla storia di Giacomo Leopardi. Grazie alla sua rete di meravigliosi teatri, anche in provincia ho avuto spesso l’occasione di preparare dei tour fermandomi tanti giorni. Ho bei ricordi a Macerata, Senigallia, Cagli, San Benedetto del Tronto. Potrei proseguire all’infinito. Viva le Marche>>.

TEMPO è la parola del mese di Tyche Magazine. Cosa significa per te il TEMPO?

<<“Tempo” è una parola enorme che mi stimola tantissimi pensieri anche contraddittori tra di loro. Alla fine mi sono accorto che entra spesso, se non sempre, nelle mie canzoni, sia in passato ma anche in questo ultimo album. Poi penso che ogni persona abbia un proprio personale senso del tempo dentro di sé, che ci porta a vivere la musica, il ritmo e le cose più disparate ognuno in un modo diverso ed unico. Parlare di tempo, come parlare di amore, è qualcosa di difficilissimo e di infinito… Alla fine non siamo nemmeno sicuri della sua esistenza. Sant’Agostino diceva che esiste solo il presente>>.

Kruger Agostinelli

Concerto 20 euro (ingresso al club dalle 23)
Tavolo 40 euro
Donoma Sound Theater and Food, via Mazzini 43, Civitanova Marche (MC)
Info e prenotazioni 0733 775860
Dopo le ore 1, Formula Disco con dj’s Davide Domenella & Aldo Ascani
Uomo & Donne 10 euro (compreso consumazione)

Il concerto delle Sister Sledge a Tyche Friday? “Ma che bella serata!”, il racconto, le foto e il video

in Donoma Civitanova/Eventi da

Se nella musica soul c’è l’anima, le Sister Sledge ci hanno dimostrato che nella disco c’è il cuore… Un cuore grande! Tutti sussurravano lo stesso slogan, dal pubblico “felice” a noi addetti ai lavori, passando per i camerieri e per i ragazzi della sicurezza: “Che bella serata”. Quando il nostro direttore generale Salvatore Lattanzi decise di dar mandato a Maurizio Della Fortuna per “prendere” l’unica data italiana delle Sister Sledge, avevamo la consapevolezza di portare al Tyche Friday del Donoma di Civitanova un altro ottimo concerto internazionale, dopo Imagination, Earth Wind & Fire e Incognito. Ma ci siamo sbagliati: abbiamo semplicemente assistito al concerto più bello di tutti, anzi il più emozionante, senza togliere niente agli altri.

Ma andiamo con ordine. Aldo Ascani, nel preriscaldamento della serata, ha iniziato a giocare alla grande, con il meglio della musica anni ’70 e ’80 (non quella dei “pataccari” fasulli revival di fine weekend). Poi c’è stato spazio all’autorevole e amichevole presenza sul palco della giornalista Rai Cristina Tassinari. La direttrice artistica del Disco Diva di Gabbice ci ha portato due fenomeni storici ed esperti della disco: Andrea Angeli Bufalini e Giovanni Savastano. Insieme ci hanno presentato, fra aneddoti e ghiotte curiosità, il loro monumentale libro, “La Disco”. Quindi è stata la volta sul palco delle favolose Sister Sledge, con un gruppo “da paura”: tastiere, sax, chitarra, basso e un batterista da brivido infinito. Ottime condizioni per assoporare al massimo il sound degli otto brani proposti sia in edizione originale che in remix. World rise and shine, Sledge meddley, Thinking of you, Good times (già propio quella delle Chic), He’s just a runaway, Amazing grace (il classico spiritual), Lost in music (in una versione estesa e ricca di assoli) e, inevitabilmente, We are family. Che dire del carisma di Debbie, Joni e Kim? Identico sia nelle prove che nel concerto. Un trio di ritmo ed armonia.

