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Mangiare e bere

Paolo Paciaroni porta le Marche alla seconda stagione di Cuochi d’Italia su TV8

in Carla Latini/Mangiare e bere da

Un gioco, una gara nuova e intelligente che vede a confronto, attraverso i cuochi che le rappresentano, tutte le regioni italiane, le ricette della tradizione e i prodotti storici. Il programma è condotto da Alessandro Borghese insieme a i due cuochi stellati Gennaro Esposito(Vico Equense)  e Cristiano Tomei (Lucca). Come annuncia il titolo, per le Marche è stato selezionato il nostro Paolo Paciaroni. Nato a San Severino Marche, classe 1979, è diventato cuoco per amore. Prima vicino casa, a Tolentino poi, spinto dal desiderio di crescere e di nuove sfide, ha lavorato in Alta Badia, nel grossetano e al celebre Casta Diva di Blevio con la conduzione di Gennaro Esposito. Arricchito da tutte queste esperienze è rientrato, felice, nella sua amata terra di cui non ha mai dimenticato prodotti e tradizioni. Paolo Paciaroni, oggi, è l’excetuve chef del bellissimo ristorante i Due Angeli sito all’interno del Relais Benessere Borgo Lanciano a Castelraimondo. Qui, nel verde delle morbide colline, ammaliati dalla serenità che questo luogo trasmette, potrete assaggiare i suoi. Intanto ‘tutti in piedi sul divano’ a fare il tifo per lui! Mi raccomando, tutti i giorni, dalle 19 e 40 su TV8 del digitale terrestre.

Carla Latini

‘Cuochi per caso’ dalla mia parte, il racconto di Carla Latini

in foto/Mangiare e bere da

Ci sono persone che si conoscono fin da bambini, come io e Kruger, e rimangono legati perché? Boh? Legati anche solo da una telefonata ogni tanto e un confronto ‘calorifero’ o ‘ghiacciato’. Dipende dall’argomento. Come dice Victoire, una delle cuoche per caso, gli amici si scelgono e gli amici con cui ti commuovi sono veramente pochi. Cuochi per caso è nato così. Da me e Mara Palanca, la mente femminile, e scusate se è poco, di Amaranto’s a Castelfidardo. Antonio Di Guglielmo, suo marito patron del locale, si è entusiasmato subito. Sono una coppia teneramente assortita e ben distinta. Adorabile. Coinvolgere Victoire che ha già mangiato i loro piatti con me e Carlo è stato come giocare in casa. Subito si. Coinvolgere Paolo Paciaroni e Maurizio Digiuni era ovvio. Perché Maurizio è già stato coinvolto da Mara e Antonio in gara per il brodetto più buono dell’Adriatico. Perché Paolo è coinvolto ‘socialmente parlando’. Ovvero sui social.
A metter tutti insieme in cucina è stata Mara con la sua gentile fermezza, con la sua decisione caramellata.

Si chiama Cuochi per caso perché l’idea è nata per caso nelle teste, mia e di Mara. Sviluppata, allargata, divulgata. Il nome è rimasto intatto.
Siamo ‘Cuochi per caso’ e così rimarremo. Quella del 4 Dicembre è stata la puntata zero. Una sorta di prova generale. Direi ben riuscita in sala. Ma venite con me a divertirvi dietro le quinte. Cioè in cucina. Mio marito Carlo racconta sempre della sua ratatouille di zucchine, melanzane e cipolla con sgombro sfumato con il Verdicchio. Ci vuole condire le sue Rosselle. Viene affidato al padrone di casa, Antonio, che con la sua pazienza sensibile e ricettiva comprende cosa cavolo intende Carlo e lo mette a sfilettare gli sgombri. Dopo un attimo Carlo scompare. Sigaretta? A noi mortali che componiamo Rosselle con baccalà mantecato (grazie Paolo Paciaroni) e con cime di rape e Casciotta di Urbino (grazie Mara e Paolo Cesaretti) non ci è dato di sapere e va bene ugualmente. Indosso, va bene  se scrivo così?, la pannella o parnanzetta che mi ha regalato Paolo e il cappello da cuoca che mi ha dato Mara, e mi faccio foto professionali mentre capisco, con Antonio, come si apre il forno.

