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Mangiare e bere

Premio Galvanina a Pesaro, il mondo enogastronomico dei nostri amici

in Mangiare e bere da

Tutti gli anni, ormai da 18, all’interno del format Il Festival della Cucina Italiana si svolge il Premio Galvanina che rende omaggio a giornalisti, produttori, imprenditori, cuochi e vignaioli che si distinguono in Italia e all’estero per la loro dedizione e per le loro innovazioni. Lo presi anche io nel 2012 e il pezzo unico firmato da una giovane artista di Cesena è sempre in sala accanto al divano. E’ anche un’occasione ghiotta per rivedere tanti amici che passano questi quattro giorni a Pesaro in allegria e questa volta anche in musica. Perché il Festival ha celebrato Gioacchino Rossini con concerti e cene dedicate. Ma torniamo alla premiazione che si è svolta a Palazzo Mazzolari Mosca Domenica 17 Giugno. Sono con il Direttore del Kruger.it, oggi anche in veste di fotografo. Che è bravo lo dimostra questa bellissima foto di Elsa Mazzolini. Che è già molto bella di suo. E’Elsa, con Maria Chiara Zucchi, l’ideatrice del Premio. Colta e intelligente oltre che bella trova sempre il modo di divertire e intrattenere il pubblico dando risalto ai premiati e ai loro accompagnatori. Con Elsa c’è sempre un posto a tavola. In tutti i sensi. Al cospetto di Mino Mini, patron di Galvanina, del Sindaco Matteo Ricci, dell’amico di sempre Gianfranco Vissani le premiazioni hanno visto avvicendarsi personaggi molto noti al rutilante mondo del cibo e del vino. A partire da Daniele Cernilli volto pioniere e firma critica costruttiva nel mondo del vino con la seguente motivazione: per l’indiscutibile grande competenza e l’autorevolezza del suo ruolo nel mondo del vino. Poi tocca a Cristina Bowerman, una delle cuoche più eclettiche del panorama internazionale. Per lei la motivazione è: per la sua sorprendente cucina giramondo, basata su una instancabile ricerca, ricca di una femminilità intelligente, curiosa e intensa come lei. A conferma del titolo che ho dato a questo pezzo, fra il pubblico incrocio e abbraccio Verdiana Gordini, la Marietta per eccellenza, qui al festival con le sue sfogline. In verità Kruger Agostinelli non è qui per me ma per Simone Fracassi che premiato anche lui. Il grande eroe della Ciccia, con la C maiuscola, il re della Chianina ha la seguente motivazione: per aver saputo trasformare in arte l’antico mestiere del Maestro carnaiolo e per averla divulgata con passione e competenza. A seguire il noto nutrizionista televisivo Primo Vercilli, orgoglioso e onorato del riconoscimento preso con la seguente motivazione: per la intensa e appassionata opera di divulgazione di un percorso alimentare educativo che mette al centro il benessere della persona. Applaudo mi giro e vedo Flavio Cerioni, il patron con la moglie Elide Pastrani de Alla Lanterna a Fano. Meta fissa delle mie serate di pesce. La cerimonia continua con l’imprenditore Tony Pirozzi che su Londra ha creato Alivini, uno degli importatori più solido e distribuito. La motivazione per lui: per essere stato il pioniere tra gli importatori italiani in UK e per continuare a tenere alto il valore della nostra miglior enogastronomia all’estero. Ed a proposito di vini si conclude con Donatella Cinelli Colombini, Presidentessa delle Donne del Vino, che prende il premio del ‘cuore’ con la motivazione: per la sensibilità dimostrata nella divulgazione delle pratiche di disostruzione da cibo tra le Donne del Vino; e con Damijan Podversic, visionario produttore di vino con la motivazione: viticoltore eroico che esprime l’identità di frontiera attraverso gli elementi necessari a un grande vino: una grande terra, un grande vitigno e il seme maturo.
Applausi baci e abbracci e foto di rito. Risate sonore e vigorose strette di mano. Intravedo altri amici che corro a salutare. Maurizio Urso volato da Siracusa con i suoi arancini mi fa venire la voglia di tornare in Sicilia. Il tutto si conclude a tavola e Simone Fracassi coccola felice la sua splendida figlia.
Al prossimo premio!

Carla Latini

Cantine Aperte 2018 con i vini di Montecappone a Jesi, i 50 anni dell’azienda Mirizzi

in Mangiare e bere/Vini di Montecappone da

Montecappone, l’apprezzata azienda vinicola di Jesi, si prepara ad affrontare le due giornate di Cantine Aperte con un calendario davvero stellare. Non poteva che non essere così, infatti questa data coincide con il 50° anniversario dell’azienda della famiglia Mirizzi. (qui potete leggere la storia).

Uno spettacolare cartellone di eventi ed incontri che faranno da degna cornice a vini e oli della prestigiosa azienda Montecappone.