Godetevi ora la galleria fotografica e qualche frammento video che siamo riusciti a realizzare e che vi proponiamo qui sotto. Intanto stiamo preparando il palcoscenico per il prossimo colpo grosso del Tyche Friday, il venerdì live del Donoma, con l’esclusiva regionale di Luca Carboni in “Pop-Up Tour 2016″‎. Vi diamo appuntamento al 4 marzo.
Kruger Agostinelli

(foto e video di Federico De Marco)

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Roy Paci al Tyche Friday: “Festeggio con voi le mie prime 30 candeline”

in Donoma Civitanova/Eventi da

Roy Paci festeggia i suoi trent’anni di carriera con il nuovo spettacolo Combo Solar, in esclusiva regionale al Tyche Friday, il venerdì live del Donoma di Civitanova, il 5 febbraio 2016. Un progetto musicale con due giradischi, due fiati e due voci, per uno show che è anche una festa. Roy Paci, unanimemente riconosciuto tra i musicisti più eclettici e versatili della scena italiana, verrà in compagnia di  More No Limiz, Vito Scavo, DJ Tuppi e MasterT, portando in scena un esplosivo contenuto sonoro dove il ritmo di reggae e funk contaminerà non solo l’ascolto ma costringerà anche al ballo.Il trombettista, compositore, arrangiatore e cantante siciliano vanta un curriculum ricco di collaborazioni e spesso dedito ad esperienze internazionali. Roy Paci si muove disinvoltamente tra progetti musicali, editoriali, cinematografici e televisivi.  Ecco l’intervista esclusiva che ci ha rilasciato in attesa del suo spettacolo.

Roy, a leggere la tua biografia artistica si comprende perfettamente che sei un musicista predisposto alle contaminazioni etniche. Ma ci confessi qual è la musica che principalmente ami?

<<Non c’è una musica che principalmente amo, io principalmente amo la musica>>.

A proposito, hai avuto tante collaborazioni artistiche importanti nella tua attività: da Manu Chao a Vinicio Capossela o dai Negrita ai Subsonica. Con chi senti il desiderio di collaborare se dovessi scegliere tu? Insomma chi accende la tua curiosità?

<<La curiosità si accende quando i musicisti entrano in una umile e affettuosa sinergia, lì si accendono i focolai di creatività. Non mi faccio affascinare solamente dalla figura artistica, devo entrare in sinergia con qualcuno per poter fare della musica. È un’alchimia che non accade facilmente. Comunque io resto aperto a tutti i tipi di collaborazioni perché il confronto porta ricchezza, e non ci basta una vita intera per conoscere tutta la musica che ci circonda>>.

Sei molto impegnato a livello sociale e appoggi iniziative umanitarie. Pensi davvero che la musica possa unire i popoli?

<<Sì, ci credo. La musica ha un grande potere, che è quello di far conoscere un popolo attraverso le sue tradizioni, o comunque attraverso dei tratti che gli sono propri. In questo somiglia alla cucina. Molto spesso le distanze nascono dalla paura, e la paura deriva dal fatto che non ci conosciamo. L’altro fondamentalmente ci spaventa per questo e quando iniziamo a conoscerlo è come se iniziassimo anche a riconoscerlo. E la musica è un grande viatico per la conoscenza, oltre ad avere una grande spinta aggregativa. Ci credo, la musica insegna a non avere paura dell’altro>>.

Il nostro territorio, le Marche, dovresti conoscerlo bene attraverso il Summer Jamboree. Altre curiosità o ricordi con gente o luoghi marchigiani?

<<Direi in primis che se penso alle Marche penso al mio fonico di fiducia, Stefano Severini, che è marchigiano. Poi quando penso alle Marche penso alla serenità delle sue campagne, alla bellezza di questo posto che ha un litorale molto interessante, alle grandi eccellenze del territorio: due dei migliori chef italiani sono marchigiani e sono miei amici, parlo di Mauro Uliassi e Moreno Cedroni.  Sono molto amico di Neri Marcoré, e in generale nelle Marche ho incontrato delle persone simpaticissime ed eccezionali. Poi devo ammettere di avere un debole per una pietanza tipica: i vincisgrassi. Per non parlare dei vini bianchi marchigiani che sono i miei preferiti>>.

