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Mangiare e bere

Menchetti a Calenzano nuova apertura, le foto

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Menchetti 1948 è una delle realtà più interessanti d’Italia nel mondo della panificazione. Vi racconto cosa è successo a Calenzano, alle porte di Firenze, nell’inaugurazione del 9 marzo 2019 con EleNoir dj, Frank Nastri e Gutyerrez Sanchez. La coordinazione artistica è stata curata da di Fabio Romagnoli.

cast opening party da Menchetti a Calenzano

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#ariadifestadamenchetti

Ergo, la tradizione del verdicchio secondo Mirizzi

in Mangiare e bere/Vini di Montecappone da

Gianluca dopo 22 anni di esperienze nella Montecappone ha immesso nel mercato, con successi qualitativamente riconosciuti dalle più importanti guide di settore, eccellenti vini da uve verdicchio. Dalla prestigiosa riserva Utopia al Classico Superiore Federico II, a cui ora si aggiunge pure l’interessantissimo Muntobè. Nella schiera dei vini bianchi poi, non ultimo, Tabano Bianco il blend aromatico amatissimo dalla guida Luca Maroni che per ben cinque anni lo ha decretato al primo posto nazionale.

Ora proprio in concomitanza del cinquantennale nasce una nuova azienda che prende il cognome di Gianluca, Mirizzi. La neonata azienda possiede 6 ettari di vigneti coltivati a Verdicchio nel comune di Monteroberto e 3 ettari di oliveto nel comune di Cupramontana a 350 mt di altitudine. Entrambe le colture, uva ed olive, sono scrupolosamente Bio. L’azienda Mirizzi nasce per produrre diversi Verdicchio e spumanti (metodo classico o champenoise),

Da qui l’esordio con Ergo, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore che lo stesso Gianluca Mirizzi descrive: “Un cru di Verdicchio dallo stile molto tradizionale, grasso, carico di struttura e colore, esattamente come si produceva verdicchio anticamente. Il vino affina poi in anfora di terracotta diversi mesi prima di essere imbottigliato. Ergo viene prodotto in poche migliaia di bottiglie distribuite esclusivamente nei migliori ristoranti ed enoteche. Giallo paglierino con riflessi oro. Intenso ed ampio, ricco di frutta tropicale con sferzate agrumate addolcite da sentori di miele e frutta secca. Un sorso pieno e morbido ma anche sapido che incanta per il suo equilibrio. Un vino importante perfetto compagno di una terrina di agnello e coniglio in porchetta. Posso insomma dire che l’azienda Mirizzi, con l’araldica di famiglia ben in evidenza rappresenta con orgoglio i valori fondanti che mi sono stati trasmessi”.

Bevendo verdicchio a cavallo, si comincia da Montecappone a Jesi

in Mangiare e bere/Vini di Montecappone da

Partirà dalla Cantina Montecappone di Jesi, sabato 24 Novembre alle ore 10.00, l’evento pilota del progetto di turismo sostenibile Equi-Wine.

Iniziativa destinata alla promozione dell’enogastronomia locale connessa all’attività equestre. Un’idea, che ha preso luce in occasione della Fieracavalli a Verona. Ovvero la possibilità di seguire le vie del vino del territorio marchigiano a cavallo. Il tutto nasce dalla volontà di una collaborazione tra Marche Incoming, associazione di promozione turistica marchigiana, con IMT, l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini e E.N.G.E.A, Ente Nazionale Guide Equestri Ambientali. In pratica sarà possibile tracciare dei percorsi nei territori marchigiani ad alta vocazione vitivinicola, integrati anche con significative attrattive naturalistiche, culturali e storiche. Il tutto, grazie alla sua evidente natura ecologica, ha avuto l’appoggio da Legambiente e del Comune di Jesi che da sempre è favorevole ad accogliere qualsiasi tipo di iniziativa volta alla sostenibilità del territorio. Del resto si tratta di un’ulteriore risorsa anche per il turismo locale.
Per informazioni 347 926 7495 . Il referente è Giuseppe Palumbo dell’Equi Wine Marche.

