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Quando la Cultura è come il cavolo a merenda

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/politica da

Questo post lo vorrei chiamare CAVOLO A MERENDA. Ho letto casualmente su uno dei vari manifesti inneggianti agli appuntamenti offerti in questo periodo nella mia città, questa specie sintetica di menu, che ho estrapolato dal manifesto e mi fa venire in mente una considerazione. L’utilizzo inappropriato del termine cultura, quasi a voler dare un vestito nobile ad una manifestazione popolare. Cutura in effetti è un termine che primeggia insieme a quello, altrettanto abusato in altre occasioni, di beneficenza. Ipocrisia o ignoranza? Se non ci riappropriamo di una progettualità concreta e qualificante come possiamo pretendere che i nostri cittadini possano finalmente saper consumare il prodotto che scelgono per quello che realmente è. Una città che si impegna a parlare un linguaggio comprensibile e nel tempo stesso stimola una crescita di proposte nuove può ambire ad allargare i propri orizzonti.

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