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A Falconara Marittima in un mare di incomprensioni

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/politica da

Se poi rifletti e ti accorgi che in fondo, utilizzando delle belle parole di Rudyard Kipling, “siamo tutti isole che gridano bugie in un mare di incomprensione”. Ognuno ha un ideale o una religione o semplicemente un modello di vita su cui appoggiare la propria esistenza. Pensiamo sempre che dobbiamo convincere il prossimo e non ci preoccupiamo quasi mai delle altrui ragione. Eccomi qui di fronte a questa meraviglia che da 47 anni, come gli anni della nostra amicizia caro Massimo , appartiene al mio quotidiano e a quello di questa gente. Acqua che stiamo avvelenando con scelte o necessità discutibili. E non me la sento più di pensare “meno male che non so nuotare”.

Falconara Marittima, elezioni a prova di “strappo”?

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/politica da

In effetti è uno scenario degno della lunga notte dei morti viventi.Vi ricordate quei grotteschi film horror di serie b in cui si assisteva, in un breve lasso di tempo, alle peggiori nefandezze? Trovo inutile comunque soffermarmi sulla cattiveria o stupidità ad personam di un pugno di persone che pensano così di esercitare il loro diritto di convincimento al voto. Se ci pensate bene si è strappato di tutto, non solo manifesti e avversari ma pure le proprie intime e profonde convinzioni quando si ricorre ad aggregazioni ed ammucchiate dell’ultima ora a cui nessuno crede pur di vincere.Come andrà a finire non lo so e quindi mi affido alla mia speranza è per natura positiva. Eppure ieri sera mentre mi godevo un magnifico tramonto al balcone mi sento chiamare ma non riconosco chi. Poi mi suona alla porta Ottaviano che mi consegna sorridente un volantino del suo candidato a Sindaco. E’ stato uno dei più bei gesti di questa misera campagna politica ma dico questo non perchè sono in preda ad una conversione buonista ma essenzialmente perchè ho trovato intelligente e rispettoso tutto questo. Amo i ragazzi under 40 come lui, ovunque siano e comunque la pensino . Occorre trasformare in friendly questa città verso il 2023 con un nuovo senso civico degli spazi da condividere. Troppi vecchi perdenti rancorosi dell’inizio millennio non penso possano farlo. A proposito Stefania Signorini e se il manifesto lo avesse strappato qualche tuo fans per attaccarlo nella stanzetta??? 😉😂😱 come dargli torto. Ah lo vedo stropicciato in terra. Allora è un degno finale di un film alla Alfred Hitchcock…

Falconara Marittima veleni elettorali fra passato e presente

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/politica da
Non vi parlerò delle politiche del periodo Carletti per due semplici ragioni, primo non vorrei deludere quelli che pensano di saper già tutto e principalmente per una seconda ragione, non ho mai avuto competenze e strumenti per farlo e quindi dovrete chiedere a quelli del Ds e della Margherita (ora PD), ai socialisti e ai repubblicani. Di sicuro posso assicuravi che il prof. Carletti non piaceva affatto all’API e quando questo accade è più facile non avere fortuna qui a Falconara Marittima. Noi giornalisti però siamo come i preti, ne vediamo tanti di peccati, soprattutto di gola. Quindi magari me ne sfuggirà qualcuno ma date voi il nome ai peccatori descritti. Era una corsa continua per aggiudicarsi posti nei consigli di amministrazione delle partecipate (Ancona Ambiente, Aerdorica, etc etc). Diventavano degli opportunisti memorabili e poi appena è andato in disgrazia sono stati i primi a linciarlo. Magari qualcuno ora ipocritamente si commuove alle parole di una canzone di Francesco Guccini. Guadagnavano quasi più loro con i gettoni di presenza che io in dieci ore al giorno ma a me stava bene così. Era un’opportunità senza tessera di partito in tasca, merce rara vi garantisco. Certo se la dignità fosse un vestito, ci stancheremmo di vedere gente nuda in giro. Poi, nella legalità s’intende, ho assistito sindaci che assumono le cugine, assessori regionali che trasformano fratelli in portaborse, o chi meno legalmente va a ritirare le mazzette in auto blu.
Sono passati dodici anni ed io come voi immagino, ho vissuto fra inaspettate gioie e profondi dolori, che sono poi in fondo i frutti che la vita quotidianamente ci offre.
Ed ora eccomi qui a sentirmi dare dell'”organizzatore di Bufale” e del “Sempre servo di due padroni pur di tirare avanti la carretta..!” per il solo fatto di pensarla, spiegandolo pure, in maniera diversa. Non mi sono piaciuti mai i talebani della politica, anche quelli in buona fede, che si lasciano esplodere in aria pur di non ascoltare il pensiero altrui. Personalmente so perfettamente che ci sono stati dei diktat (ordine perentorio, imposizione tassativa) affinchè io non dovessi lavorare a Falconara da parte di qualche “fascistello dentro” (mi riferisco ai comportamenti) di un partito ormai estinto. Ma per fortuna di ogni cittadino falconarese c’è un mondo economicamente più attraente fuori da questa città. Non tollero tuttavia che questo atteggiamento da “cosa nostra” possa ripetersi. Come spiegavo ad mia avversaria, che spero prima o poi di conoscere meglio, che “trovo più ragionevole la voglia di provarci della Signorini che quell’indecente ammucchiata in pieno stato confusionale politico. E se qualcuno la pensa in maniera diversa da me, non vado ad indagare nella sua vita privata per sottoporla alla gogna della fabbrica del fango. Mi piace ancora pensare che sia una scelta di cuore diversa dalla mia. Punto. E non penso di essere l’unico a pensarla così .
 