SABATO 26 MAGGIO
Il pomeriggio, con interventi dalle 15 alle 19 ci saranno alcuni artisti di strada del circo nazionale ed internazionale Takimiri per la gioia di grandi e piccini. Poi un bellissimo serale con l’allegra nostalgia musicale dei Burro e Salvia, affermatissima formazione jesina da anni il punto di riferimento per gli amanti dello swing italiano. Oltre agli insuperabili vini ed oli della Montecappone ci sarà la possibilità di mangiare grazie alle proposte della Rincrocca di Jesi e della gelateria Ciro & Pio. Ingresso libero per tutti.

DOMENICA 27 MAGGIO
Degustazione guidata di riserva a cura di Francesco Annibali della redazione di Doctor Wine. Dalle 17 alle 18 il divertimento è assicurato con le barzellette di Lando & Dino ne “i Marchisciani”. All’interno ci sarà un intermezzo per uno spazio dedicato alla moda estiva K&S Accessorized con una sfilata moda mare. Dalle 19 alle 21 musica anni 50 dal vivo con Back Beat. Oltre agli insuperabili vini ed oli della Montecappone ci sarà la possibilità di mangiare grazie alle proposte delle aziende Salumi & dintorni di Mirko Polita e il Caseificio Piandelmedico di Giulia Trionfi Honorati. Poi alla gelateria Ciro & Pio la possibilità di rendere ancora più dolce la giornala. Ingresso libero per tutti.

Gianluca Mirizzi e il suo staff sarà presente per spiegare ed incontrare tutto il pubblico desideroso di conoscere tutti i possibili dettagli della Montecappone, un’azienda che rappresenta l’orgoglio del territorio marchigiano.

Info 0731 205 761 (orario negozio)

MONTECAPPONE – VIA COLLE OLIVO, 2 – JESI (uscita Jesi Ovest per chi arriva dalla superstrada 76)

Carlo Latini racconta il suo Senatore Cappelli con lo Chef Paolo Paciaroni

in Carla Latini/Mangiare e bere da

Un invito a Borgo Lanciano non si rifiuta mai. È un luogo magico e ricco di energia vitale positiva. Da quando a dirigere la cucina c’è lo Chef Paolo Paciaroni il viaggio ha un valore doppio.

Borgo Lanciano

Il 3 Maggio ho partecipato ad una cena speciale organizzata per due amici speciali: Carlo e Carla Latini. La coppia che, in tempi non sospetti quando nessuno parlava di grano duro e figuriamoci di grani antichi, riprese a coltivare il grano duro Senatore Cappelli nel lontano 1991. La serata inizia così. Con il benvenuto di David che cura le relazioni esterne del Borgo, con Carla che ci mette in guardia su una possibile commozione di Carlo, con Carlo e la sua storia . Dalla cucina comincia anche Paolo Paciaroni che ci delizia con un primo antipasto, fra creatività e terra: Tacos con erbe di campo con erbette spontanee e melissa, Al Contadin non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere, Peperone candito al miele di Luca Bianchi, guanciale Sa.Di.Fà, alla brace.

antipasti di terra Paolo Paciaroni Borgo Lanciano

Alla fine degli anni ’80 Carlo Latini conosce Cesare Maliani, genetista agronomo di Recanati, figlio dell’allievo prediletto e maggior divulgatore dell’opera di Strampelli, padre della moderna cerealicoltura mondiale e selezionatore dell’ormai famosissimo Senatore Cappelli. Si arrossano gli occhi e trema un po’ la voce al nostro amico Latini quando ci fa vedere con le sue parole la prima raccolta che risale al 1992 e ci descrive il sapore di questo che, a ragione, possiamo definire un vero recupero storico. Un sapore immutato nel tempo che troviamo subito nei pani fatti a mano dallo staff di Paciaroni. 100% semola di grano duro Cappelli che rendono ancora più gradevole il secondo antipasto: Terrina di Fagianella con verdure primaverili tartufo, crema di albicocche, piselli e lime.

antipasti di Paolo Paciaroni Borgo Lanciano

Apro una parentesi che dedico ai vini della Fattoria Colmone protagonisti anche loro della serata. Il Bianco del Moro che accompagna gli antipasti è un Sangiovese vinificato in bianco. Molto interessante. Ma torniamo a Carlo. Un primo raccolto di Senatore Cappelli poteva essere pastificato solo applicando il metodo classico artiginale, trafile di bronzo ed essiccazione lenta a bassa temperatura. Per rispettare completamente tutte le caratteristiche organolettiche del primo grano italiano iscritto all’Ente Nazionale Sementi Elette nel 1915. Il grano della Battaglia del Grano che si legge sui libri di storia. Che sapore ha la storia? Sa di pane cotto a legna, di mandorla tostata, di paglia profumata. A questo punto interviene Paciaroni. Lo fa con il primo dei primi di Cappelli che stupisce perché sembra una carbonara ma non lo è: Chitarra Semola Cappelli con pomodoro verde, finocchietto selvatico e lonza.