Fatte le mie cose mi offro volontaria per le altre preparazioni. In verità nessuno mi vuole ma non lo fa capire. Mi rendo conto che non sono utile. Ma sono, simpaticamente, d’intralcio. Antonio e Paolo mi forniscono di ‘cucchiaino e forchettina d’assaggio’. E faccio l’assaggiatrice curiosa. Decidiamo insieme che il condimento per gli spaghetti Cappelli cacio, pepe, cozze e zafferano di Maurizio è leggermente troppo salato e i ‘Cuochi per caso’ rimediano con classe. Assaggio la panzanella con pannocchie cotte e crude con limone candito e stracchino di Paolo Paciaroni coinvolgendo Paolo Cesaretti che ha portato la casciotta di Urbino per le mie Rosselle e lo stracchino per Paciaroni.
Piace, a Cesaretti. Piace a tutti.

E’ arrivato il momento di allestire il buffet di benvenuto mentre Nicola, fratello di Antonio nonché maitre e sommelier, stappa le bollicine della Cantina Conte Leopardi. Il tavolo si affolla di Rosselle e di Trucioli impanati e fritti di mais e di cacao con sgombro affumicato e salsa di erba cipollina. E’ in questo momento che si materializza, di nuovo, mio marito Carlo. Sorride infreddolito e accompagna, galante, mia mamma Marisa e sua mamma Maria. Ammazza che donne le nonne! Ci raggiunge anche Michele, nostro figlio, e la famiglia Latini è, quasi, riunita. La cena comincia piacevole e ha il suo apice d’ascolto con il collegamento via skype dal Monte Rosa. Dal Mirtillo Rosso ci saluta e interagisce con noi Victoire Goulobi. Tralascia Top Chef e la sua avventura televisiva per catturare la nostra attenzione sulla sua città natale africana Brazeville e sulla sua ultima visita. Dirige la sala, senza farsi notare, ma si nota, Mara coadiuvata da Lorena Bramucci.

Il piatto ‘forte’ di Antonio, dopo Maurizio, mette tutti a ragionare: merluzzo salato da noi con fondente di patate, amatriciana di pomodori invernali, tè nero affumicato, oliva orbetana, perle di rosmarino. Un ragionamento che soccombe al gusto e alla passione. Bravo Antonio. I dessert di Mara sono tre in un piatto unico molto fashion che si chiama ‘collezione autunno-inverno’: cheese cake ai cachi con salsa al rum, mini strudel di mele cotogne con salsa al melograno, dolcetto alle castagne con crumbre di rosselle.

Finale con foto di gruppo, applausi di rito e tutta la brigata in sala. Ad un certo punto mi vogliono dare un regalo. Un quadro quadrato firmato dall’artista Patrizio Moscardelli.
Un campo azzurro/cielo con 25 spighe alte e biondo cenere. I 25 anni di spaghetti Cappelli continuano i festeggiamenti. Alla prossima Cuochi per caso. Non lo dite a nessuno ma, fuori, c’è già la fila. Per cucinare con noi e diventare un cuoco o una cuoca per caso.

Carla Latini

qui tutte le foto dell’evento

 