Nelle tre foto che allego una sintesi dei due post precedenti
1) http://www.kruger.it/marco-luchetti-come-alfred-hitchcock-cercasi-sindaco-a-falconara-marittima/
2) http://www.kruger.it/stefania-signorini-donna-in-carriera-o-prossimo-sindaco-di-falconara-marittima/

Stefania Signorini donna in carriera o prossimo sindaco di Falconara Marittima?

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/politica da

Falconara fine anni 90-2018, diario politico cittadino in attesa del prossimo Sindaco di Falconara Marittima. Insegnante, donna, forte capacità di aggregazione con il mondo giovanile ed anima ribelle. Non tirate conclusioni ora su questo identikit, è semplicemente un viaggio nella mia incerta memoria. Era la fine degli anni 90. Conobbi ed apprezzai l’assessore Carla Amadi De Fanis. Già allora, ma più di ora, sembrava facesse paura l’autonomia femminile nella politica, in alternativa all’imperante monopolio maschile. Donna in carriera o personaggio capace di avere una visione meno scontata o ripetitiva del potere? L’avevo immaginata Sindaco. Ed invece con un improvviso colpo da maestro, Don Leo e il suo mondo si inventarono una Lista Civica dove un certo Roberto Oreficini fra diavolo e acqua santa fece un miracolo sgambettando prima il non apprezzato Bruno Bedetti e poi ciulando, per una manciata di voti, quello che fu poi descritto come il “perfetto perdente”, Roberto Piccini. Era il tempo del PDS o DS? Cambiando spesso i nomi ho difficoltà nel tempo a ricordare il nome esatto. L’unica previsione che Carla Amadi riuscì ad avverare, fu lo spostamento del mio Disco Fantasia da via Marsala a Piazza Mazzini nella sede di allora dei DS. Attenzione mi raccomando, con regolare contratto d’affitto, nessuno sconto di favore e tanto meno nessuna tessera da acquistare. Poi in quel negozio nella notte del 26 dicembre 2000 fui vittima di un furto con spaccata alla vetrina. Mi venne a trovare a sorpresa (per rendersi conto in prima persona dell’accaduto) il Sindaco Giancarlo Carletti. E dire che nel primo mandato, come rappresentante dei commercianti, non fu mai tenero con lui. All’epoca stavo già valutando opportunità professionali legate alla mia precedente attività da giornalista, che mi permettesse un’alternativa lavorativa per arginare il disastro commerciale a cui il mondo del disco era inesorabilmente destinato. Mi propose di collaborare nella campagna elettorale del 2001. Evidentemente fu apprezzato il mio operato (e senza nessuna tessera di partito) mi occupai per cinque anni di comunicazione e coordinazione (con gli uffici comunali) degli eventi culturali. E tutto questo che c’entra?
Ebbene grazie a questo imegno, ho avuto l’opportunità di conoscere un mondo cittadino fatto di associazioni ed anche di ottime individualità. C’era la necessità di intercettare persone nuove che potessero dare il contributo sia diretto che indiretto a quel tessuto cittadino di riappropriarsi del proprio territorio. Ci fu un’altra donna importantissima nel mondo del Comune di Falconara, insieme a Marina Galeazzi e Angela Ortolani, che ricordo sempre con ammirazione, nostalgia e sincera commozione, Annarita Dolci. Mi segnalò una professoressa molto interessata con i suoi studenti ai nostri eventi culturali, Stefania Signorini. A proposito, ironia della sorte, la Dolci all’epoca, si presentò come candidata a Sindaco nella sua Monte San Vito ma non ce la fece.