Chitarra Semola Cappelli con pomodoro verde, finocchietto selvatico e lonza Paolo Paciaroni Borgo Lanciano

Ma quanto è diventato bravo Paolo? L’idea dell’uovo è data dall’acqua del pomodoro verde che lui prepara all’inglese. Un giorno ci faremo spiegare come si fa. Il sapore della pasta descritto da Carlo è lì. E cresce con il secondo dei primi: Spaghetti Senatore Cappelli Semi Integrali alla puttanesca. Bocconi robusti e intensi. L’esaltazione del Cappelli. Cresciamo anche con i vini e passiamo a Re Piero, vino rosso Marche IGT che vola nella compagnia aerea degli Emirati Arabi.

Spaghetti Senatore Cappelli Semi Integrali alla puttanesca Paolo Paciaroni Borgo Lanciano

Dal 1992 ad oggi, ogni anno eccetto alcune annate poco produttive (“Il Cappelli è alto quasi un metro e 80 centimetri, ha una spiga molto grande e pesante. Se si raccolgono 25/30 ql per ettaro è un successo.” Sottolinea Latini e aggiunge: “Se realmente in tutti i prodotti attualmente sul mercato che riportano la dicitura Senatore Cappelli in etichetta ci fosse il vero seme certificato la ditta sementiera dedicata avrebbe quintuplicato il fatturato.”) i Latini hanno proposto al mondo questa che Carla ha chiamato ‘pastificazione in purezza’. Visionari e pionieri apprezzati prima all’estero e poi in Italia. Parole forti e sicure come il piatto forte inventato da Paciaroni. Sembra quasi che il ritmo della serata sia stato concordato fra parole e cucina. Ma credo sia impossibile. Carlo, che conosco bene, parla a braccio. Ma Paolo lo segue e accompagna con intuizione affettuosa.  Il invita i commensali a giocare con il gelato e l’agnello. Abbinamento assolutamente riuscito e buonissimo. Da ripetere. Con il Cosciotto beviamo Ciacco da Colmone DOC, un blend Montepulciano/Sangiovese. Come per il gelato di alici, abbinamento perfetto.

Cosciotto d’Agnello dei Sibillini, sfoglia di mela e pane, gelato all’alici, scarola e lime Paolo Paciaroni Borgo Lanciano

Al tavolo con noi c’è l’amica giornalista Agnese Testadiferro del Corriere Adriatico. Piacevole e intelligente compagnia.

Agnese Testadiferro Paolo Paciaroni Carla Latini Borgo Lanciano

Un applauso forte accoglie Paciaroni e la sua brigata. Siete stati tutti straordinari.

Lo staff della serata di Borgo Lanciano

Chiedo venia perché non ho fatto in tempo a fotografare il dolce… me lo sono mangiato subito!

Kruger Agostinelli Borgo Lanciano

 

 

 

La notte del Podere Casanova Montepulciano allo Zodiaco con Rumba de Mar

in Mangiare e bere/Podere Casanova Montepulciano da

I meravigliosi vini del Podere Casanova Montepulciano protagonisti, insieme ai Rumba de Mar nell’incantevole scenario di Roma de Lo Zodiaco.  La notte dei Casanova, si chiama così la cena spettacolo che si terrà sabato 24 febbraio 2018 dalle ore 20.30 in poi. Tutti ingredienti di altissima qualità per una notte indimenticabile sotto il segno del fascino, del divertimento e della golosità. Ecco gli ingredienti della serata:

CUCINA che vanta una storicità invidiabile dagli anni ‘50, oltre al suo panorama mozzafiato ed unico. Una cucina convicente fra gusto moderno, attento alla materia prima e la tipicità della tradizione.

VINI del Podere Casanova di Montepulciano dove la tradizione toscana, precisamente senese, non si racconta con le parole ma si assapora. Grazie alle viti di sangiovese, merlot, petit verdot, cabernet sauvignon che vengono vendemmiate, in maniera rigorosamente manuale, per poi riposare in cantina per la vinificazione, rispettando le tradizioni enologiche di questi luoghi. Sulla tavola si alterneranno il Rosso di Montepulciano, il Nobile di Montepulciano e il nuovo nato Irripetibile.

MUSICA con il gruppo, anzi supergruppo, considerato il numero uno nelle feste delle notti italiane più prestigiose. Rumba de Mar ovvero un tappeto di suoni conditi di influenze etniche che si combinano magicamente con ritmi partenopei, arabeggianti, gitani e pure maghrebini. Capitanati da Alberto Laurenti, leader e musicista di enorme talento. Ha collaborato con Renato Zero, Tiromancino, Gabriella Ferri, Roberto Murolo e più di tutti con Franco Califano. Proprio con quest’ultimo ha composto una delle canzoni più belle della musica leggera italiana, “Un tempo piccolo”.

DOVE Un luogo unico in Italia, che domina Roma in tutto il suo splendore dalla cima di Monte Mario, a 140 metri di altezza e da cui si può ammirare una vasta fetta della capitale, che va dai castelli romani al centro storico.