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A Casa Mirizzi il Pranzo di San Martino per Festeggiare i primi 50 anni della Montecappone

in Carla Latini/Mangiare e bere/Vini di Montecappone da

Sara Pandolfi è una Fatina Bionda munita di un mestolo magico capace di trasformare un’accogliente e calda cantina in un salone delle feste. Di quelle sontuose, quasi natalizie.  Al suo fianco il marito, lo Chef German Scalmazzi, arriva come il principe azzurro con la sua corte, il sous Chef Gianluca Guidi e un carrozzone favoloso dove ha caricato l’intero Chalet La Rotonda di Porto Recanati. Anticipato di pochi minuti da Mauro Follenti, il mitico macellaio di Civitanova Marche, che in questa favola domenicale somiglia al Gatto con gli Stivali. Nel corso della narrazione capirete perché. Il padrone di casa, Gianluca Mirizzi con la bella moglie Annarita, accoglie i numerosi ospiti. Che sono amici, clienti fedeli, giovani coppie. Insomma quella che mi viene da chiamare: bella gente. Il vero scopo di questo conviviale non è solo mangiare bene e bere meglio. E’ ascoltare ed imparare. Per questo, motivo in fondo alla sala, German ha costruito un palco dal quale ci racconterà ogni passaggio dei piatti che degusteremo. Accanto a lui Mirizzi, con il suo eloquio colto ma di facile ascolto, ci porta nel magico mondo delle vigne, del vino e dell’olio. Con la semplicità di linguaggio di chi segue la vita della produzione dalla terra al bicchiere.

I convenuti sono accolti dalle mie rosselle, piccoli crostini di grano duro al verdicchio, farcite con la concia fresca della salsiccia di Follenti. Cominciamo con golosa aggressività e brindiamo ai 50 anni dell’Azienda con il Sauvignon spumante Charmat. Una sorta di ‘in alto i calici’ che scalda subito l’atmosfera. La bella Sara ci invita a sederci. Tavoli tondi, centro tavola di croccanti grissini. Sembra di stare allo Chalet La Rotonda. Mentre ci servono la stupenda tartare di Follenti il padrone di casa ha in mano una bottiglietta preziosa. Contiene l’extravergine  monovarietale di Rosciola che ci viene portato a tavola un una ciotolina. Da annusare, da pucciare con l’indice e da leccare. Qualcuno fa giustamente scarpetta. Quella della produzione dell’olio per la Montecappone è stata un vero e proprio recupero delle piante già esistenti. Curate con maestria e professionalità hanno portato questi eccellenti risultati. Così come le vigne. Dalla carne cruda passiamo al celebre ‘ragù de lo Batte’. Mauro e German sembrano il Gatto e la Volpe, e Mauro ha sempre gli Stivali, quando raccontano la storia contadina del rito del raccolto. Io, nel mezzo, posso solo che divertirmi. Ma quanto ha bollito il ragù? Due ore anche di più. I trucioli godono di cotanta bontà e il ragù ringrazia. Un giro di parmigiano a piacere passa fra i tavoli. Come a casa. Perché, in fondo, siamo a casa. Casa Mirizzi. Rende omaggio al piatto il Verdicchio dei Castelli di Jesi 2017 Muntubé. Che in dialetto jesino vuol dire ‘molto bene’. Un vino pensato da Gianluca per ricordare, appunto, gli anni passati. Tutti i pregi del vino di una volta senza i difetti. Per il celebre Federico II Verdicchio dei Castelli di Jesi 2016 Scalmazzi crea sul palco i ‘Tortelli di ricotta e limone, brodo di parmigiano, zucca e pancetta’. Una delizia per gli occhi. Un’esplosione di sapori per il palato. Il pubblico, perché questo pranzo è uno spettacolo, applaude. Mirizzi spiega con soddisfazione la grande evoluzione di Federico II e, reduce da Merano Wine Festival, ci racconta dei numerosi premi presi quest’anno che arricchiscono il medagliere dei suoi meritati successi. Ed ora arriva il momento più sconvolgente della giornata. Follenti porta sul palco un coniglio crudo intero. Testa compresa. Mi aspetto reazioni poco simpatiche ed invece anche le signore in prima fila si dimostrano interessate a capire perché il coniglio non può essere scambiato per un gatto e come si fa a dissosarlo ad arte. Lo mangeremo di lì a poco trasformato dall’estro di German in ‘porchetta e pop corn’ di cotenna. Utopia Verdicchio dei Castelli di Jesi di Jesi Classico Riserva 2015, una delle chicche della cantina Mirizzi, rende omaggio a questo grande piatto. Gianluca ha dedicato al nonno Kylix Marche IGT passito che, nel tempo, si è affinato e ha trovato in questo nome la sua giusta dimensione. Lo beviamo con due pecorini marchigiani, uno meno stagionato dell’altro e con un dolce spettacolare, poteva mancare? Un cannolo di cioccolato fondente ripieno dal nome ‘sigaro di cioccolato, crema al mascarpone e crema di latte, terra ai cantucci e cacao 70%. Sazi, felici e ‘socializzati’, sembriamo ad una festa di matrimonio, Mirizzi ci accompagna in cantina. Per me non è la prima volta. Ma ogni volta è come se lo fosse.Un grande grazie va al Direttore Kruger Agostinelli che, come il pifferaio magico, conosce i nostri desideri e sa come realizzarli.

