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Mangiare e bere

Stoccafissando XXIII edizione a Portonovo

in Mangiare e bere/Stoccafissando da

L’Accademia dello Stoccafisso all’anconitana nasce nel 1997 dalla volontà dei soci fondatori Aldo Amleto Roscioni, Terenzio Montesi, Roberto Farroni e Gualberto Compagnucci  con lo scopo di mantenere viva e diffondere la ricetta tipica, da secoli tradizione nella città dorica. Fù infatti tra i primi porti a conoscere il merluzzo essiccato diffuso grazie a Pietro Querini che lo portò a Venezia dopo un tragico naufragio in Norvegia.

Tutti gli elementi codificati del piatto sono ricordi da tramandare e condividere. L’Accademia è un punto di riferimento importante per la vita sociale della città. Il 30 Ottobre scorso, al Ristorante La Fonte del Seebay Hotel a Portonovo, circa 200 persone sono accolte da un aperitivo di benvenuto brindando con le bollicine dell’Azienda Agraria degli Azzoni Avogadro Carradori di Montefano. Lo chef Claudio Api anticipa i giochi proponendo il suo stoccafisso sulla pizza. Gli chef Marco Cupido e Marco Ravaglia lo ‘nascondono’ dentro soffici bon bon. Gli ospiti girano fra le isole del mare, dei latticini e dei salumi con Co.Pe.Mo, Cooperlat Tre Valli e Salumificio del Conero. Si ringrazia il Consorzio della Baia di Portonovo sempre presente quando si tratta di tradizioni e territorio.

 Il Presidente, Pericle Truja, nella sala congressi, saluta e ringrazia gli ospiti e le autorità presenti. Dalla prima fila applaudono le associazioni:la Confraternita bacalà alla vicentina,con il Presidente Luciano Righi, l’ Accademia dello stoccafisso della Calabria con il Presidente Enzo Cannatà, gli Amici del Merlin Cocai con il Presidente Otello Fabris, l’Accademia dello stoccafisso alla fermana con il Presidente Saturnino Di Ruscio, i tre frati della Vulnerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati e Trym Eidem Gundersen, responsabile del Norvegian Seafood Council che garantisce l’origine norvegese dei prodotti ittici. Con loro il segretario dell’Accademia, Gilberto Graziosi.

 Racconta Truja che, per tenere alto l’interesse e rendere omaggio alla sua missione, organizzano incontri didattici, dibattiti e cene a tema dove lo stoccafisso rimane il punto focale con lo sguardo rivolto al mondo. I nuovi progetti per il 2020 riguardano i cambiamenti climatici che rischiano di compromettere anche la pesca del merluzzo intorno alle isole Lofoten in Norvegia  e si rivolgono, principalmente,ai giovani. Come coinvolgerli? Con serate create ad hoc, ricche di sane e intelligenti ‘contaminazioni’ come la prossima con gli Amici del Verdicchio dei Castelli di Jesi che si terrà il 26 novembre all’Osteria della Piazza. 

L’artista Francesco Paladino ha cantato i brani più belli della musica d’autore italiana e Grazia Balboni ha narrato, in musica e versi sulle note di Onda su Onda, la via italiana dello stoccafisso.

 Il conviviale di gala si apre con i maltagliati di Alberto Berardi saltati con baccalà ceci e cicerchia. Segue Elis Marchetti con il vialone nano mantecato al baccalà, ricci di mare e cavolo romanesco allo zenzero. Beviamo il Verdicchio base dell’Azienda Agricola Luca Cimarelli di Staffolo. A questo punto 4 locali anconetani celebrano la ricetta codificata dandone 4 versioni. In cucina c’è anche il mitico Odino Messi, memoria storica. Qual é il più buono? Quello di Gino, quello del Giardino, quello di Carotti, quello della Fonte? C’è ancora voglia di fare zuppetta con il pane artigianale di Lucci. Beviamo il Verdicchio Superiore di Luca Cimarelli. Per il dessert ecco il cedro napoletano a sorpresa di Endrio Severini della Gelateria la Golosa. Immancabile il Varnelli con il caffè. Stoccafissando chiude l’anno accademico e lo stare bene assieme si respira in tutta la sala. Soci, familiari, ristoratori amici e produttori hanno contribuito alla realizzazione di questo evento che non finirà mai di stupirci.