Info 06 3549 6744

Ristorante Lo Zodiaco Viale del Parco Mellini, 88/92 (Monte Mario) Roma

Chef Andrea Stagnetta, ritorno alle origini. Omaggio alla Sicilia di Nonno Calogero

in Mangiare e bere da

Il ristorante il Focolare di Roma presenta un originale rassegna culinaria 2018. Appuntamento periodico con le cucine regionali, che il nostro chef Andrea Stagnetta rivisiterà tra tradizione e innovazione proprio per riscoprire sapori dimenticati della nostra splendida Italia. Per l’esordio, di lunedì 19 febbraio 2018, ha voluto rendere omaggio alle radici siciliane, in memoria di Calogero, fondatore del ristorante il Focolare. Un viaggio emozionante di sapori che arrivano da Piazza Armerina, dove comincia questa fantastica storia da ristoratori.
LUNEDÌ 19 FEBBRAIO
RISTORANTE IL FOCOLARE DAL 1945
Via Gabriele Rossetti 40
“UN PO’ D’AFRICA IN SICILIA”

MENU’

Arancini di riso con ragù, piselli, zafferano e caciocavallo
Cous cous vegetale all’arancio servito con guazzetto di gallinella e mazzancolle
Calamaretti saltati con carciofi serviti su crema di melanzane affumicate
Kebab di tonno rosso scottato al sesamo e cipolline in agrodolce
Sarde ripiene alla messinese con pizzaiola tunisina

Timballo di zita con melanzane e ricotta salata
Linguine alle alici con mollica croccante al pomodoro secco

Orata agli agrumi di Sicilia con insalatina croccante al profumo di curry

Crumble di mele e mandorle alla cannella servito con cioccolata calda di Modica

Vino bianco regionale

€ 35 a persona

Per info e prenotazioni ilfocolareristorante@yahoo.it
06 5818395
06 5894332
Il menù sarà modulato a degustazione
L’inizio della serata sarà alle 20,30
Il menù potrebbe subire delle leggere variazioni secondo disponibilità del pesce fresco

RISTORANTE IL FOCOLARE Via Gabriele Rossetti, 40 Roma (Monteverde)

Paolo Paciaroni porta le Marche alla seconda stagione di Cuochi d’Italia su TV8

in Carla Latini/Mangiare e bere da

Un gioco, una gara nuova e intelligente che vede a confronto, attraverso i cuochi che le rappresentano, tutte le regioni italiane, le ricette della tradizione e i prodotti storici. Il programma è condotto da Alessandro Borghese insieme a i due cuochi stellati Gennaro Esposito(Vico Equense)  e Cristiano Tomei (Lucca). Come annuncia il titolo, per le Marche è stato selezionato il nostro Paolo Paciaroni. Nato a San Severino Marche, classe 1979, è diventato cuoco per amore. Prima vicino casa, a Tolentino poi, spinto dal desiderio di crescere e di nuove sfide, ha lavorato in Alta Badia, nel grossetano e al celebre Casta Diva di Blevio con la conduzione di Gennaro Esposito. Arricchito da tutte queste esperienze è rientrato, felice, nella sua amata terra di cui non ha mai dimenticato prodotti e tradizioni. Paolo Paciaroni, oggi, è l’excetuve chef del bellissimo ristorante i Due Angeli sito all’interno del Relais Benessere Borgo Lanciano a Castelraimondo. Qui, nel verde delle morbide colline, ammaliati dalla serenità che questo luogo trasmette, potrete assaggiare i suoi. Intanto ‘tutti in piedi sul divano’ a fare il tifo per lui! Mi raccomando, tutti i giorni, dalle 19 e 40 su TV8 del digitale terrestre.

Carla Latini

‘Cuochi per caso’ dalla mia parte, il racconto di Carla Latini

in foto/Mangiare e bere da

Ci sono persone che si conoscono fin da bambini, come io e Kruger, e rimangono legati perché? Boh? Legati anche solo da una telefonata ogni tanto e un confronto ‘calorifero’ o ‘ghiacciato’. Dipende dall’argomento. Come dice Victoire, una delle cuoche per caso, gli amici si scelgono e gli amici con cui ti commuovi sono veramente pochi. Cuochi per caso è nato così. Da me e Mara Palanca, la mente femminile, e scusate se è poco, di Amaranto’s a Castelfidardo. Antonio Di Guglielmo, suo marito patron del locale, si è entusiasmato subito. Sono una coppia teneramente assortita e ben distinta. Adorabile. Coinvolgere Victoire che ha già mangiato i loro piatti con me e Carlo è stato come giocare in casa. Subito si. Coinvolgere Paolo Paciaroni e Maurizio Digiuni era ovvio. Perché Maurizio è già stato coinvolto da Mara e Antonio in gara per il brodetto più buono dell’Adriatico. Perché Paolo è coinvolto ‘socialmente parlando’. Ovvero sui social.
A metter tutti insieme in cucina è stata Mara con la sua gentile fermezza, con la sua decisione caramellata.