Buon Compleanno Montecappone! Ah, dimenticavo, al ritorno dalla cantina ci aspettavano caldarroste bollenti.

Carla Latini

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Pranzo di San Martino da Montecappone Proprietari Viticoltori Mirizzi a Jesi

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Appuntamento in cantina a Jesi dai Montecappone Proprietari Viticoltori Mirizzi, per il Pranzo di San Martino, domenica 11 novembre 2018.

Continuano gli eventi speciali per il 50° anniversario dell’azienda di Gianluca Mirizzi che prendendo spunto proprio da San Martino, quando “ogni mosto diventa vino”, si concede un evento dedicato al buon bere e al buon mangiare. Per questo giorno speciale Gianluca ha messo in campo una squadra marchigiana che renderà onore ai suoi migliori vini ed oli delle etichette Montecappone e Mirizzi.

A German Scalmazzi, giovane ma apprezzatissimo chef del ristorante La Rotonda di Porto Recanati, il ruolo di direttore di orchestra per questa sinfonia di sapori. Poi come partner la pasta di Carla Latini e le carni della Macelleria Follenti di Civitanova Marche. Il tutto naturalmente innaffiato dai Vini di Montecappone.

Per cominciare il pranzo Mauro Follenti, dell’omonima Macelleria di Civitanova Marche, farà una dimostrazione di come veniva fatta la concia ovvero la salsiccia tradizionale marchigiana che abbinata ai taralli  di Carla Latini e le bollicine di Sauvignon di Montecappone. Durante il continuo del pranzo Chef German Scalmazzi effettuerà lo show cooking dei piatti proposti. Carla Latini racconterà aneddoti della sua pasta e a Gianluca Mirizzi la descrizione di vini ed oli proposti in questo Pranzo di San Martino.

Secondo una logica in equilibrio fra tradizione e innovazione gastronomica, questo è il menu creato per l’occasione:

La “concia” della nostra Salsiccia tradizionale
Battuta di Scottona Marchigiana, tartufo estivo, crema d’uovo e stracchino al lime
abbinato con Sauvignon spumante charmat Montecappone

Truciolo Carla Latini con ragout de lo Batte
abbinato con Muntobè Verdicchio dei Castelli di Jesi 2017

Tortello di ricotta e limone, brodo di parmigiano, zucca e pancetta
abbinato con Federico II Verdicchio dei Castelli di Jesi 2016

Coniglio Leprino in porchetta e popcorn 2.0
abbinato con Utopia Verdicchio dei Castelli di Jesi classico Riserva 2015

Formaggi, dolci dello Chef
abbinato con Kylix Marche IGT passito di Montecappone

Caffè

Ad ogni partecipante sarà offerta una confezione assaggio di olio extravergine nuovo.