Carla Latini

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Ottavo compleanno da Menchetti a Perugia

in Mangiare e bere/Menchetti da

Aria di Festa da Menchetti a Perugia per l’ottavo compleanno. Si festeggia venerdì 24 maggio dalle ore 19 con un’eccellente colonna sonora. Madrina e protagonista della giornata Oyadi, dj e produttrice musicale. Influenzata dalla sua cultura africana, Oyadi proviene da una famiglia nigeriana e dalla musica europea che ha sempre ascoltato dal funk alla techno, dal soul al blues e al jazz. Personale vibrante ora ventiseienne, ha cominciato la sua carriera a 15 anni prima in noti lounge bar e poi nei migliori club. Un master universitario in “Business internazionale e Finanza ” ma su tutto la musica. Ha studiato composizione e produzione elettronica. Il suo esordio discografico arriva nel 2016 grazie a “Remedy”, pubblicato da Time Records. Al suo fianco per contaminare la sua musica, ci sarà il sax dell’emergente Enrico Giovagnola, un giovane talento ascoltato anche alla corte dei Negrita.

Ingresso libero per tutti e sicuramente un appuntamento da non perdere con musica da ascoltare e da ballare e naturalmente tutte le irresistibili sfiziosità di Menchetti. Otto anni irresistibili a Perugia. Stiamo parlando di uno dei più importanti punti vendita dell’azienda Menchetti che dal 1948 dà più sapore al tempo. Sotto il segno del pane la famiglia Menchetti ha saputo trovare sempre il giusto equilibrio fra tradizione ed innovazione al motto del piacere di vivere insieme. Un sapiente mosaico che ha il cuore in Valdichiana con la propria azienda agricola che è il motore di tutte le attività, dove cresce il grano Verna prima di diventare pane, pizza e dolci. Una famiglia apprezzata da sempre per il rispetto dell’ambiente e la continua ricerca di eccellenze del territorio.

MENCHETTI dal 1948 – Strada Trasimeno Ovest 7 Perugia – info 075 5009617

#AriaDiFestaDaMenchetti
ShocKing Events Perugia
Marchi Auto
Astoria Wines
OYADI
Enrico Giovagnola

coordinamento artistico Fabio Romagnoli
comunicazione Kruger.it

Menchetti a Calenzano nuova apertura, le foto

in Mangiare e bere da

Menchetti 1948 è una delle realtà più interessanti d’Italia nel mondo della panificazione. Vi racconto cosa è successo a Calenzano, alle porte di Firenze, nell’inaugurazione del 9 marzo 2019 con EleNoir dj, Frank Nastri e Gutyerrez Sanchez. La coordinazione artistica è stata curata da di Fabio Romagnoli.

cast opening party da Menchetti a Calenzano

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#ariadifestadamenchetti

Ergo, la tradizione del verdicchio secondo Mirizzi

in Mangiare e bere/Vini di Montecappone da

Gianluca dopo 22 anni di esperienze nella Montecappone ha immesso nel mercato, con successi qualitativamente riconosciuti dalle più importanti guide di settore, eccellenti vini da uve verdicchio. Dalla prestigiosa riserva Utopia al Classico Superiore Federico II, a cui ora si aggiunge pure l’interessantissimo Muntobè. Nella schiera dei vini bianchi poi, non ultimo, Tabano Bianco il blend aromatico amatissimo dalla guida Luca Maroni che per ben cinque anni lo ha decretato al primo posto nazionale.