Ritorniamo a noi, era il 2003 o 2004 e mi colpì il reale interesse di come la professoressa Signorini e molti suoi studenti partecipavano attivamente come pubblico a quegli incontri alla biblioteca Francescana (te lo ricordi Marina Minelli ?). Lo confesso, complice il suo grande amore per l’insegnamento, non avrei mai scommesso poi di vederla protagonista come assessore in una giunta comunale. Eppure ancora una volta il connubio mondo della scuola e della politica si sono incontrati, direi in maniera efficace. Seppure come osservatore distratto e fuori dalla vita cittadina falconarese non posso dire di essere stato un appassionato della politica culturale e d’intrattenimento della Signorini. Ironicamente potrei dire che le ridotte possibilità economiche, l’hanno tutelata dalla possibilità di fare grossi errori. A questo aggiungerei una predisposizione forse eccessiva per le sagre. Poi è arrivato un interessante Caffè Letterario che ancora deve prendere forma ma ha potenzialità interessanti per accendere un polo culturale di qualità. Incriminarla invece per la neve artificiale a Natale (che non è piaciuta neanche a me) lo ritengo in effetti pretestuosa. “Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore” direbbe Francesco De Gregori. La “ragazza” cresce ed è in costante movimento. In ultima analisi, anticipando quelli che sanno sempre tutto e pure qualcosa di più di tutto, non potete collegarla poi ai miei interessi professionali ed organizzativi. In dieci anni, l’unica manifestazione a cui avevo suggerito e dato disponibilità era una festa friendly dog (dedicata ai cani ). Sarei stato un presentatore a titolo gratuito, insieme a Nicoletta Montanari e Rana Stefano Ranucci da me suggeriti. Impegno saltato a causa di un grave incidente stradale che ebbi qualche giorno prima nel giugno 2016.
Ora però Stefania Signorini si propone per la carica di Sindaco e lo ha fatto attraverso alcune liste civiche ma statene certi, non come continuazione del decennio Brandoni. A sostegno di ciò, ho letto con interesse un calibrato articolo ( http://www.anconatoday.it/…/analisi-voto-sindaco-falconara.… ) di un mio collega ed amico Marco Catalani che inquadra e descrive bene i risultati delle liste di sostegno alla Signorini. Stefania si è dotata di una propria squadra, in cui non è fondamentale la presenza di un buon assessore come Matteo Astolfi (a parte quella pista ciclabile davvero forzata). Da scoprire invece le forze giovani che metterà in campo, loro potranno fare la differenza nella città nel bene o nel male. Coraggioso il NO politico alla Lega e il SI, certo non di interesse a quel M5S, che non gli ha fatto mai uno sconto. La fredda matematica al momento sembra suggerire un vantaggio per Luchetti che ha raccolto tutto quello che poteva. Ma attenzione al cuore imprevedibile ma attento del voto cittadino.
Di sicuro assistiamo da una parte ad una strana ammucchiata, stile vecchia politica, per arrivare all’obiettivo finale. Dall’altra ad una coerente determinazione, quasi autolesionista, di difendere la propria autonomia a condurre il governo della città; più disponibile a confrontarsi sulle cose da fare che sulle persone da mettere.
E quindi ancora per una settimana non sapremo se Stefania Signorini verrà considerata una donna in carriera o finalmente il primo Sindaco donna della città. Di sicuro Luchetti se non ce la dovesse fare, aiuterebbe la sinistra (dopo dodici anni) a girare finalmente pagina e a lui rimarrebbe il privilegio di godersi la sua, non disprezzabile, pensione d’oro.
Ai falconaresi l’ardua sentenza e da parte mia, spiego perchè ho scritto tutto questo citando proprio una frase del film Donne in carriera: “A questo mondo non otterrai mai niente se aspetti che gli eventi che desideri ti piovano dal cielo, devi provocarli”.