Pranzo di San Martino in Cantina, domenica 11 novembre 2018 ore 13. Chef German Scalmazzi

Info 0731 205 761 – 333 297 8870

MONTECAPPONE Proprietari Viticoltori Mirizzi -Via Colle Olivo, 2 – JESI AN

Aria di festa da Menchetti a Perugia

in Mangiare e bere/Menchetti da

Primo settembre con Roberto Farnesi, Alex Belli, Paola Di Benedetto, Francesca Brambilla, EleNoir Dj e Frank Nastri

Roberto Farnesi prossimamente protagonista della nuova serie per rai 1 Il paradiso delle signore; Alex Belli noto per le sue apparizioni a Ballando sotto le stelle e L’isola dei famosi; Paola Di Benedetto già madre natura nel programma Ciao Darvin di Bonolis e protagonista nell’ultima Isola dei Famosi; e non ultima Francesca Brambilla la Bona Sorte alla corte di Bonolis nonchè showgirl in Quelli che il calcio. E’ un set televisivo? No semplicemente è aria di festa per il rinnovo del locale di Menchetti a Perugia, sabato 1 settembre dalle ore 19 in Strada Trasimeno Ovest 7.

E non finisce mica qui, spazio anche per la musica con un duo eccellente formato dalla bella ma soprattutto la bravissima EleNoir Dj, specializzata in House e Deep Music; a cui si aggiunge il percussionista Frank Nastri, uno dei migliori Live performer in giro per il mondo, ha suonato fra l’altro a fianco di artisti come Mario Biondi, Jesto Funk, Nathan Heins e Josè Padilla il boss di Cafè del Mar. La coordinazione artistica è stata curata da Fabio Romagnoli.

Ingresso libero per tutti e sicuramente una festa con selfie con i propri beniamini, musica da ascoltare e da ballare e naturalmente tutte le irresistibili sfiziosità di Menchetti.

Settanta anni e non li dimostra, stiamo parlando dell’azienda Menchetti che dal 1948 dà più sapore al tempo. Sotto il segno del pane la famiglia Menchetti ha saputo trovare sempre il giusto equilibrio fra tradizione ed innovazione al motto del piacere di vivere insieme. Un sapiente mosaico che ha il cuore in Valdichiana con la propria azienda agricola che è il motore di tutte le attività, dove cresce il grano Verna prima di diventare pane, pizza e dolci. Una famiglia apprezzata da sempre per il rispetto dell’ambiente e la continua ricerca di eccellenze del territorio.

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MENCHETTI dal 1948 – Strada Trasimeno Ovest 7 Perugia – info 075 5009617

Aria di festa da Menchetti Perugia

Cena della vendemmia in vigna a Jesi da Montecappone

in Mangiare e bere da

Sabato 8 settembre, ora 20.30, Cena della Vendemmia in Vigna, una prelibata iniziativa della Montecappone Proprietari Viticoltori Mirizzi. La rinomata azienda di Jesi propone questo suggestivo evento al centro delle iniziative che in questo 2018 sono state dedicate al 50° anniversario dell’azienda.
Sarà Massimo Bomprezzi, uno chef eccellente a realizzare un menù che unirà la tradizione culinaria marchigiana all’abbinamento dei vini più importanti della cantina di Gianluca Mirizzi, ovviamente personalizzandola con il suo gusto impeccabile. Insomma non una cena qualunque ma l’essenza del territorio per esaltare quei vini di Montecappone, sempre più spesso e in alto nelle migliori guide nazionali ed estere, a cui va aggiunto il superlativo e pluripremiato assortimento di olio. Partner della serata la Pasta di Carla Latini e la Macelleria Francesco Follenti.