Stoccafissando 2017, tanti auguri Accademia

in Mangiare e bere/Stoccafissando da

L’Accademia dello stoccafisso all’anconitana ha compiuto vent’anni. Ogni anno il gioco si ripete e si chiama ‘stoccafissando’. Ogni anno diverso. Ma la festa dei vent’anni ha stupito tutti. Me per prima. Poche autocelebrazioni di rito. Parole usate con il contagocce perché, come ha detto il presidente Giuseppe Pandolfi, visibilmente emozionato: “Lascio la parola all’amore. Alla storia d’amore che vogliamo credere sia esistita e che noi, come Accademia, continuiamo a raccontare.” Il principe Stoccafisso venuto dai mari del Nord Europa a cercare la sua Dama si innamora di Madame Oliva Marchigiana. Ella si scioglie al calore di questo amore sincero e chiama a raccolta i suoi amici di sempre Madame Patata e Monsieur Pomodoro, le damigelle erbette aromatiche, Monsieur Sedano e Monsieur Rosmarino e infine Madame Cipolla. Brindano a Verdicchio. Bella no? Gilberto Graziosi, segretario dell’Accademia, ricorda i fondatori del 1997: Aldo Roscioni, Gilberto Compagnucci e tanti altri. La Festa, con la F maiuscola, si svolge nel rinnovato salone, appunto delle feste, dell’Hotel La Fonte di Portonovo al cospetto di 310 e forse più ospiti felici. Con la partecipazione di: 11 cuochi e i loro staff, un gelatiere cioccolatiere, sponsor eccellenti come Fazi Battaglia e Varnelli, il Joy Caffè di Ancona, il panificio Lucci e il Forno Dorico.
Il menu gira tutto intorno a lui, il nobile stoccafisso, ai prodotti del territorio anconetano e del mare della baia. Il cui profumo si sprigiona attraverso i paccasassi. Presenti nel baccalà mantecato del cuoco dell’Accademia Andrea Manfredi. Un piatto complesso molto gradito dal mio tavolo. In queste occasioni non sai mai con chi capiti e trovo sempre interessante seguire come lentamente il buon vino ed il buon cibo, come accaduto all’oliva di cui sopra, sciolgano gli animi e rendano tutti molto ben disposti al confronto. Il primo antipasto piace a tutti all’unanimità. Non è una gara ma all’arrivo delle varie versioni della stessa ricetta del pesce stocco codificata lo diventa e divide i suoi fans. Divide, appunto, il piatto che segue: carpaccio di pesce stocco con fico al verdicchio sapa scorzone estivo ai profumi del mare. Forse troppi sapori? Forse troppe due teste a pensarlo? Conosco molto bene la mano di Elis Marchetti ma non conosco il cuoco delle DegOsteria. Quindi mi complimento per il coraggio. Sempre il mare, con il colore delle onde che bagnano la riva, nel piatto del Ginevra Restaurant del SeePort Hotel: seppia a Portonovo, il mare, la spiaggia coi sassi e paccasassi (rieccoli!). Se prima il tavolo è diviso ora si sgretola come la spiaggia coi sassi di questo piatto. Nella mia lunga esperienza ho imparato a non giudicare mai un cuoco durante un evento per più di 300 persone. Per cui ascolto i commenti in silenzio. Qualcuno sospira di sollievo quando, creato dal Fortino Napolenico, arriva il vincistocco. Strati sottili di lasagnetta e patate con ragù di stoccafisso da mangiare accompagnando i bocconi con una solida besciamella accanto. Bell’idea. Il vincistocco è divorato anche da chi, come il direttore Kruger che sta accanto a me, non ama le lasagne in genere. Fabio Fiatti chiude i primi con delle buonissime mezzeluna di patate ripiene di stoccafisso in bianco condite in rosso. Finalmente arriva il tanto desiderato momento gaudente: le ricette codificate del pesce stocco all’anconitana interpretate da: Gino & Stockfish, Trattoria Carotti, Excelsior La Fonte, La Cantinetta del Conero, il Giardino. I piatti vengono poggiati tutti in tavola e vengono fatti girare. Il mio tavolo ha decretato vincitore all’unanimità Gino a seguire subito dopo la Trattoria Carotti. Parimerito per gli altri. Sembra un gioco? Se eravate seduti al mio tavolo avreste pensato, come me, che non lo è.
Per fortuna il gelato di Paolo Brunelli, sempre una garanzia, fredda gli animi bollenti (sto scherzando?).
E’ uno zabaglione al vino cotto con gelato alla mandorla dalla Val di Noto, pecorino dei Monti Sibillini e tartufino ‘menododici’. Turchetto al Varnelli, foto e targhe ricordo, baci abbracci e affettuosi ‘ci vediamo’ chiudono questa bellissima serata. Grazie Accademia! E tanti auguri ancora!

Carla Latini

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Federico II, verdicchio dei Castelli di Jesi prodotto da Montecappone Proprietari Viticoltori Mirizzi

in Mangiare e bere/Vini di Montecappone da

Federico II AD 1194, è un verdicchio dei castelli di Jesi classico superiore ed assume un posto di assoluto rilievo all’interno della produzione dell’azienda Montecappone Proprietari Viticoltori Mirizzi. Esso rappresenta il secondo vino da uve verdicchio più importante dopo il pluripremiato Utopia Castelli di Jesi verdicchio riserva.