Marco Luchetti come Alfred Hitchcock, cercasi sindaco a Falconara Marittima

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Falconara 2006-2018, diario politico cittadino in attesa del prossimo Sindaco di Falconara Marittima. Era il 2006 e l’allora Ds, sancita la rottura con il Sindaco Carletti che aveva peraltro esaurito i suoi mandati a Sindaco previsti dalla legge, propose come candidato Pietro Germano. L’allora preside dell’Itis Volterra, si prese correttamente del tempo per rispondere alla proposta. Lo stesso Carletti di fronte a quella eccellente candidatura (sono stato testimone oculare di questo), avrebbe fatto un passo indietro, ritenendola di alto spessore morale e professionale. Ma come nel migliore dei thriller, colpo di scena a poche ore dalla consegna del candidato. Germano non ebbe il tempo di rispondere che dal cilindro spuntò (un coniglio vi chiederete voi?) no un certo Riccardo Recanatini, già revisore dei conti della precedente giunta e persona proveniente dall’interno della parrocchia di Don Leo. Artefice e regista dell’operazione uno degli uomini più influenti e astuti della nomenclatura del futuro PD, quel Marco Luchetti allora Capogruppo dei Popolari-Margherita e che nel 2010 divenne Assessore Regionale. Molto apprezzato ed influente nel mondo dell’Agesci (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani). Non ha altrettanto fortuna le sue scelte a Falconara Marittima dove, dopo la prematura scomparsa della Giunta Recanatini, vittima di un terremoto politico. Successivamente lo schema si ripete ma sia prima con l’ambizioso ma non apprezzato Emanuele Lodolini e poi con l’identica riproposizione politica (stile Recanatini) di Antonio Mastrovincenzo (altro apprezzato leader, insieme ad Oreficini, del mondo di Don Leo). Si accumulano due sconfitte consecutive a favore di Goffredo Brandoni che nel primo mandato è esponente di Forza Italia nel Pdl e successivamente fuori dal mondo di partito approda nella Lista Civica a lui ispirata. Ed ora al motto di non c’è due senza tre ci riprova direttamente lui, in prima persona. Pensionato ora al servizio della sua città ,ripropone l’unità della sinistra e naturalmente del mondo cattolico di area. Nessuno escluso ed il suo capolavoro sembra l’accordo con l’avversario ribelle, che arriva dalla base dei comitati Loris Calcina. Quest’ultimo è l’unico a decollare in termini di consensi elettorali mentre sia PD che la sinistra rifondarola di Marcelli Flori risentono della mancanza di appeal che PD e Leu hanno a livello nazionale. Ironia della sorte, questa scelta potrebbe, a detta dei più raffinati osservatori della politica cittadina, aprire un nuovo scenario sulla rinascita della sinistra a Falconara. Con la sconfitta di Luchetti infatti si chiuderebbe definitivamente la stagione della cosidetta “parrocchia di Don Leo” e proprio intorno a Loris Calcina si riformerebbe una sinistra nuova che prenderebbe linfa vitale proprio dalla base. Degna conclusione di un film di Alfred Hitchock.

La prossima puntata è dedicata alla candidata sindaco Stefania Signorini.

Grazie per l’attenzione se siete riusciti ad arrivare fino a qui.