– Rollè di faraona con brunoise di ortaggi e pistacchi con insalata e
pepite di pecorino di fossa con olio di ascolana tenera.
Accompagnato dallo SPUMANTE Marche Igt SAUVIGNON.

– Vincisgrassi alla maceratese
– Trucioli Carla Latini con speck, zucchine, crema di parmigiano e
Accompagnato dal MUNTOBE Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore doc 2017

– Oca della battitura cotta nel forno a
– Coniglio in porchetta con cotica croccante, patate e pomodori
Accompagnato dal FEDERICO II Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore doc 2016

– Pasticceria mignon
Accompagnato da Vino & Visciole

Cocomero al ghiaccio
Caffè e liquori

Il produttore Gianluca Mirizzi sarà felice di raccontare i vini proposti e offrire (a fine serata), a tutti gli intervenuti come ricordo della serata, in omaggio una selezionata bottiglia dell’azienda

55,00 euro a persona

Info e prenotazioni: 0731 205 761 – 333 297 8870

La cucina dello Chef German Scalmazzi con i Vini di Montecappone secondo Carla Latini

in Carla Latini/Mangiare e bere/Vini di Montecappone da

Il pranzo con gli amici. Se deve essere è così.

Ormai, sono i rapporti, quelli veri sui social, a creare collisioni, incontri, contaminazioni. Per me la parola contaminazione è bella e positiva. Vuol dire uscire dall’orticello e provare a portare altrove le proprie idee. Dove c’è cultura c’è sempre spazio per un buon vino e per un buon cibo. Detto ciò o detto questo, come amano intercalare tutti i politici oggi, succede che Gianluca Mirizzi, ai social Gianluca Utopia (come uno dei suoi vini di punta) si scrive e si chatta (si può dire si chatta?) con Mauro Follenti. La terza generazione della Macelleria Follenti a Civitanova Marche. Quella che nonno e babbo non avrebbero mai immaginato. Si vogliono incontrare, il vignaiolo illuminato (è mio amico e quindi sono di parte ma nel giusto) e il macellaio che nella sua bottega (bellissima) prepara leccornie con il roner a bassa temperatura. Mi coinvolgono e visti i passati recenti, decido che un pranzo da German Scalmazzi con Sara Pandolfi in sala sarebbe l’ideale. Mirizzi vuole spiegare a Follenti i suoi vini e solo la pazienza e la professionalità di Sara lo possono aiutare. Il destino vuole che per un pelo, ma proprio un pelo, Kruger non ci raggiunga con Bobo Vieri. E’ da solo. Meglio. Confondo Vieri con Alberto Tomba.
Ma questo è un problema mio. Siamo puntuali tutti, caso strano, e facciamo fare a German. Ogni suo piatto sarà perfetto con i vini che abbiamo la gioia di degustare. Con Follenti c’è un suo carissimo amico. Da qui in poi denominato ‘appassionato di buona cucina’.