Ora proprio in concomitanza del cinquantennale nasce una nuova azienda che prende il cognome di Gianluca, Mirizzi. La neonata azienda possiede 6 ettari di vigneti coltivati a Verdicchio nel comune di Monteroberto e 3 ettari di oliveto nel comune di Cupramontana a 350 mt di altitudine. Entrambe le colture, uva ed olive, sono scrupolosamente Bio. L’azienda Mirizzi nasce per produrre diversi Verdicchio e spumanti (metodo classico o champenoise),

Da qui l’esordio con Ergo, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore che lo stesso Gianluca Mirizzi descrive: “Un cru di Verdicchio dallo stile molto tradizionale, grasso, carico di struttura e colore, esattamente come si produceva verdicchio anticamente. Il vino affina poi in anfora di terracotta diversi mesi prima di essere imbottigliato. Ergo viene prodotto in poche migliaia di bottiglie distribuite esclusivamente nei migliori ristoranti ed enoteche. Giallo paglierino con riflessi oro. Intenso ed ampio, ricco di frutta tropicale con sferzate agrumate addolcite da sentori di miele e frutta secca. Un sorso pieno e morbido ma anche sapido che incanta per il suo equilibrio. Un vino importante perfetto compagno di una terrina di agnello e coniglio in porchetta. Posso insomma dire che l’azienda Mirizzi, con l’araldica di famiglia ben in evidenza rappresenta con orgoglio i valori fondanti che mi sono stati trasmessi”.

Bevendo verdicchio a cavallo, si comincia da Montecappone a Jesi

in Mangiare e bere/Vini di Montecappone da

Partirà dalla Cantina Montecappone di Jesi, sabato 24 Novembre alle ore 10.00, l’evento pilota del progetto di turismo sostenibile Equi-Wine.

Iniziativa destinata alla promozione dell’enogastronomia locale connessa all’attività equestre. Un’idea, che ha preso luce in occasione della Fieracavalli a Verona. Ovvero la possibilità di seguire le vie del vino del territorio marchigiano a cavallo. Il tutto nasce dalla volontà di una collaborazione tra Marche Incoming, associazione di promozione turistica marchigiana, con IMT, l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini e E.N.G.E.A, Ente Nazionale Guide Equestri Ambientali. In pratica sarà possibile tracciare dei percorsi nei territori marchigiani ad alta vocazione vitivinicola, integrati anche con significative attrattive naturalistiche, culturali e storiche. Il tutto, grazie alla sua evidente natura ecologica, ha avuto l’appoggio da Legambiente e del Comune di Jesi che da sempre è favorevole ad accogliere qualsiasi tipo di iniziativa volta alla sostenibilità del territorio. Del resto si tratta di un’ulteriore risorsa anche per il turismo locale.
Per informazioni 347 926 7495 . Il referente è Giuseppe Palumbo dell’Equi Wine Marche.

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A Casa Mirizzi il Pranzo di San Martino per Festeggiare i primi 50 anni della Montecappone

in Carla Latini/Mangiare e bere/Vini di Montecappone da

Sara Pandolfi è una Fatina Bionda munita di un mestolo magico capace di trasformare un’accogliente e calda cantina in un salone delle feste. Di quelle sontuose, quasi natalizie.  Al suo fianco il marito, lo Chef German Scalmazzi, arriva come il principe azzurro con la sua corte, il sous Chef Gianluca Guidi e un carrozzone favoloso dove ha caricato l’intero Chalet La Rotonda di Porto Recanati. Anticipato di pochi minuti da Mauro Follenti, il mitico macellaio di Civitanova Marche, che in questa favola domenicale somiglia al Gatto con gli Stivali. Nel corso della narrazione capirete perché. Il padrone di casa, Gianluca Mirizzi con la bella moglie Annarita, accoglie i numerosi ospiti. Che sono amici, clienti fedeli, giovani coppie. Insomma quella che mi viene da chiamare: bella gente. Il vero scopo di questo conviviale non è solo mangiare bene e bere meglio. E’ ascoltare ed imparare. Per questo, motivo in fondo alla sala, German ha costruito un palco dal quale ci racconterà ogni passaggio dei piatti che degusteremo. Accanto a lui Mirizzi, con il suo eloquio colto ma di facile ascolto, ci porta nel magico mondo delle vigne, del vino e dell’olio. Con la semplicità di linguaggio di chi segue la vita della produzione dalla terra al bicchiere.