Si chiama Cuochi per caso perché l’idea è nata per caso nelle teste, mia e di Mara. Sviluppata, allargata, divulgata. Il nome è rimasto intatto.
Siamo ‘Cuochi per caso’ e così rimarremo. Quella del 4 Dicembre è stata la puntata zero. Una sorta di prova generale. Direi ben riuscita in sala. Ma venite con me a divertirvi dietro le quinte. Cioè in cucina. Mio marito Carlo racconta sempre della sua ratatouille di zucchine, melanzane e cipolla con sgombro sfumato con il Verdicchio. Ci vuole condire le sue Rosselle. Viene affidato al padrone di casa, Antonio, che con la sua pazienza sensibile e ricettiva comprende cosa cavolo intende Carlo e lo mette a sfilettare gli sgombri. Dopo un attimo Carlo scompare. Sigaretta? A noi mortali che componiamo Rosselle con baccalà mantecato (grazie Paolo Paciaroni) e con cime di rape e Casciotta di Urbino (grazie Mara e Paolo Cesaretti) non ci è dato di sapere e va bene ugualmente. Indosso, va bene  se scrivo così?, la pannella o parnanzetta che mi ha regalato Paolo e il cappello da cuoca che mi ha dato Mara, e mi faccio foto professionali mentre capisco, con Antonio, come si apre il forno.

Fatte le mie cose mi offro volontaria per le altre preparazioni. In verità nessuno mi vuole ma non lo fa capire. Mi rendo conto che non sono utile. Ma sono, simpaticamente, d’intralcio. Antonio e Paolo mi forniscono di ‘cucchiaino e forchettina d’assaggio’. E faccio l’assaggiatrice curiosa. Decidiamo insieme che il condimento per gli spaghetti Cappelli cacio, pepe, cozze e zafferano di Maurizio è leggermente troppo salato e i ‘Cuochi per caso’ rimediano con classe. Assaggio la panzanella con pannocchie cotte e crude con limone candito e stracchino di Paolo Paciaroni coinvolgendo Paolo Cesaretti che ha portato la casciotta di Urbino per le mie Rosselle e lo stracchino per Paciaroni.
Piace, a Cesaretti. Piace a tutti.

E’ arrivato il momento di allestire il buffet di benvenuto mentre Nicola, fratello di Antonio nonché maitre e sommelier, stappa le bollicine della Cantina Conte Leopardi. Il tavolo si affolla di Rosselle e di Trucioli impanati e fritti di mais e di cacao con sgombro affumicato e salsa di erba cipollina. E’ in questo momento che si materializza, di nuovo, mio marito Carlo. Sorride infreddolito e accompagna, galante, mia mamma Marisa e sua mamma Maria. Ammazza che donne le nonne! Ci raggiunge anche Michele, nostro figlio, e la famiglia Latini è, quasi, riunita. La cena comincia piacevole e ha il suo apice d’ascolto con il collegamento via skype dal Monte Rosa. Dal Mirtillo Rosso ci saluta e interagisce con noi Victoire Goulobi. Tralascia Top Chef e la sua avventura televisiva per catturare la nostra attenzione sulla sua città natale africana Brazeville e sulla sua ultima visita. Dirige la sala, senza farsi notare, ma si nota, Mara coadiuvata da Lorena Bramucci.

Il piatto ‘forte’ di Antonio, dopo Maurizio, mette tutti a ragionare: merluzzo salato da noi con fondente di patate, amatriciana di pomodori invernali, tè nero affumicato, oliva orbetana, perle di rosmarino. Un ragionamento che soccombe al gusto e alla passione. Bravo Antonio. I dessert di Mara sono tre in un piatto unico molto fashion che si chiama ‘collezione autunno-inverno’: cheese cake ai cachi con salsa al rum, mini strudel di mele cotogne con salsa al melograno, dolcetto alle castagne con crumbre di rosselle.

Finale con foto di gruppo, applausi di rito e tutta la brigata in sala. Ad un certo punto mi vogliono dare un regalo. Un quadro quadrato firmato dall’artista Patrizio Moscardelli.
Un campo azzurro/cielo con 25 spighe alte e biondo cenere. I 25 anni di spaghetti Cappelli continuano i festeggiamenti. Alla prossima Cuochi per caso. Non lo dite a nessuno ma, fuori, c’è già la fila. Per cucinare con noi e diventare un cuoco o una cuoca per caso.

Carla Latini

qui tutte le foto dell’evento

 