Con i primi antipasti ‘fai te!’ di German, Mirizzi ci stappa Millesimé. Lo spumante della sua nuova azienda biologica Mirizzi a Monte Roberto. 100% Verdicchio. Profumato, corposo, bollicine raffinate, piccole, una dietro l’altra in fila indiana. Mangiamo il salmone affumicato al cedro, maionese al lime, salsa di guacamole, cialde di pane carasau e polvere di olive nere, lo sgombro piastrato con la cipolla rossa caramellata e la tagliatella di seppia con i germogli. Io continuerei a bere Mirizzi Millesimè. Ma è un pranzo ‘didattico’ oltre che goliardico. Quando German ci porta i tortelli ripieni di raguse in porchetta e le irrora con l’acqua bollente di finocchietto selvatico Mirizzi stappa Muntobè che è sempre all’interno della produzione bio. Muntobè in dialetto jesino vuol dire ‘molto bene’. Un Verdicchio di facile comprensione che, però, fa ragionare tutto il tavolo. Kruger è impegnato a provare il suo nuovo telefono e a darci cenni della sua frenetica vita mondana. Follenti mangia, beve, gradisce e alla fine farà le sue riflessioni. Il suo amico ‘appassionato di buona cucina’ sembra essere felice di stare con noi. E ci credo! German prevede un secondo primo piatto che sono degli gnocchetti fatti in casa, con un locale e stagionale ragù di pesce in bianco. E’ il momento si stappare Ergo. Un grande Verdicchio sempre biologico e sempre Mirizzi. Che ricorda i difetti piacevoli e avvolgenti, quasi commoventi, del famoso ‘vino del contadino’.
Un Verdicchio schietto e diretto. Quasi 14 gradi di elegante ‘campagna’.
Mentre proviamo a dire a Sara e German che noi ci fermiamo qui, ben mangiati e ben bevuti, Mirizzi annuncia il prossimo vino che con la ventresca di tonno ai carboni, verdurine miste qualcunque esse siamo, è quanto di meglio potevamo aspettarci. Si chiama Utopia Castelli di Jesi. Un Verdicchio elegante e molto longevo. Un Verdicchio che invecchia bene  fino a 20 anni. Il suo vino più amato e più premiato. Per farla breve: il primo della classe della Montecappone.
German e Sara si siedono con noi e il conviviale va avanti con un piatto misto di dolci al cucchiaio dove c’è una torta al cioccolato veramente notevole. Potremmo bere altro ma finiamo con Utopia. Dopo la foto di gruppo di rito, io, Kruger e Mirizzi andiamo a trovare Follenti nella sua Macelleria. Qui vorremmo ma non possiamo stappare Utopia Rosso, 100% Montepulciano. Lo lasciamo a Follenti. Con le sue meravigliose salsiccie sarà perfetto. E’ nata una nuova amicizia fatta di stima e confronto.
Come sempre io e Kruger ne siamo diretti testimoni e complici indiretti. O diretti?
German e Sara e tutti i ragazzi di cucina e di sala ormai siete una delle mie ‘case’ marchigiane preferite. E i miei amici concordano.