Federico II viene prodotto eseguendo un blend di vini che derivano dalle migliori uve di proprietà situate in collina in aree vocate per la viticultura ad altitudini medie di 300 msl. Il sistema di potatura è a guyot con una resa di 110 q.li per ettaro. Queste uve vengono vinificate in bianco con la tecnica della riduzione dall’ossigeno ed iniezione di ghiaccio secco in pigiadiraspatura per evitare ossidazioni precoci con perdita di aromi. La fermentazione avviene senza l’aggiunta di lieviti selezionati ed a temperatura controllata per il massimo rispetto della tipicità.

Dalla vendemmia 2016, il vino raddoppia il suo affinamento che si svolge ora, per 10 lunghi mesi sui propri lieviti ed altri 3/5 mesi in bottiglia prima di essere commercializzato. Questa procedura e’ tipica dei vini che hanno grandi ambizioni. La bontà e l’eleganza di Federico II, sono palesi all’assaggio immediato ma, cosa unica nel panorama nazionale, ha una durata di vita utile dal punto di vista della piacevolezza, di 10 anni ed oltre.

Giallo paglierino con riflessi verdi alla vista. All’olfatto evidente clorofilla, anice ed un accenno di ginestra destinato ad aumentare col tempo. Il sorso è morbido e caldo ma sempre in equilibrio con l’acidità. Esce lasciando in bocca il tipico gusto di mandorla secca.

Accompagna bene tutti i primi piatti con salse rosse e bianche ma è con i secondi di pesce che si esalta, resta comunque un ottimo abbinamento con il coniglio in porchetta. Decisamente un vino per palati raffinati dove i più grandi esperti trovano molte analogie con i vini bianchi più prestigiosi ed esclusivi al mondo.

Potete visitare l’azienda, con annesso punto vendita, a Jesi in via Colle Olivo, 2, poco distante dall’uscita Jesi Ovest della ss 76. Info: 0731 205 761
Sul web il sito ufficiale è www.montecappone.it

La cucina italiana come patrimonio dell’umanità, dal Casentino parte la candidatura all’Unesco

in Capolavori a Tavola/Mangiare e bere da

Un evento che da domenica 18 a martedì 20 giugno riunirà professionisti da tutto il mondo per celebrare la cucina italiana tradizionale e le produzioni enogastronomiche di qualità, riunendo la sesta edizione dell’Italian Cuisine In The World Forum alla sedicesima edizione di Capolavori a Tavola ideato e realizzato da Simone Fracassi, popolare macellaio di Rassina.

Tre giorni ricchi di appuntamenti che si svilupperanno da Rassina a Bibbiena, dal Castello di Poppi alle terme di Stia. Per concludersi nell’incantevole cornice di Borgo Corsignano dove in occasione dei novant’anni della macelleria Fracassi si riuniranno per l’occasione venticinque chef stellati, associazioni di cuochi e artigiani del gusto provenienti da ogni zona d’Italia per incontrare tutti gli amanti della buona cucina.

I tre giorni dell’Italian Cuisine In The World Forum saranno caratterizzati da un ricco programma che prevede iniziative dislocate lungo tutta la vallata: dal mercato dei migliori artigiani del food italiano a Rassina agli stand dedicati a pizza e pasta a Bibbiena, dalle degustazioni di vino al castello di Poppi a “Capolavori a Tavola” a Borgo Corsignano, arrivando fino al congresso di presentazione della candidatura all’Unesco in programma a Stia.

“Il riconoscimento della cucina italiana nel mondo parte dal Casentino – commenta con orgoglio Fracassi, tra i principali promotori dell’iniziativa. – Queste tre giornate rappresenteranno l’occasione per riunire centinaia di chef e per presentare la nascita della fondazione Italian Cuisine in The World che si occuperà di proporre all’Unesco il riconoscimento della cucina italiana nel mondo come patrimonio immateriale. L’obiettivo della candidatura e della fondazione è di sostenere, diffondere e promuovere la cultura enogastronomica all’estero, rinforzando la collaborazione tra tanti professionisti e valorizzandone l’autenticità legata alle tradizioni e ai territori”.