Si vota a Falconara Marittima, una città un po’ più sfigata delle altre

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Nel 31 maggio 2015 alle votazioni per la regione Marche scrissi “Voto a sorpresa! Questa volta per rimediare alla solita inappetenza elettorale, ho premiato un’eccellenza professionale, a cui aggiungo un stima umana personale. Tutto questo per rimediare al fatto di non aver trovato un’attrazione politica.”. Domenica toccherà a Falconara Marittima e le votazioni cittadine si dice che abbiano un sapore diverso. La mia città esprime ben sette candidati a Sindaco e non credo che uno di essi possa farcela al primo turno, quindi legittimamente apporrò la mia fiducia al simbolo che maggiormente rispecchia il mio senso civico. Al secondo turno, poichè si tratterà di una scelta definitiva mi dovrò concentrare sulle formazioni presenti, non sottovalutando le persone che la rappresentano. Dico tutto questo perchè sono stato sempre terrorizzato da chi vota a prescindere o peggio ancora per l’amico o il parente che ha chiesto un favore. La mia città che è un po’ più sfigata delle altre, ha bisogno di coraggio e di un pizzico di fantasia. Non mi piace per natura chi vuole accontentare tutti ma nel tempo stesso non ascolta nessuno.

Falconara Marittima elezioni comunali, poca politica molto fango

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A Falconara Marittima, la mia città, ci saranno a breve le elezioni comunali. Sto trovando più correttezza nel mondo delle tifoserie del calcio che in quello politico, il che è tutto dire, Per questo il commosso abbraccio ad Astori e l’applauso degli juventini al gol di Ronaldo li trovo un segnali rassicuranti. Nella politica invece c’è l’imbarbarimento di trovare del marcio a tutti i costi, una sciocca necessità che rischia di farci diventare azionisti della fabbrica del fango. Non riesco proprio ad appassionarmi a tutto questo.

#parolechegraffiano

Un’Italia che ha deciso di cambiare direzione. Il voto 2018 fra vincitori e vinti.

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Ammetto di aver sintonizzato su La7 da ieri sera e di essermi disinteressato dei canali Rai, quelli Mediaset e pure quelli di Sky. Soprattutto per il rispetto nei confronti di Mentana che insieme all’Annunziata che secondo me hanno fatto la differenza nell’informazione tv per correttezza ed onestà intellettuale. Sono stato disgustato nel vedere non tanto il solito servo del potere che risponde al nome di Vespa ma quelli tipo Fazio e la Merlino. Sarei tentato di metterci dentro pure la rifatta Gruber ma almeno lei ha sempre avuto il buongusto di invitare oltre che gli stomachevoli stile pensionato Zucconi e il boyscout Severgnini, quelli tosti tipo Travaglio, Scanzi, Padellaro e Gomez.
Ovvio che tutto questo mondo tv, quello stampa lo era già da anni, è risultato ininfluente al giudizio elettorale. Poi ad aiutar il voto degli italiani c’è stato il tentativo riuscito di prendere le distanze dal grande inciucio Renzusconi. Il capolavoro l’hanno fatto i vari sponsor dagli ultracentenari Scalfari e Napolitano all’eurocretino Junker per non parlare poi dei politici lessi stile Prodi e Letta. Una garanzia per votare contro. Il resto poi l’ha fatto con maestria Renzi disponendo i campo i suoi incapaci lecchini, onorevoli uomini e donne di rara antipatia. Poi da citare tre donne da dimenticare. L’estinzione di Liberi e Uguali grazie alla Boldrini, alla quale vorrei suggerire di vivere almeno un mese in una periferia metropolitana invece di fare sempre l’altezzosa e sofisticata difenditrice di tutto cio’ che fa comodo a lei. Al secondo posto a Lady Europa Bonino ovvero a colei che fa impallidire Divani&Divani quando si tratta di poltrone. Infine alla Lorenzin che di fertile ha soltanto il suo smisurato desiderio per l’industria farmaceutica. Con chi concluderò? Certo con Heidi Boschi che ce l’ha fatta ma in una provincia a statuto speciale che sarebbe ora di azzerare insieme a tutte le altre regioni simili. E non voglio dimenticare l’omnipresente ed autoreferenziale Calenda che non si è presentato alle elezioni. Attenzione perchè ha troppa facilità nel cominicare pur non rappresentando nessuno.
Nonostante un’obbrobriosa legge elettorale nata per favorire l’inciucione hanno vinto Di Maio e Salvini ma con due stili completamente diversi. Il primo con impegno governativo e il secondo un po’ più da bar. I temi da risolvere immediati e cari ai cittadini sono lavoro, equità sociale e sicurezza / immigrazione. Naturalmente occorrerebbe cominciare a dare l’esempio con la sforbiciata ai vergognosi privilegi dei politici e dei burocrati.
E il M5S? Deve sempre ricordare che non basta avere il simbolo ma deve fare anche a livello locale un lavoro a cinque stelle con persone credibili e preparate.