Carla Latini

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La cucina di Chef Nikita Sergeev del Ristorante L’Arcade secondo Carla Latini

in Carla Latini/Mangiare e bere da

Ogni anno il giovane chef invita il nostro Direttore ad assaggiare il nuovo menu. Spesso quello estivo. L’invito si allarga ed io, volentieri, mi associo al ‘percorso nikita’ studiato apposta per noi. Il 24enne Nikita Sergeev è stato scoperto dal mitico Luigi Cremona all’apertura del suo locale ben 5 anni fà, L’Arcade a Porto San Giorgio. Il piatto galeotto fu un risotto al sedano rapa e sentori di mare, limone candito e capperi. Ancora presente nel menu fra “gli storici”. Oggi è considerato all’interno di tutte le guide e nelle associazioni più importanti. Intanto sul tavolo tondo di legno e senza tovaglia quattro entrè profumano l’aria. Tutti i piatti freddi, tiepidi e caldi, emanano profumi prepotenti. Le due olive taggiasche con la mandorla predispongono subito il mio palato a fare un altro boccone che, con il crostone con mozzarella, pomodoro e salsa carpione, diventa subito caldo. Ottime le chips di riso che nascondono una pallina di baccalà in saor. La spugnola di barbabietola e tonno placa un poco le mie papille e le prepara al primo antipasto. Che mi introduce a capire un concetto: quando due grassi si incontrano si sgrassano. Ecco l’insalata di astice e pesca con il foie gras e la cipolla bruciata. Altro punto fermo della cucina di Nikita. Il bruciato al limite estremo . La mia bocca è pulita e pronta per l’esperienza delle verdure fermentate. Il crudo di gamberi rosa è adagiato su estratti di barbabietola, di sedano e carote. L’agrume che lo chef ritiene coprente sul pesce crudo si traveste nella buccia di limone carbonizzata. Una polvere scura che sprigiona al naso e in bocca freschezza e non acidità. L’ostrica Royale è seduta su un trono di ghiaccio. C’è gin, ginepro, aneto, panna e caviale. Tutta d’un fiato. Nel penultimo antipasto la crema di carote con zenzero e quella alla vaniglia addolciscono lo sgombro dell’Adriatico marinato all’anice e poi piastrato. L’aceto, la cipolla, l’aglio sono ingredienti forti. Nikita li trasforma e li traveste di bello e buono. Il concetto grasso elimina grasso, si spiega completamente con scampone, midollo fritto e asparagi verdi. C’è la freschezza dell’asparago appena condito con una citronette, lo scampone del Conero crudo laccato con il suo fondo di cottura e il midollo a sua volta è fritto in una panatura di cotenna di maiale. Saltellano, croccanti, fettine di asparagi sopra e sotto in un contenitore scenografico a forma di osso. I piatti di portata sono uno più bello dell’altro. C’è la mano elegante e femminile di mamma Ekaterina anche negli arredi che sono essenziali, sobri. Il sous chef di Nikita è il giovanissimo Edoardo Corpetti, con lui da tanti anni. Poi c’è Francesco Pettorossi “secondo” braccio destro dello chef che segue la linea dei pani. La sala è il regno di Leonardo Niccià e Irene Tulli. Il riso, brodo di manzo, ricci di mare e alghe mi fa ringraziare Kruger dell’invito. Il brodo non è proprio un brodo è un estratto ottenuto dalla cottura del muscolo del manzo sottovuoto e a 100° fino a che della carne rimanga solo la fibra. Ne deriva un brodo denso dove Nikita cuoce il riso lo condisce con i ricci di mare crudi, con le alghe e lo spolvera con cavolo nero essiccato. In questa creazione c’è tutto il suo essere cuoco. Nei secondi trasforma l’idea del branzino al forno con le patate e del classico polpo. Il branzino, crescione e foglie di pepe, sembra un trancio di pesce ed invece all’interno ci sono le patate condite con l’acqua delle vongole ad aumentare la sensazione umami. Il polpo è unito alla dolcezza del cocco e del cipollotto bruciato. Al posto del sorbetto, a fine pasto, ci porta uno scrigno dorato. Lo apro e mi arrivano al naso cioccolato bianco, aceto e polvere di carcadé. Un pre-dessert molto originale che anticipa la scelta di tre dolci monocromatici. C’è dell’ironia nei dessert e anche nella piccola pasticceria che seguirà. Ci sono tre dolci (Trelatti, Fragola, Pistacchio) non dolci. E la piccola pasticceria, invece, ricorda i classici dolci italiani. La mia preferenza va sul candido Trelatti (marshmallow al latte caprino, gelato di buffala affumicato, spuma di latte vaccino al cardamomo e fior de sel). E’ nelle corde del mio palato perché non è un dolce. Sembra di mangiare burrata, mozzarella, fiordilatte nelle consistenze che tutti conosciamo, ogni tanto risvegliano il palato delle micro meringhe. Il mio ‘percorso nikita’ finisce con un mini bacio di dama e una cheesecake mignon entrambi buonissimi. Abbiamo abbinato a questi piatti dei Vini di Montecappone, l’azienda jesina di Gianluca Mirizzi. Grazie Kruger. Quando torniamo?