Il Casentino del resto è emblema delle tante aree rurali e periferiche d’Italia dove sono ancora visibili i processi che hanno modellato la cucina della tradizione enogastronomica che si è poi diffusa nel mondo, motivando così la scelta della vallata come base da cui far partire questa candidatura. Il momento per presentare il progetto sarà martedì 20 giugno, a Stia, con il congresso degli ambasciatori della cucina italiana nel mondo, un network nato nel 2012 che conta più di 2.500 professionisti nella ristorazione; solo per l’occasione arriveranno in Casentino cento chef provenienti da settanta Paesi di cinque continenti. La grande conclusione sarà la sera “Capolavori a Tavola” che rappresenterà l’esaltazione concreta di questo progetto, configurando un vero e proprio galà enogastronomico dove assaggiare i prodotti e i piatti da tutte le regioni.

Capolavori a Tavola 2017 - Programma Italian Cuisine in the World Forum
Domenica 18 giugno 2017
Orario: 17:00-22:00 – Piazza Mazzini RASSINA – CASTEL FOCOGNANO (AR)
Evento : MAESTRI DEL SAPORE – Tradeshow / aperto al pubblico
Oltre cinquanta produttori di eccellenze e prodotti agroalimentari di nicchia italiani esporranno i loro prodotti a ristoratori e chef che vengono dai cinque continenti. Possibilità di acquisto ed assaggi. (Ingresso libero)

Orario: 20:00-24:00 – Piazza Tarlati, BIBBIENA (AR)
Evento: PASTA & PIZZA MONDIALI – REGINE DI CUOCHI
Un tributo speciale alle espressioni più conosciute della cucina italiana nel mondo. Una cucina Teatro della Pasta (secca) di qualità interpretata da grandi cuochi che lavorano in Italia o venuti da tutto il mondo. Tre Postazioni Live Pizzeria: Gourmet, Napoletana e Alla pala preparate da grandi pizzaioli che lavorano in Italia all’estero. (Aperto al pubblico)

Lunedi 19 giugno 2017
Orario: 10:00-13:00 – Castello dei Conti Guidi a Poppi – Piazza della Repubblica
Evento: UNITED NATIONS BY ITALIAN WINES DEGUSTAZIONE VINI
Degustazioni guidate e assaggi dei vini di alcune delle più significative cantine italiane. (Su prenotazione – biglietto d’ingresso al Castello a pagamento)

Orario: 13:00-15:00 Castello dei Conti Guidi a Poppi – Piazza della Repubblica
Evento: PRANZO DELLA TRADIZIONE TOSCANA
Un tributo al patrimonio culturale gastronomico italiano e alla sua enologia. A cura della sezione di Arezzo della Federazione Italiana Cuochi (al momento campione nazionale FIC) che preparerà i piatti della tradizione culinaria con i migliori prodotti del territorio. Riservato ai delegati ed agli ospiti.

Orario: 17:00-22:00
Piazza Mazzini RASSINA – CASTEL FOCOGNANO (AR)
Evento : MAESTRI DEL SAPORE – Tradeshow / aperto al pubblico
Cinquanta produttori di eccellenze e prodotti agroalimentari di nicchia italiani esporranno i loro prodotti a ristoratori e chef che vengono dai cinque continenti. media, operatori ed a un pubblico di food lover da tutta Italia. Sullo stage centrale giornalisti e pubblico intervistano i produttori. (Ingresso libero)

Orario: 20:00-24:00 – Piazza Tarlati, BIBBIENA (AR)
Evento: PASTA & PIZZA MONDIALI – REGINE DI CUOCHI
Un tributo speciale alle espressioni più conosciute della cucina italiana nel mondo. Una cucina Teatro della Pasta (secca) di qualità interpretata da grandi cuochi che lavorano in Italia o venuti da tutto il mondo. Tre Postazioni Live Pizzeria: Gourmet, Napoletana e Alla pala preparate da grandi pizzaioli che lavorano in Italia all’estero. (Aperto al pubblico)