Trenitalia bandiera di una nazione ricca di incapaci

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I mascalzoni dell’informazione utilizzano anche il maltempo di questi giorni per fare campagna elettorale. Tutti contro le amministrazioni che non sono congeniali agli attuali governanti e agli editori compromessi con la politica. Eppure stavolta eravamo stati tutti avvertiti del maltempo e bisogna ammettere che le città si sono impegnate con i loro mezzi, pur soffrendo delle rispettive comprensibili e complicate difficoltà. Parlo di Roma che ho visto realmente mobilitata e di Falconara Marittima, dove abito, che di complessità ne ha in abbondanza sul suo territorio. La severità spesso gratuita nei confronti delle città non le ritrovo nei veri responsabili di questi giorni ovvero i mezzi di trasporto. Per loro si è permissivi e le evidenti incapacità organizzative diventano delle odissee, omettendo l’aggettivo pertinente ovvero ignobili. Trenitalia e naturalmente le varie aziende di trasporto sono state semplicemente scandalose. E il ministro Del Rio lo sa bene il perchè, trattasi di posti dirigenziali in cui la politica riempe di propri incapaci adepti. Quello che ho visto ieri alla Stazione Termini di Roma è degno di un girone dell’inferno dantesco. Come si fa a non informare sui siti e sui tabelloni del reale traffico dei treni? Dare in pasto a migliaia e migliaia di utenti solo 6 (avete letto bene 6) interlocutori nei punti di informazione. Treni cancellati da ore ma con i passeggeri avvertiti solo una manciata di minuti prima in tabelloni che poi (come nel mio caso) non segnalavano i treni che partivano regolarmente. Ho preso (dopo che mi era stato cancellato uno in precedenza) quello per Ravenna (che si ferma e Falconara Marittima) solo per intuito all’ultimo momento. Nessuno aveva avvertito della sua presenza e non mi sono stupito quando, salito nella mia carrozza, mi sono accorto che eravamo pochissima gente. Non vi dico poi delle 4 telefonate per prenotare un taxi a Falconara che poi alla fine non c’era. Un’Italia così deve assolutamente cambiare e siccome l’informazione è a sua volta cieca poichè troppo impegnata e rovistare con il microscopio sui nemici da abbattere. Occorre bypassarla per indurla a fare una volta per tutti il proprio dovere di notizia e non la propaganda per i vari padroni del momento. Datemi retta il 4 marzo andiamo tutti a votare e mandiamo a casa un po’ di farabutti.
#parolechegraffiano

Le Iene fanno bene a punire i furbetti del M5S, onestà intellettuale o sgambetti politici?

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Hanno fatto bene Le Iene a smascherare quelli del M5S che fanno i furbetti (e tutto lascia capire che non finisce qui). Non siamo ipocriti, sappiamo bene che denaro e potere sono una tentazione a cui non tutti riescono a resistere. Doppiamente fessi i grillini che sapevano bene di essere costantemente sotto i raggi X da tutti coloro che hanno paura che la loro mangiatoia finisca. Era successo al buon Di Pietro ed ora si leccano le ferite Di Maio e compagni. Ma ora, e non certo per la ridicola regola della par condicio (che sarebbe da mandare a Chi l’ha visto), a Le Iene e al resto del mondo dell’informazione non chiederei niente. L’onestà intellettuale in Italia è merce rara in questo paese che sembra prediligere un peso e due misure. E chi ce l’ha la dimostra senza essere sollecitato. Eppure grazie ai feedback su Trip Advisor, Booking e Amazon ci stiamo abituando a scegliere intuendo chi ci vuole fregare con informazioni e giudizi fasulli. Quindi chi la fa se la aspetti…..

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