I convenuti sono accolti dalle mie rosselle, piccoli crostini di grano duro al verdicchio, farcite con la concia fresca della salsiccia di Follenti. Cominciamo con golosa aggressività e brindiamo ai 50 anni dell’Azienda con il Sauvignon spumante Charmat. Una sorta di ‘in alto i calici’ che scalda subito l’atmosfera. La bella Sara ci invita a sederci. Tavoli tondi, centro tavola di croccanti grissini. Sembra di stare allo Chalet La Rotonda. Mentre ci servono la stupenda tartare di Follenti il padrone di casa ha in mano una bottiglietta preziosa. Contiene l’extravergine  monovarietale di Rosciola che ci viene portato a tavola un una ciotolina. Da annusare, da pucciare con l’indice e da leccare. Qualcuno fa giustamente scarpetta. Quella della produzione dell’olio per la Montecappone è stata un vero e proprio recupero delle piante già esistenti. Curate con maestria e professionalità hanno portato questi eccellenti risultati. Così come le vigne. Dalla carne cruda passiamo al celebre ‘ragù de lo Batte’. Mauro e German sembrano il Gatto e la Volpe, e Mauro ha sempre gli Stivali, quando raccontano la storia contadina del rito del raccolto. Io, nel mezzo, posso solo che divertirmi. Ma quanto ha bollito il ragù? Due ore anche di più. I trucioli godono di cotanta bontà e il ragù ringrazia. Un giro di parmigiano a piacere passa fra i tavoli. Come a casa. Perché, in fondo, siamo a casa. Casa Mirizzi. Rende omaggio al piatto il Verdicchio dei Castelli di Jesi 2017 Muntubé. Che in dialetto jesino vuol dire ‘molto bene’. Un vino pensato da Gianluca per ricordare, appunto, gli anni passati. Tutti i pregi del vino di una volta senza i difetti. Per il celebre Federico II Verdicchio dei Castelli di Jesi 2016 Scalmazzi crea sul palco i ‘Tortelli di ricotta e limone, brodo di parmigiano, zucca e pancetta’. Una delizia per gli occhi. Un’esplosione di sapori per il palato. Il pubblico, perché questo pranzo è uno spettacolo, applaude. Mirizzi spiega con soddisfazione la grande evoluzione di Federico II e, reduce da Merano Wine Festival, ci racconta dei numerosi premi presi quest’anno che arricchiscono il medagliere dei suoi meritati successi. Ed ora arriva il momento più sconvolgente della giornata. Follenti porta sul palco un coniglio crudo intero. Testa compresa. Mi aspetto reazioni poco simpatiche ed invece anche le signore in prima fila si dimostrano interessate a capire perché il coniglio non può essere scambiato per un gatto e come si fa a dissosarlo ad arte. Lo mangeremo di lì a poco trasformato dall’estro di German in ‘porchetta e pop corn’ di cotenna. Utopia Verdicchio dei Castelli di Jesi di Jesi Classico Riserva 2015, una delle chicche della cantina Mirizzi, rende omaggio a questo grande piatto. Gianluca ha dedicato al nonno Kylix Marche IGT passito che, nel tempo, si è affinato e ha trovato in questo nome la sua giusta dimensione. Lo beviamo con due pecorini marchigiani, uno meno stagionato dell’altro e con un dolce spettacolare, poteva mancare? Un cannolo di cioccolato fondente ripieno dal nome ‘sigaro di cioccolato, crema al mascarpone e crema di latte, terra ai cantucci e cacao 70%. Sazi, felici e ‘socializzati’, sembriamo ad una festa di matrimonio, Mirizzi ci accompagna in cantina. Per me non è la prima volta. Ma ogni volta è come se lo fosse.Un grande grazie va al Direttore Kruger Agostinelli che, come il pifferaio magico, conosce i nostri desideri e sa come realizzarli.

Buon Compleanno Montecappone! Ah, dimenticavo, al ritorno dalla cantina ci aspettavano caldarroste bollenti.