Stoccafissando 2017, tanti auguri Accademia

in Mangiare e bere/Stoccafissando da

L’Accademia dello stoccafisso all’anconitana ha compiuto vent’anni. Ogni anno il gioco si ripete e si chiama ‘stoccafissando’. Ogni anno diverso. Ma la festa dei vent’anni ha stupito tutti. Me per prima. Poche autocelebrazioni di rito. Parole usate con il contagocce perché, come ha detto il presidente Giuseppe Pandolfi, visibilmente emozionato: “Lascio la parola all’amore. Alla storia d’amore che vogliamo credere sia esistita e che noi, come Accademia, continuiamo a raccontare.” Il principe Stoccafisso venuto dai mari del Nord Europa a cercare la sua Dama si innamora di Madame Oliva Marchigiana. Ella si scioglie al calore di questo amore sincero e chiama a raccolta i suoi amici di sempre Madame Patata e Monsieur Pomodoro, le damigelle erbette aromatiche, Monsieur Sedano e Monsieur Rosmarino e infine Madame Cipolla. Brindano a Verdicchio. Bella no? Gilberto Graziosi, segretario dell’Accademia, ricorda i fondatori del 1997: Aldo Roscioni, Gilberto Compagnucci e tanti altri. La Festa, con la F maiuscola, si svolge nel rinnovato salone, appunto delle feste, dell’Hotel La Fonte di Portonovo al cospetto di 310 e forse più ospiti felici. Con la partecipazione di: 11 cuochi e i loro staff, un gelatiere cioccolatiere, sponsor eccellenti come Fazi Battaglia e Varnelli, il Joy Caffè di Ancona, il panificio Lucci e il Forno Dorico.
Il menu gira tutto intorno a lui, il nobile stoccafisso, ai prodotti del territorio anconetano e del mare della baia. Il cui profumo si sprigiona attraverso i paccasassi. Presenti nel baccalà mantecato del cuoco dell’Accademia Andrea Manfredi. Un piatto complesso molto gradito dal mio tavolo. In queste occasioni non sai mai con chi capiti e trovo sempre interessante seguire come lentamente il buon vino ed il buon cibo, come accaduto all’oliva di cui sopra, sciolgano gli animi e rendano tutti molto ben disposti al confronto. Il primo antipasto piace a tutti all’unanimità. Non è una gara ma all’arrivo delle varie versioni della stessa ricetta del pesce stocco codificata lo diventa e divide i suoi fans. Divide, appunto, il piatto che segue: carpaccio di pesce stocco con fico al verdicchio sapa scorzone estivo ai profumi del mare. Forse troppi sapori? Forse troppe due teste a pensarlo? Conosco molto bene la mano di Elis Marchetti ma non conosco il cuoco delle DegOsteria. Quindi mi complimento per il coraggio. Sempre il mare, con il colore delle onde che bagnano la riva, nel piatto del Ginevra Restaurant del SeePort Hotel: seppia a Portonovo, il mare, la spiaggia coi sassi e paccasassi (rieccoli!). Se prima il tavolo è diviso ora si sgretola come la spiaggia coi sassi di questo piatto. Nella mia lunga esperienza ho imparato a non giudicare mai un cuoco durante un evento per più di 300 persone. Per cui ascolto i commenti in silenzio. Qualcuno sospira di sollievo quando, creato dal Fortino Napolenico, arriva il vincistocco. Strati sottili di lasagnetta e patate con ragù di stoccafisso da mangiare accompagnando i bocconi con una solida besciamella accanto. Bell’idea. Il vincistocco è divorato anche da chi, come il direttore Kruger che sta accanto a me, non ama le lasagne in genere. Fabio Fiatti chiude i primi con delle buonissime mezzeluna di patate ripiene di stoccafisso in bianco condite in rosso. Finalmente arriva il tanto desiderato momento gaudente: le ricette codificate del pesce stocco all’anconitana interpretate da: Gino & Stockfish, Trattoria Carotti, Excelsior La Fonte, La Cantinetta del Conero, il Giardino. I piatti vengono poggiati tutti in tavola e vengono fatti girare. Il mio tavolo ha decretato vincitore all’unanimità Gino a seguire subito dopo la Trattoria Carotti. Parimerito per gli altri. Sembra un gioco? Se eravate seduti al mio tavolo avreste pensato, come me, che non lo è.
Per fortuna il gelato di Paolo Brunelli, sempre una garanzia, fredda gli animi bollenti (sto scherzando?).
E’ uno zabaglione al vino cotto con gelato alla mandorla dalla Val di Noto, pecorino dei Monti Sibillini e tartufino ‘menododici’. Turchetto al Varnelli, foto e targhe ricordo, baci abbracci e affettuosi ‘ci vediamo’ chiudono questa bellissima serata. Grazie Accademia! E tanti auguri ancora!

Carla Latini

QUI LE FOTO DELL’EVENTO

Federico II, verdicchio dei Castelli di Jesi prodotto da Montecappone Proprietari Viticoltori Mirizzi

in Mangiare e bere/Vini di Montecappone da

Federico II AD 1194, è un verdicchio dei castelli di Jesi classico superiore ed assume un posto di assoluto rilievo all’interno della produzione dell’azienda Montecappone Proprietari Viticoltori Mirizzi. Esso rappresenta il secondo vino da uve verdicchio più importante dopo il pluripremiato Utopia Castelli di Jesi verdicchio riserva.

Federico II viene prodotto eseguendo un blend di vini che derivano dalle migliori uve di proprietà situate in collina in aree vocate per la viticultura ad altitudini medie di 300 msl. Il sistema di potatura è a guyot con una resa di 110 q.li per ettaro. Queste uve vengono vinificate in bianco con la tecnica della riduzione dall’ossigeno ed iniezione di ghiaccio secco in pigiadiraspatura per evitare ossidazioni precoci con perdita di aromi. La fermentazione avviene senza l’aggiunta di lieviti selezionati ed a temperatura controllata per il massimo rispetto della tipicità.