Per festeggiare i tuoi 30 anni di carriera proporrai al Donoma il nuovo progetto “Combo Solar”. Me ne vuoi parlare?

<<Più che un progetto ho messo su una vera e propria “combo” – proprio come indicato nel nome – suono con gente che stimo, e questa soluzione mi permette di portare la musica che amo in giro in una forma agile e più vicina al dj set, ma con uno spazio molto ampio per l’improvvisazione strumentale. Stiamo costruendo arrangiamenti nuovi su pezzi già esistenti. È uno spettacolo molto particolare, più che parlarne invito tutti a venire ad ascoltarlo>>.

Kruger Agostinelli

ROY PACI 5 FEBBRAIO 2016 DONOMA CIVITANOVA

Show 15 euro compresa consumazione (ingresso al club dalle 23)
Area Club:
Gran Buffet in piedi + Show = 25 euro
Gran Buffet + Tavolo + Show = 35 euro
Cena servita area club = 40 euro
Area Ristorante = Cena Servita alla carta (prezzo menu + 10 euro per Show oppure 25 euro Show + tavolo)

Donoma Sound Theater and Food, via Mazzini 43, Civitanova Marche (MC)
Info e prenotazioni 0733 775 860
Dopo le ore 1, Formula Disco con dj’s Davide Domenella & Aldo Ascani
Ingresso uomo/donna 10 euro (compreso consumazione)
Tavolo dopo spettacolo:20 euro

Tyche Award a Diego Abatantuono fra selfie, canzoni e Milan

in Cinema/Donoma Civitanova/Eventi da

abatantuono @ donoma (16)Quello che più affascina di Diego Abatantuono, sia in fase di intervista che in un normale saluto, è la sua disponibilità. Gli autografi diventano digitali ed il selfie dilaga al Donoma di Civitanova nel giorno del Tyche Award. Anzi il primo Tyche Award, un riconoscimento al cinema e alla carriera che Salvatore Lattanzi ha voluto offrire anche alla sua città, Civitanova Marche. In forma ufficiale è stato proprio Giulio Silenzi, per conto dell’amministrazione, a formalizzare questo momento con una motivazione ricca di significato.  <<Dare un premio a un attore che ha vinto un Oscar è un onore per me, per noi, per la città di Civitanova – ha esordito Giulio Silenzi – una lunga storia artistica, quasi un’avventura spericolata. Partita dalla comicità, dal cabaret, approdata poi al miglior cinema italiano con collaborazioni con alcuni dei più grandi registi del nostro cinema, da Salvatores a Pupi Avati, da Bertolucci a Comencini padre e figlia. Una lunga avventura artistica che ha fatto emergere tutto il suo straordinario talento di interprete comico e insieme drammatico. Ha saputo con l’intelligenza dei grandi artisti rifuggire dai cliché, non accomodarsi, investendo sulla sua sensibile versatilità. E questo è un insegnamento di vita. Un premio alla carriera che gli auguro essere ancora molto lunga>> . E Diego, da gran mattore, ha immediatamente ironizzato sul senso dei premi alla carriera. In quanto sembrano un inquietante campanello d’allarme sul fatto di poter essere messo da parte. E da buon gladiatore un rischio che, assicura, farà del tutto per scongiurare. Poi ha raccontato del suo sincero amore per le nostre Marche. Da giovanissimo veniva con i genitori a Marotta e con il sogno nel cassetto di volerci fare un film. Immancabile poi il suo sfottò calcistico agli avversari e il racconto ormai diventato un celebre aforisma di come <<diventai milanista perché da piccolo trovai un giorno per terra il portafoglio di mio nonno. Lo aprii e vidi le foto ingiallite di padre Pio e Gianni Rivera, che io non conoscevo, non sapevo chi fossero. Lo chiesi a mio nonno e lui mi spiegò: uno fa i miracoli, l’altro è un popolare frate pugliese>>.  In quel momento il fantastico Agostino Penna e la sua orchestra l’ha coinvolto in una performance canora del suo “Eccezzziunale…Veramente”