Carla Latini

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Pranzo di San Martino da Montecappone Proprietari Viticoltori Mirizzi a Jesi

in Mangiare e bere/Vini di Montecappone da

Appuntamento in cantina a Jesi dai Montecappone Proprietari Viticoltori Mirizzi, per il Pranzo di San Martino, domenica 11 novembre 2018.

Continuano gli eventi speciali per il 50° anniversario dell’azienda di Gianluca Mirizzi che prendendo spunto proprio da San Martino, quando “ogni mosto diventa vino”, si concede un evento dedicato al buon bere e al buon mangiare. Per questo giorno speciale Gianluca ha messo in campo una squadra marchigiana che renderà onore ai suoi migliori vini ed oli delle etichette Montecappone e Mirizzi.

A German Scalmazzi, giovane ma apprezzatissimo chef del ristorante La Rotonda di Porto Recanati, il ruolo di direttore di orchestra per questa sinfonia di sapori. Poi come partner la pasta di Carla Latini e le carni della Macelleria Follenti di Civitanova Marche. Il tutto naturalmente innaffiato dai Vini di Montecappone.

Per cominciare il pranzo Mauro Follenti, dell’omonima Macelleria di Civitanova Marche, farà una dimostrazione di come veniva fatta la concia ovvero la salsiccia tradizionale marchigiana che abbinata ai taralli  di Carla Latini e le bollicine di Sauvignon di Montecappone. Durante il continuo del pranzo Chef German Scalmazzi effettuerà lo show cooking dei piatti proposti. Carla Latini racconterà aneddoti della sua pasta e a Gianluca Mirizzi la descrizione di vini ed oli proposti in questo Pranzo di San Martino.

Secondo una logica in equilibrio fra tradizione e innovazione gastronomica, questo è il menu creato per l’occasione:

La “concia” della nostra Salsiccia tradizionale
Battuta di Scottona Marchigiana, tartufo estivo, crema d’uovo e stracchino al lime
abbinato con Sauvignon spumante charmat Montecappone

Truciolo Carla Latini con ragout de lo Batte
abbinato con Muntobè Verdicchio dei Castelli di Jesi 2017

Tortello di ricotta e limone, brodo di parmigiano, zucca e pancetta
abbinato con Federico II Verdicchio dei Castelli di Jesi 2016

Coniglio Leprino in porchetta e popcorn 2.0
abbinato con Utopia Verdicchio dei Castelli di Jesi classico Riserva 2015

Formaggi, dolci dello Chef
abbinato con Kylix Marche IGT passito di Montecappone

Caffè

Ad ogni partecipante sarà offerta una confezione assaggio di olio extravergine nuovo.

Pranzo di San Martino in Cantina, domenica 11 novembre 2018 ore 13. Chef German Scalmazzi

Info 0731 205 761 – 333 297 8870

MONTECAPPONE Proprietari Viticoltori Mirizzi -Via Colle Olivo, 2 – JESI AN

Aria di festa da Menchetti a Perugia

in Mangiare e bere/Menchetti da

Primo settembre con Roberto Farnesi, Alex Belli, Paola Di Benedetto, Francesca Brambilla, EleNoir Dj e Frank Nastri

Roberto Farnesi prossimamente protagonista della nuova serie per rai 1 Il paradiso delle signore; Alex Belli noto per le sue apparizioni a Ballando sotto le stelle e L’isola dei famosi; Paola Di Benedetto già madre natura nel programma Ciao Darvin di Bonolis e protagonista nell’ultima Isola dei Famosi; e non ultima Francesca Brambilla la Bona Sorte alla corte di Bonolis nonchè showgirl in Quelli che il calcio. E’ un set televisivo? No semplicemente è aria di festa per il rinnovo del locale di Menchetti a Perugia, sabato 1 settembre dalle ore 19 in Strada Trasimeno Ovest 7.

E non finisce mica qui, spazio anche per la musica con un duo eccellente formato dalla bella ma soprattutto la bravissima EleNoir Dj, specializzata in House e Deep Music; a cui si aggiunge il percussionista Frank Nastri, uno dei migliori Live performer in giro per il mondo, ha suonato fra l’altro a fianco di artisti come Mario Biondi, Jesto Funk, Nathan Heins e Josè Padilla il boss di Cafè del Mar. La coordinazione artistica è stata curata da Fabio Romagnoli.

