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pino scaccia

Parole, pensieri, poesie

in pino scaccia da
----- Original Message -----

From: Marco Sebastianelli dalla Provincia di Ancona
Sent: Tuesday, January 23, 2001 8:46 AM
Subject: COMUNICAZIONE

Ciao Kruger, oggi ho ricevuto due mail identiche (quella di Pino Scaccia) e nessun altra. Ci sono problemi ??

A parte questo volevo ringraziare te e Pino Scaccia che con i suoi servizi e le sue testimonianze ci riporta ad una dimensione reale dove non conta solo il vile denaro ( anche se è la causa scatenante di tante tragedie) o la ns “battaglia” quotidiana per la sopravvivenza che peraltro paragonata ad altri popoli sulla terra fa sorridere; peccato che i buoni pensieri e la voglia di fare qualcosa per qualcuno che sta decisamente peggio di noi dura al massimo qualche secondo in più dalla fine della lettura dei vs messaggi……. Marco 

—– Original Message —–

From: Annamaria P. dalla provincia di Ancona
To: PinoScaccia@kruger.it
Sent: Friday, January 26, 2001 7:26 PM
Subject: una dei tanti…….

Non ho da chiedere nulla a Pino solo dirgli grazie per le cose che fa e che scrive per noi. E’ vero ci vuole l’anima per certe cose………ciao in attesa del prossimo articolo. Annamaria

Carissimi. E’ bello stare insieme. Se ci fermiamo un solo minuto a pensare (mi riferisco a Marco) e’ gia’ importante. Il problema e’ nella testa (oltre che nel cuore). Aiutare gli altri significa intanto capirli. Non e’ poco. Arrivederci si’, Annamaria, al prossimo articolo ma…mica ci lasciamo.

—– Original Message —–

From: Carla Latini dalla provincia di Ancona
To: PinoScaccia@kruger.it
Sent: Saturday, January 27, 2001 8:47 AM
Subject: povere le nostre mucche!

Carissimo Pino, il tuo cuore e la tua testa volano così in alto ( fra le nuvole ) che sono sicura che avrai parole giuste alle mie domande legate ancora una volta alla nostra terra Europa-Italia e alla nostra economia. Ieri sera Santoro ha lanciato ancora una volta il suo Raggio Verde e mi chiedo, sinceramente e senza strumentazioni, a chi giova tutto ciò? Immagino solo al suo ascolto. La Bonino ha dichiarato che nel disciplinare sul biologico sono ammesse le farine di derivazione animale per l’alimentazione dei bovini, in piccola percentuale che Qualcuno dice non fa male, con tacita conferma della verde Francescato, mentre produttori biologici toscani attaccando i macellai che fino adesso non hanno mai voluto comprare i loro prodotti perchè definiti brutti sbandieravano la loro sincerità di professionisti biologici. Quali sono i motivi economici che spingono i nostri politici ad affermare, parole della Francescato, il biologico non è la certezza totale ma almeno è un pò più sicuro. Quali sono i motivi per cui dal collegamento con la Toscana ci fanno vedere una misera fiorentina ed una bella fiornentina attribuendo ad una la biologicità e all’altra Bo!!! Sono nel settore alimentare di altissima qualità da tanto tempo e posso giurare di aver visto allevamenti biologici con bovini al pascolo che mangiano solo fieno e erba medica produrre fiorentine bellissime come quella Bo! Quali sono i motivi per cui il Tizio intervistato in un allucinante allevamento di maiali, e quali allevamenti non lo sono?, ammette di alimentarli con proteine derivate dal pesce, acciughe, perchè ” se no come si fa a fare il Parma “? Con calma, quando ritorni, fatti un bel pollo allo spiedo ( biologico, sia il pollo, sia lo spiedo ) e poi aiutami a capire. Un abbraccio Carla Latini

 

Avrai letto la risposta (gia’ andata in rete) ad Aninha, l’amica brasiliana. Sono venuto fin quassu’ per capirci qualcosa e devo ammettere che la storia della cosidetta mucca pazza ancora non la digerisco. Tu ne capisci sicuramente piu’ di me. L’unica cosa certa, credo, e’ che anche in questa vicenda dovrebbero esserci tanti di quegli interessi economici che nessuno e’ disposto a farci capire.  Accetto il consiglio: mangero’ il pollo, anche se dopo Chernobyl (ricordi?) sono diventato fatalista. Se dovessimo riflettere… in questa nostra terra malata e violentata,  non dovremmo piu’ mangiare niente.  Delusa di me, stavolta? (Mi conforta che anche il maestro Montanelli non ne sappia niente) Un abbraccio, comunque.