Martedi 20 Giugno 2017
Orario: 10:30 – TERME STIA (AR)
Evento: PRESENTAZIONE DEL PROGETTO PER IL RICONOSCIMENTO UNESCO DELLA CUCINA ITALIANA FUORI DALL’ITALIA COME PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UMANITA’ E DELL’ASSOCIAZIONE PER LA CUCINA ITALIANA NEL MONDO (ICW)
L’Associazione è il primo passo verso la costituzione di una Fondazione che si occupi della presentazione e protezione della cultura enogastronomica italiana nel mondo, dei suoi valori universali, della storia e dell’economia che ha generato. La Fondazione dovrebbe avere un ruolo di leadership nel bid per il riconoscimento Unesco. (Riservato ai delegati ed ospiti)

Orario: 11:00-13:30 – TERME STIA (AR)
Evento: ASSEMBLEA PLENARIA DEL FORUM PRODOTTI DELL’ECCELLENZA ENOGASTRONOMICA ITALIANA SUI MERCATI ESTERI. QUALE FUTURO?
All’Assemblea parteciperanno i delegati del Forum provenienti da oltre 50 paesi, una nutrita rappresentanza di grandi cuochi italiani, produttori di eccellenze gastronomiche, giornalisti italiani e operatori dell’agroalimentare. (Riservata ai delegati ed agli ospiti)

Orario: 13:30-14:30 – TERME STIA (AR)
Evento: PRANZO CON PRODOTTI DEGLI AGRICOLTORI BIOLOGICI DEL PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINES. (Riservato ai delegati ed agli ospiti)

Orario: 19:00 – 23.00 – Borgo Corsignano – POPPI (AR)
Evento: CAPOLAVORI A TAVOLA – XVI edizione 90 anni Macelleria Fracassi
Nella pittoresca location di Borgo Corsignano si terrà l’ormai tradizionale kermesse enogastronomica organizzata per beneficenza da Simone Fracassi. Quella di quest’anno sarà un’edizione speciale perché celebrerà anche i 90 anni della MacelleriaFracassi, un emblema delle tradizioni artigianali conclusivo del Forum. Saranno presenti quaranta postazioni di eccellenza agroalimentare italiana e alcuni dei cuochi più rappresentativi della cucina italiana contemporanea, in Italia e all’estero. Vini di grandi cantine. (Su prenotazione – costo 100 euro)

Vini di Montecappone a Esperienze di gusto. un evento dello Slow Food di Civitanova

in Mangiare e bere/Vini di Montecappone da

Vini di Montecappone protagonisti a Esperienze di Gusto con il titolo Cena di Pesce in abbinamento a dei gelati gastronomici con presidi Slow Food. Un evento dello Slow Food di Civitanova Marche, venerdì 9 giugno dalle ore 21.

Lo Chef Michele Zuczkowski, ci delizierà con un menù ricco di ottime materie prime , la cena sarà basata sul pescato fresco dell’Adriatico, il tutto rivisitato per rendere speciale questa serata . In abbinamento ad ogni portata avremo un gelato gastronomico, alcuni di essi a base di presidi Slow Food ,che il giovane e capace Nicola Paparini ( titolare della gelateria Basium ) creerà appositamente per l’occasione insieme a Claudio Baracchi ( cofondatore con Paparini di Alchemica gelato ), parteciperà alla serata Andrea Mecozzi di Fermento Cacao, potendo così assaporare anche dei prodotti da lui attentamente selezionati. Ci sarà poi Gianluca Mirizzi della Cantina Montecappone di Jesi che ci darà la possibilità di provare le loro ottime etichette che accompagneranno le varie portate della cena .

MENU:

Entrèe dello chef a sorpresa.

Antipasto:

– Panzanella con sgombro, basilico, pan brioche, burrata in abbinamento ad un gastronomico al pomodoro

– Alici marinate all’Anice di Castignano “ Presidio Slow Food “, composta di arance amare, cicoria in abbinamento ad un gastronomico all’olio extravergine di oliva

Primo:

– Gnocchetto di patate alla farina di canapa con Moscioli Selvatici di Portonovo “ Presidio Slow Food “, zucca , funghi in abbinamento ad un gastronomico al Pecorino dei Monti Sibillini “ Presidio Slow Food “

Secondo:

– Frittura dell’adriatico e pinzimonio in abbinamento con gastronomico alla maionese e gastronomico all’aceto balsamico di Modena

Dolce:

– Il Bosco incontra il Cioccolato
Vini di Montecappone . in abbinamento:

– Verdicchio Classico 2016 : 100% Verdicchio, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC
– La Breccia 2016 : 100% Sauvignon, Marche IGT
– Federico II 2015 : 100% Verdicchio, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC

Prenotazione obbligatoria: 346 1092 580

Ristorante FOODBOOK Lungomare Piermanni 8 Civitanova Marche (MC)

Cantine Aperte 2017, vini di Montecappone che spettacolo

in Mangiare e bere/Vini di Montecappone da

I Vini di Montecappone a Jesi propongono un calendario letteralmente spettacolare per Cantine Aperte 2017, giunta alla sua 25° edizione, sabato 27 e domenica 28 maggio.

Il patron Gianluca Mirizzi, da sempre molto attento alla promozione della pluripremiata azienda vinicola vuole rendere omaggio e divertire la sua clientela con un calendario di eventi che allieterà gli assaggiatori delle primizie delle etichette di Montecappone. Mattina, pomeriggio e il sabato pure la notte per unire il piacere di un buon bicchiere di vino alla possibilità di mangiare prodotti sfiziosi e soprattutto assistere a spettacoli di arte varia.

Dalle due giornate evidenziamo i seguenti eventi , nella giornata di sabato 27 maggio alle ore 17 ci sarà un’esibizione di danza storica in costume con l’associazione MARCHE ‘800, mentre dalle 21 alle 24 musica dal vivo con la favolosa Leo Maculan Band. Partner gastronomici dalle ore 10 alle 18 Salumi e Dintorni, mentre dalle 18 alle 24 Mezzometro on the roadRipieni d’Italia.

Domenica 28 maggio alle ore 12 Degustazione Verticale, Verdicchio riserva dal 2008 in poi, partecipazione su prenotazione. Nel pomeriggio la comicità di Lando e Dino con lo spettacolo “i Marchisciani” con due uscite alle ore 17 e alle ore 18. Come intermezzo alle 17.30 un défilé di moda mare della K&S Accessorized. Partner gastronomico della giornata Panfritt.

Questi gli orari di Cantine Aperte dell’azienda Montecappone, sabato dalle ore 9 a mezzanotte e domenica dalle 10 alle 19.30. Info 0731 205761.

MONTECAPPONE – VIA COLLE OLIVO, 2 – JESI (uscita Jesi Ovest per chi arriva dalla superstrada 76)

Lunedì sera a Portonovo, degustazione da Marcello

in Mangiare e bere/Vini di Montecappone da

QUI LE FOTO DELL’EVENTO

Lunedì sera, 22 maggio a Portonovo, degustazione dal Ristorante Marcello con Vini di Montecappone e pasta di Carla Latini.
Madame Rina, passerina e Monsieur Rino, pecorino saranno i Vini di Montecappone che accompagneranno gli spaghetti di Carla latini con i moscioli e le specialità del “mare” di Marcello Nicolini. Una degustazione a cui sarà possibile partecipare con la presenza sia di Carla e Marcello che di Gianluca Mirizzi. Il prezzo è di 25 euro, tutto compreso. Il ristorante Marcello si trova ad Ancona nella baia di Portonovo. Il ristorante Marcello è il posto ideale per gustare prelibati piatti a base di pesce sempre fresco.
Info e prenotazioni: 071 801 183