Dalla vendemmia 2016, il vino raddoppia il suo affinamento che si svolge ora, per 10 lunghi mesi sui propri lieviti ed altri 3/5 mesi in bottiglia prima di essere commercializzato. Questa procedura e’ tipica dei vini che hanno grandi ambizioni. La bontà e l’eleganza di Federico II, sono palesi all’assaggio immediato ma, cosa unica nel panorama nazionale, ha una durata di vita utile dal punto di vista della piacevolezza, di 10 anni ed oltre.

Giallo paglierino con riflessi verdi alla vista. All’olfatto evidente clorofilla, anice ed un accenno di ginestra destinato ad aumentare col tempo. Il sorso è morbido e caldo ma sempre in equilibrio con l’acidità. Esce lasciando in bocca il tipico gusto di mandorla secca.

Accompagna bene tutti i primi piatti con salse rosse e bianche ma è con i secondi di pesce che si esalta, resta comunque un ottimo abbinamento con il coniglio in porchetta. Decisamente un vino per palati raffinati dove i più grandi esperti trovano molte analogie con i vini bianchi più prestigiosi ed esclusivi al mondo.

Potete visitare l’azienda, con annesso punto vendita, a Jesi in via Colle Olivo, 2, poco distante dall’uscita Jesi Ovest della ss 76. Info: 0731 205 761
Sul web il sito ufficiale è www.montecappone.it

La cucina italiana come patrimonio dell’umanità, dal Casentino parte la candidatura all’Unesco

in Capolavori a Tavola/Mangiare e bere da

Un evento che da domenica 18 a martedì 20 giugno riunirà professionisti da tutto il mondo per celebrare la cucina italiana tradizionale e le produzioni enogastronomiche di qualità, riunendo la sesta edizione dell’Italian Cuisine In The World Forum alla sedicesima edizione di Capolavori a Tavola ideato e realizzato da Simone Fracassi, popolare macellaio di Rassina.

Tre giorni ricchi di appuntamenti che si svilupperanno da Rassina a Bibbiena, dal Castello di Poppi alle terme di Stia. Per concludersi nell’incantevole cornice di Borgo Corsignano dove in occasione dei novant’anni della macelleria Fracassi si riuniranno per l’occasione venticinque chef stellati, associazioni di cuochi e artigiani del gusto provenienti da ogni zona d’Italia per incontrare tutti gli amanti della buona cucina.

I tre giorni dell’Italian Cuisine In The World Forum saranno caratterizzati da un ricco programma che prevede iniziative dislocate lungo tutta la vallata: dal mercato dei migliori artigiani del food italiano a Rassina agli stand dedicati a pizza e pasta a Bibbiena, dalle degustazioni di vino al castello di Poppi a “Capolavori a Tavola” a Borgo Corsignano, arrivando fino al congresso di presentazione della candidatura all’Unesco in programma a Stia.

“Il riconoscimento della cucina italiana nel mondo parte dal Casentino – commenta con orgoglio Fracassi, tra i principali promotori dell’iniziativa. – Queste tre giornate rappresenteranno l’occasione per riunire centinaia di chef e per presentare la nascita della fondazione Italian Cuisine in The World che si occuperà di proporre all’Unesco il riconoscimento della cucina italiana nel mondo come patrimonio immateriale. L’obiettivo della candidatura e della fondazione è di sostenere, diffondere e promuovere la cultura enogastronomica all’estero, rinforzando la collaborazione tra tanti professionisti e valorizzandone l’autenticità legata alle tradizioni e ai territori”.

Il Casentino del resto è emblema delle tante aree rurali e periferiche d’Italia dove sono ancora visibili i processi che hanno modellato la cucina della tradizione enogastronomica che si è poi diffusa nel mondo, motivando così la scelta della vallata come base da cui far partire questa candidatura. Il momento per presentare il progetto sarà martedì 20 giugno, a Stia, con il congresso degli ambasciatori della cucina italiana nel mondo, un network nato nel 2012 che conta più di 2.500 professionisti nella ristorazione; solo per l’occasione arriveranno in Casentino cento chef provenienti da settanta Paesi di cinque continenti. La grande conclusione sarà la sera “Capolavori a Tavola” che rappresenterà l’esaltazione concreta di questo progetto, configurando un vero e proprio galà enogastronomico dove assaggiare i prodotti e i piatti da tutte le regioni.