Ingresso libero per tutti e sicuramente una festa con selfie con i propri beniamini, musica da ascoltare e da ballare e naturalmente tutte le irresistibili sfiziosità di Menchetti.

Settanta anni e non li dimostra, stiamo parlando dell’azienda Menchetti che dal 1948 dà più sapore al tempo. Sotto il segno del pane la famiglia Menchetti ha saputo trovare sempre il giusto equilibrio fra tradizione ed innovazione al motto del piacere di vivere insieme. Un sapiente mosaico che ha il cuore in Valdichiana con la propria azienda agricola che è il motore di tutte le attività, dove cresce il grano Verna prima di diventare pane, pizza e dolci. Una famiglia apprezzata da sempre per il rispetto dell’ambiente e la continua ricerca di eccellenze del territorio.

QUI LE FOTO DELL’EVENTO

MENCHETTI dal 1948 – Strada Trasimeno Ovest 7 Perugia – info 075 5009617

Aria di festa da Menchetti Perugia

Cena della vendemmia in vigna a Jesi da Montecappone

in Mangiare e bere da

Sabato 8 settembre, ora 20.30, Cena della Vendemmia in Vigna, una prelibata iniziativa della Montecappone Proprietari Viticoltori Mirizzi. La rinomata azienda di Jesi propone questo suggestivo evento al centro delle iniziative che in questo 2018 sono state dedicate al 50° anniversario dell’azienda.
Sarà Massimo Bomprezzi, uno chef eccellente a realizzare un menù che unirà la tradizione culinaria marchigiana all’abbinamento dei vini più importanti della cantina di Gianluca Mirizzi, ovviamente personalizzandola con il suo gusto impeccabile. Insomma non una cena qualunque ma l’essenza del territorio per esaltare quei vini di Montecappone, sempre più spesso e in alto nelle migliori guide nazionali ed estere, a cui va aggiunto il superlativo e pluripremiato assortimento di olio. Partner della serata la Pasta di Carla Latini e la Macelleria Francesco Follenti.

– Rollè di faraona con brunoise di ortaggi e pistacchi con insalata e
pepite di pecorino di fossa con olio di ascolana tenera.
Accompagnato dallo SPUMANTE Marche Igt SAUVIGNON.

– Vincisgrassi alla maceratese
– Trucioli Carla Latini con speck, zucchine, crema di parmigiano e
Accompagnato dal MUNTOBE Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore doc 2017

– Oca della battitura cotta nel forno a
– Coniglio in porchetta con cotica croccante, patate e pomodori
Accompagnato dal FEDERICO II Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore doc 2016

– Pasticceria mignon
Accompagnato da Vino & Visciole

Cocomero al ghiaccio
Caffè e liquori

Il produttore Gianluca Mirizzi sarà felice di raccontare i vini proposti e offrire (a fine serata), a tutti gli intervenuti come ricordo della serata, in omaggio una selezionata bottiglia dell’azienda

55,00 euro a persona

Info e prenotazioni: 0731 205 761 – 333 297 8870

La cucina dello Chef German Scalmazzi con i Vini di Montecappone secondo Carla Latini

in Carla Latini/Mangiare e bere/Vini di Montecappone da

Il pranzo con gli amici. Se deve essere è così.