Desustazione Montecappone Marcello Portonovo

L’oroscopo della cucina di Maurizio Digiuni a FrittoMisto

in Mangiare e bere da

Due settimane due, intendo FrittoMisto, in cui Ascoli Piceno profuma di olive ascolane, cremini, fiori di zucca, pizza e chi più ne ha ne metta. Fanno capolino, nella splendida piazza, in mezzo a questi profumi conosciuti e intensi, artigiani che esprimono al meglio il territorio. Percorsi turistici cultural enogastronomici accoglienti. Extravergine locali, legumi, salumi e formaggi.
Il ‘gastrologo’ Maurizio Digiuni, gastrologo perché lega ogni sua ricetta ad un segno zodiacale, è stato invitato dal Consorzio della Casciotta di Urbino e da me ad esprimersi gastronomicamente sul tema .
Per non uscire ‘fuori tema’ si è inventato due piatti fritti. Nel delirio più totale di una fiera che poteva essere penalizzata dal freddo ventoso ma, per fortuna, la gente si è scaldata fra fumi e profumi di olio bollente, il nostro gastrologo ha intrattenuto il pubblico intervenuto all’evento.
Che è cominciato da due chiacchiere preliminari con Donatella Consolandi, Agorà Comunicazione, responsabile dello stand della Regione Marche (che ci ha ospitati). Continuato con il racconto dettagliato del percorso/filiera che termina con la Casciotta di Urbino, ben delineato da Paolo Cesaretti. Mentre un sommelier stappava e illustrava le peculiarità del Rosso Piceno Superiore scelto in abbinamento. Tutti protagonisti attivi e passivi in attesa delle leccornie di Maurizio Digiuni. Già annunciate. Tutti però non sapevano e non glielo abbiamo fatto sapere se non adesso attraverso le mie righe, cosa stava succedendo in cucina.
La cucina di fritto misto è un’astronave fatta da numerosi bollitori. Di acqua e di olio. E da un’enorme brigata di cuochi/cuoche e aiuti, ormai assuefatti dalle micro particelle dei fritti prodotti come in una catena di montaggio. In questa catena doveva inserirsi Maurizio. Anello mancante? Non direi proprio.
Ero con lui e posso garantire che alle sue note doti di chef ha unito un’inaspettata capacità di PR. Con gentilezza e fermezza ha imposto la sua presenta e preso possesso di due bollitori.
Mi sono trasformata in sous chef, l’ho fatto altre volte, e ho sbattuto la pastella. Primo piatto, poteva non essere così? La casciotta fritta con le fave (stagionale e locale come vuole Mauro Mario Mariani). Mentre Maurizio affettava i bastoncini il formaggio alti cuochi ‘gufanti’ intorno a lui dubitavano della riuscita di questo piatto. Prevedevano, sicuri, che la casciotta di sarebbe sciolta. Sono stati subito smentiti dalla vista e dall’assaggio di questi croccanti bastoncini filanti solo al primo morso. Nello stesso olio Maurizio poi ha versato le fave. Ora sono io a dubitare. Invece, successo clamoroso!
Attraversando la piazza come un vero cuoco da street food ecco il nostro arrivare nello stand. Occhi vogliosi e, quasi affamati, vista l’ora (sono le 19 e 30 circa) afferrano con le mani. Per Paolo Cesaretti è l’ennesima conferma della qualità del prodotto. Per tutti una piacevole sorpresa.
Il secondo piatto sarà ancora più sconvolgente. Perché mentre Maurizio friggeva il formaggio io cucinavo un formato di pasta che si chiama schiaffoni. Che sono stati scolati, freddati e fritti anche loro. A casa il nostro chef aveva preparato una crema di fave, menta e casciotta con l’aiuto di un po’ di latte. Anche in questa seconda performance c’è un piccolo colpo di scena. Maurizio frigge dei pomodorini. Che saranno abbinati agli schiaffoni e alla crema. Questo piatto viene composto nello stand come in una sorta di show cooking.
Fra i commenti degli ospiti che sono sempre più numerosi. Adesso però permettetemi di riavvolgere il nastro. Torniamo in cucina. Vi ho già detto che era freddo. Veramente freddo. Non sono riuscita mai a togliermi sciarpa e impermeabile. Aspirante cuoca befana ero lì in aiuto di Maurizio. Mi sono girata e ho visto il mio amico Federico Quaranta che mi guardava fra il divertito e lo stupito. “Puzzo di fritto” gli ho detto (molto originale!) e lui “Ma va?” E’ con l’inseparabile Tinto. “Cosa fai qui?” “ E tu cosa fai qui?” Così li ho portati con me nello stand e Paolo Cesaretti ha imbastito chiacchiere ‘pubbliche’ anche con loro. Come si è conclusa questa avventura fumante? Con due chili di schiaffoni cotti con le tre C di Mariani (Come Cristo Comanda) saltati in padella insieme alla crema di fave, menta e casciotta, pomodorini e fave fritte.
Fritti e felici siamo tornati a casa. Ah, quasi dimenticavo! La Casciotta fritta con fave è Scorpione.
Schiaffoni crema e pomodorini sono Vergine.

Carla Latini

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