Capolavori a Tavola 2017 - Programma Italian Cuisine in the World Forum
Domenica 18 giugno 2017
Orario: 17:00-22:00 – Piazza Mazzini RASSINA – CASTEL FOCOGNANO (AR)
Evento : MAESTRI DEL SAPORE – Tradeshow / aperto al pubblico
Oltre cinquanta produttori di eccellenze e prodotti agroalimentari di nicchia italiani esporranno i loro prodotti a ristoratori e chef che vengono dai cinque continenti. Possibilità di acquisto ed assaggi. (Ingresso libero)

Orario: 20:00-24:00 – Piazza Tarlati, BIBBIENA (AR)
Evento: PASTA & PIZZA MONDIALI – REGINE DI CUOCHI
Un tributo speciale alle espressioni più conosciute della cucina italiana nel mondo. Una cucina Teatro della Pasta (secca) di qualità interpretata da grandi cuochi che lavorano in Italia o venuti da tutto il mondo. Tre Postazioni Live Pizzeria: Gourmet, Napoletana e Alla pala preparate da grandi pizzaioli che lavorano in Italia all’estero. (Aperto al pubblico)

Lunedi 19 giugno 2017
Orario: 10:00-13:00 – Castello dei Conti Guidi a Poppi – Piazza della Repubblica
Evento: UNITED NATIONS BY ITALIAN WINES DEGUSTAZIONE VINI
Degustazioni guidate e assaggi dei vini di alcune delle più significative cantine italiane. (Su prenotazione – biglietto d’ingresso al Castello a pagamento)

Orario: 13:00-15:00 Castello dei Conti Guidi a Poppi – Piazza della Repubblica
Evento: PRANZO DELLA TRADIZIONE TOSCANA
Un tributo al patrimonio culturale gastronomico italiano e alla sua enologia. A cura della sezione di Arezzo della Federazione Italiana Cuochi (al momento campione nazionale FIC) che preparerà i piatti della tradizione culinaria con i migliori prodotti del territorio. Riservato ai delegati ed agli ospiti.

Orario: 17:00-22:00
Piazza Mazzini RASSINA – CASTEL FOCOGNANO (AR)
Evento : MAESTRI DEL SAPORE – Tradeshow / aperto al pubblico
Cinquanta produttori di eccellenze e prodotti agroalimentari di nicchia italiani esporranno i loro prodotti a ristoratori e chef che vengono dai cinque continenti. media, operatori ed a un pubblico di food lover da tutta Italia. Sullo stage centrale giornalisti e pubblico intervistano i produttori. (Ingresso libero)

Orario: 20:00-24:00 – Piazza Tarlati, BIBBIENA (AR)
Evento: PASTA & PIZZA MONDIALI – REGINE DI CUOCHI
Un tributo speciale alle espressioni più conosciute della cucina italiana nel mondo. Una cucina Teatro della Pasta (secca) di qualità interpretata da grandi cuochi che lavorano in Italia o venuti da tutto il mondo. Tre Postazioni Live Pizzeria: Gourmet, Napoletana e Alla pala preparate da grandi pizzaioli che lavorano in Italia all’estero. (Aperto al pubblico)

Martedi 20 Giugno 2017
Orario: 10:30 – TERME STIA (AR)
Evento: PRESENTAZIONE DEL PROGETTO PER IL RICONOSCIMENTO UNESCO DELLA CUCINA ITALIANA FUORI DALL’ITALIA COME PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UMANITA’ E DELL’ASSOCIAZIONE PER LA CUCINA ITALIANA NEL MONDO (ICW)
L’Associazione è il primo passo verso la costituzione di una Fondazione che si occupi della presentazione e protezione della cultura enogastronomica italiana nel mondo, dei suoi valori universali, della storia e dell’economia che ha generato. La Fondazione dovrebbe avere un ruolo di leadership nel bid per il riconoscimento Unesco. (Riservato ai delegati ed ospiti)

Orario: 11:00-13:30 – TERME STIA (AR)
Evento: ASSEMBLEA PLENARIA DEL FORUM PRODOTTI DELL’ECCELLENZA ENOGASTRONOMICA ITALIANA SUI MERCATI ESTERI. QUALE FUTURO?
All’Assemblea parteciperanno i delegati del Forum provenienti da oltre 50 paesi, una nutrita rappresentanza di grandi cuochi italiani, produttori di eccellenze gastronomiche, giornalisti italiani e operatori dell’agroalimentare. (Riservata ai delegati ed agli ospiti)

Orario: 13:30-14:30 – TERME STIA (AR)
Evento: PRANZO CON PRODOTTI DEGLI AGRICOLTORI BIOLOGICI DEL PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINES. (Riservato ai delegati ed agli ospiti)

Orario: 19:00 – 23.00 – Borgo Corsignano – POPPI (AR)
Evento: CAPOLAVORI A TAVOLA – XVI edizione 90 anni Macelleria Fracassi
Nella pittoresca location di Borgo Corsignano si terrà l’ormai tradizionale kermesse enogastronomica organizzata per beneficenza da Simone Fracassi. Quella di quest’anno sarà un’edizione speciale perché celebrerà anche i 90 anni della MacelleriaFracassi, un emblema delle tradizioni artigianali conclusivo del Forum. Saranno presenti quaranta postazioni di eccellenza agroalimentare italiana e alcuni dei cuochi più rappresentativi della cucina italiana contemporanea, in Italia e all’estero. Vini di grandi cantine. (Su prenotazione – costo 100 euro)

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