Ormai, sono i rapporti, quelli veri sui social, a creare collisioni, incontri, contaminazioni. Per me la parola contaminazione è bella e positiva. Vuol dire uscire dall’orticello e provare a portare altrove le proprie idee. Dove c’è cultura c’è sempre spazio per un buon vino e per un buon cibo. Detto ciò o detto questo, come amano intercalare tutti i politici oggi, succede che Gianluca Mirizzi, ai social Gianluca Utopia (come uno dei suoi vini di punta) si scrive e si chatta (si può dire si chatta?) con Mauro Follenti. La terza generazione della Macelleria Follenti a Civitanova Marche. Quella che nonno e babbo non avrebbero mai immaginato. Si vogliono incontrare, il vignaiolo illuminato (è mio amico e quindi sono di parte ma nel giusto) e il macellaio che nella sua bottega (bellissima) prepara leccornie con il roner a bassa temperatura. Mi coinvolgono e visti i passati recenti, decido che un pranzo da German Scalmazzi con Sara Pandolfi in sala sarebbe l’ideale. Mirizzi vuole spiegare a Follenti i suoi vini e solo la pazienza e la professionalità di Sara lo possono aiutare. Il destino vuole che per un pelo, ma proprio un pelo, Kruger non ci raggiunga con Bobo Vieri. E’ da solo. Meglio. Confondo Vieri con Alberto Tomba.
Ma questo è un problema mio. Siamo puntuali tutti, caso strano, e facciamo fare a German. Ogni suo piatto sarà perfetto con i vini che abbiamo la gioia di degustare. Con Follenti c’è un suo carissimo amico. Da qui in poi denominato ‘appassionato di buona cucina’.
Con i primi antipasti ‘fai te!’ di German, Mirizzi ci stappa Millesimé. Lo spumante della sua nuova azienda biologica Mirizzi a Monte Roberto. 100% Verdicchio. Profumato, corposo, bollicine raffinate, piccole, una dietro l’altra in fila indiana. Mangiamo il salmone affumicato al cedro, maionese al lime, salsa di guacamole, cialde di pane carasau e polvere di olive nere, lo sgombro piastrato con la cipolla rossa caramellata e la tagliatella di seppia con i germogli. Io continuerei a bere Mirizzi Millesimè. Ma è un pranzo ‘didattico’ oltre che goliardico. Quando German ci porta i tortelli ripieni di raguse in porchetta e le irrora con l’acqua bollente di finocchietto selvatico Mirizzi stappa Muntobè che è sempre all’interno della produzione bio. Muntobè in dialetto jesino vuol dire ‘molto bene’. Un Verdicchio di facile comprensione che, però, fa ragionare tutto il tavolo. Kruger è impegnato a provare il suo nuovo telefono e a darci cenni della sua frenetica vita mondana. Follenti mangia, beve, gradisce e alla fine farà le sue riflessioni. Il suo amico ‘appassionato di buona cucina’ sembra essere felice di stare con noi. E ci credo! German prevede un secondo primo piatto che sono degli gnocchetti fatti in casa, con un locale e stagionale ragù di pesce in bianco. E’ il momento si stappare Ergo. Un grande Verdicchio sempre biologico e sempre Mirizzi. Che ricorda i difetti piacevoli e avvolgenti, quasi commoventi, del famoso ‘vino del contadino’.
Un Verdicchio schietto e diretto. Quasi 14 gradi di elegante ‘campagna’.
Mentre proviamo a dire a Sara e German che noi ci fermiamo qui, ben mangiati e ben bevuti, Mirizzi annuncia il prossimo vino che con la ventresca di tonno ai carboni, verdurine miste qualcunque esse siamo, è quanto di meglio potevamo aspettarci. Si chiama Utopia Castelli di Jesi. Un Verdicchio elegante e molto longevo. Un Verdicchio che invecchia bene  fino a 20 anni. Il suo vino più amato e più premiato. Per farla breve: il primo della classe della Montecappone.
German e Sara si siedono con noi e il conviviale va avanti con un piatto misto di dolci al cucchiaio dove c’è una torta al cioccolato veramente notevole. Potremmo bere altro ma finiamo con Utopia. Dopo la foto di gruppo di rito, io, Kruger e Mirizzi andiamo a trovare Follenti nella sua Macelleria. Qui vorremmo ma non possiamo stappare Utopia Rosso, 100% Montepulciano. Lo lasciamo a Follenti. Con le sue meravigliose salsiccie sarà perfetto. E’ nata una nuova amicizia fatta di stima e confronto.
Come sempre io e Kruger ne siamo diretti testimoni e complici indiretti. O diretti?
German e Sara e tutti i ragazzi di cucina e di sala ormai siete una delle mie ‘case’ marchigiane preferite. E i miei amici concordano.

Carla Latini

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