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Premio Galvanina a Pesaro, il mondo enogastronomico dei nostri amici

in Mangiare e bere da

Tutti gli anni, ormai da 18, all’interno del format Il Festival della Cucina Italiana si svolge il Premio Galvanina che rende omaggio a giornalisti, produttori, imprenditori, cuochi e vignaioli che si distinguono in Italia e all’estero per la loro dedizione e per le loro innovazioni. Lo presi anche io nel 2012 e il pezzo unico firmato da una giovane artista di Cesena è sempre in sala accanto al divano. E’ anche un’occasione ghiotta per rivedere tanti amici che passano questi quattro giorni a Pesaro in allegria e questa volta anche in musica. Perché il Festival ha celebrato Gioacchino Rossini con concerti e cene dedicate. Ma torniamo alla premiazione che si è svolta a Palazzo Mazzolari Mosca Domenica 17 Giugno. Sono con il Direttore del Kruger.it, oggi anche in veste di fotografo. Che è bravo lo dimostra questa bellissima foto di Elsa Mazzolini. Che è già molto bella di suo. E’Elsa, con Maria Chiara Zucchi, l’ideatrice del Premio. Colta e intelligente oltre che bella trova sempre il modo di divertire e intrattenere il pubblico dando risalto ai premiati e ai loro accompagnatori. Con Elsa c’è sempre un posto a tavola. In tutti i sensi. Al cospetto di Mino Mini, patron di Galvanina, del Sindaco Matteo Ricci, dell’amico di sempre Gianfranco Vissani le premiazioni hanno visto avvicendarsi personaggi molto noti al rutilante mondo del cibo e del vino. A partire da Daniele Cernilli volto pioniere e firma critica costruttiva nel mondo del vino con la seguente motivazione: per l’indiscutibile grande competenza e l’autorevolezza del suo ruolo nel mondo del vino. Poi tocca a Cristina Bowerman, una delle cuoche più eclettiche del panorama internazionale. Per lei la motivazione è: per la sua sorprendente cucina giramondo, basata su una instancabile ricerca, ricca di una femminilità intelligente, curiosa e intensa come lei. A conferma del titolo che ho dato a questo pezzo, fra il pubblico incrocio e abbraccio Verdiana Gordini, la Marietta per eccellenza, qui al festival con le sue sfogline. In verità Kruger Agostinelli non è qui per me ma per Simone Fracassi che premiato anche lui. Il grande eroe della Ciccia, con la C maiuscola, il re della Chianina ha la seguente motivazione: per aver saputo trasformare in arte l’antico mestiere del Maestro carnaiolo e per averla divulgata con passione e competenza. A seguire il noto nutrizionista televisivo Primo Vercilli, orgoglioso e onorato del riconoscimento preso con la seguente motivazione: per la intensa e appassionata opera di divulgazione di un percorso alimentare educativo che mette al centro il benessere della persona. Applaudo mi giro e vedo Flavio Cerioni, il patron con la moglie Elide Pastrani de Alla Lanterna a Fano. Meta fissa delle mie serate di pesce. La cerimonia continua con l’imprenditore Tony Pirozzi che su Londra ha creato Alivini, uno degli importatori più solido e distribuito. La motivazione per lui: per essere stato il pioniere tra gli importatori italiani in UK e per continuare a tenere alto il valore della nostra miglior enogastronomia all’estero. Ed a proposito di vini si conclude con Donatella Cinelli Colombini, Presidentessa delle Donne del Vino, che prende il premio del ‘cuore’ con la motivazione: per la sensibilità dimostrata nella divulgazione delle pratiche di disostruzione da cibo tra le Donne del Vino; e con Damijan Podversic, visionario produttore di vino con la motivazione: viticoltore eroico che esprime l’identità di frontiera attraverso gli elementi necessari a un grande vino: una grande terra, un grande vitigno e il seme maturo.
Applausi baci e abbracci e foto di rito. Risate sonore e vigorose strette di mano. Intravedo altri amici che corro a salutare. Maurizio Urso volato da Siracusa con i suoi arancini mi fa venire la voglia di tornare in Sicilia. Il tutto si conclude a tavola e Simone Fracassi coccola felice la sua splendida figlia.
Al prossimo premio!

Carla Latini

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