Ottima conclusione 2015 per Tyche Friday che ha portato nel club civitanovese una lista di ospiti importantissimi sia nazionali che internazionali da J Ax a Earth Wind & Fire Experience, da Morgan agli Incognito passando per Antonella Ruggiero, Imagination, Giorgio Montanini, Diego Vilar, Enrico Ruggeri e non ultimo Mago Forest. Ora è in allestimento il calendario 2016 e in arrivo dei nomi prelibatissimi fra cui uno straordinario gruppo storico statunitense che potrebbe venire in Europa per due date, a fine febbraio, la prima proprio qui al Donoma e il giorno successivo a Londra. Intanto buon Natale da Tyche Friday nuovo appuntamento per venerdì 8 gennaio 2016.

Kruger Agostinelli

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Tutti pazzi per il Mago Forest, applausi selfie e divertimento puro al Donoma

in Donoma Civitanova/Eventi da

mago forest @ donoma (22)Il titolo ce l’ho già e non potrebbe essere altrimenti: “Tutti pazzi per il Mago Forest“. Lo spettacolo è durato per me praticamente 24 ore, da quando sono andato a prenderlo alla stazione di Ancona fino a quando è ripartito, il giorno dopo. Un delirio di umanità e sano divertimento. Michele Foresta, questo il suo vero nome, è dotato di una popolarità che mette d’accordo ben quattro generazioni. Lo riconoscono ovunque e la gente gli vuole bene. Ma bene davvero. Lui rispetta e vizia il suo pubblico con una presenza mai di facciata ma concreta, fisica ed affettuosa. Stefano Benni dice che “Il contrario del comico non è il tragico, ma l’indifferenza” e con Mr Forest non si rischia sicuramente questo.
Vorrei evitare di santificarlo. Eppure la sua visita lampo nella redazione di Tyche Magazine, la scrupolosa ora dedicata alle prove e il dopo spettacolo al Donoma meriterebbero belle parole. Il popolare comico televisivo è attento alle esigenze del prossimo ed il suo show viene ripagato dal pubblico con la stessa attenzione. Tyche Friday, la rassegna live del venerdì del Donoma, ha dimostrato di essere un ottimo parterre anche per lo spettacolo, davvero Teather. Dopo il positivo esordio di Giorgio Montanini, con il Mago Forest si è raggiunto un ottimo equilibrio. Un vero cialtrone della magia, con la capacità di rendere lo spettatore un vero coprotagonista. Mai un attimo di volgarità, comicamente corretto. Impeccabile la sua spalla e colonna sonora, il pianista Lele Micò. A sorpresa i discreti ragazzi della sicurezza chiedono un selfie con Mr Forest, indice di quanto sia stato coinvolgente. E lui ringrazia anche Diana Zamfir, una dei proprietari del locale civitanovese e la nomina scenografa ufficiale delle spettacolo, come attestato per aver trovato delle ottime soluzioni dell’ultimo minuto in scena. Tutti hanno contribuito a questa notte di successo, dalla perfetta collocazione dei tavoli in pista ad opera di Silvano Ascani, alla musica di zio Aldo, come è stato chiamato Aldo Ascani da Forest, e del dj Davide Domenella. E non ultimo Salvatore Lattanzi, patron della Tyche Eventi, ideatore e realizzatore di questo eccellente appuntamento settimanale che brinda a fine serata alla buffa magia del buon Forest. Il Donoma da parte sua con l’edizione di Tyche Friday si consolida come prestigioso palcoscenico da club. Ed è tutto pronto per il regalo natalizio con la presenza “eccezzziunale veramente” di Diego Abatantuono, venerdì prossimo, 18 dicembre, in compagnia della scatenata orchestra di Agostino Penna.
Michele Foresta da parte sua dà appuntamento al popolo marchigiano per “Motel Forest”, il suo nuovo lavoro teatrale che porterà a Monte San Giusto e Maiolati Spontini nel prossimo gennaio.

Kruger Agostinelli

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