 

Original Message —–

From: Gianluca Marinucci da Roma
Sent: Friday, January 26, 2001 4:42 PM
Subject: RUANDA

Ciao Pino, mercoledì sera ero a casa da solo (mi capita raramente) ed ho visto su Rai tre un servizio sul Ruanda, che spiegava il massacro tra UTU e Tutsi (non so se si scrive esattamente così), quello che c’ era dietro la guerra……………….. ho pianto… ho pianto, da solo, davanti al televisore… Non mi era mai capitato prima (neanche al cinema) Alla fine del programma c’ è stato un grande senso di ingiustizia e molte domande: Perchè… Perchè questo dramma è stato “scoperto” solo quella sera? perchè chi deve fare informazione la fa solo dopo un anno e a mezzanotte, quando ormai nulla si può fare? E in ogni caso cosa avrei potuto fare io contro i giochi di potere tra Francia, Belgio e il mondo che guarda?
Un saluto ai lavoratori onesti, Gianluca
 
Ti fa molto onore. Voglio dire: che hai pianto. E posso confidarti allora che molte volte mi e’ capitato di piangere. Ricordo anche un operatore che stava con me a Kukes, Claudio Speranza, marchigiano di Ascoli, alle soglie della pensione (ha 64 anni), rotto a tutte le esperienze (ha cominciato nel Vietnam, figurati) … che girava e piangeva, girava e piangeva… a vedere quelle donne e quei bambini cacciati dal Kosovo, con il nulla negli occhi, coscienti di avere ormai nella vita solo i ricordi e nient’altro, tutti i cari uccisi, la casa bruciata…Come si fa non piangere?

Tu chiedi perche’. Ho dedicato due dei miei tre dossier nel Mail Jockey all’Africa e alle guerre spiegando che adesso nel continente piu’ vecchio del mondo ci sono sedici conflitti in atto e altri ce ne sono nel resto di questo pianeta cosi’ bello e cosi’ devastato.

Le guerre ci sono sempre e dappertutto. Solo che quando non sono vicine a noi non ce ne accorgiamo. Ho in programma, per esempio, di andare in Sudan dove ci sono gia’ stati due milioni di morti. Sono stato in Nagorno Karabak dove in una guerra dimenticata ci sono cinquecento morti al giorno. Perche’, gia’. Ecco la rabbia quando si parla solo delle guerre in cui sono coinvolti gli Usa, i padroni del mondo. Guerre fasulle, sporche, di facciata. Solo per soldi. Che possiamo fare: oltre che piangere e urlare?

 
—– Original Message —–

From: Luciano Bonvento da Rovigo
Sent: Monday, January 29, 2001 12:33 AM
Subject: Spiegazioni. da Pino Scaccia.

Caro Pino, ho trovato il sito KRUGER perchè un mio amico mi ha detto prova e vedrai  qualcosa di nuovo io non sono un grande navigatore ed in oltre ho poca pazienza di cercare, vado di solito  a colpo sicuro, per questo ti chiedo di descrivermi in poche parole ” KRUGER ” ah, volevo sottolineare che io scrivo poesie da anni con un buon curriculum alle spalle. Scusa per il disturbo, e anticipatamente grazie per la risposta.

Visto che sono ancora qui seduto ti preciso che io sono di ROVIGO, e voi dove vi trovate? t’invio questa mia poesia, magari dimmi anche il tuo giudizio, grazie. Luciano Bonvento.

La vera amicizia.

L’amicizia, quella vera
è un fiore raro
che nasce nel cuore
che cresce nell’anima,
è una mano
che non vedi
pronta ad aiutarti
senza domandare niente.

L’amicizia, quella vera
è qualcosa di grande
che ti fa sentire grande
è la felicità
che senti dentro
quando gli altri sono felici.

L’amicizia, quella vera
è una parte di te
che regali agli altri, senza dire
– te l’ho donata io –

L’amicizia, quella vera
è la fiducia
che mai conosce
l’ombra del dubbio
è l’amore dato e ricevuto,
l’amore vero.

(Primo premio ” Lama polesine Rovigo ” 1998).

Rispondo, piu’ o meno con ordine. Personalmente amo molto la poesia. Ma ho idee strane sull’arte in genere (riguarda anche la pittura o la musica). Le poesie non vanno giudicate. O danno emozione o non la danno. E uno stato d’animo e’ cosi’ individuale che non puo’ avere voti.

Seconda risposta. Noi dove siamo? La sede del Mail Jockey e’ a Falconara, nelle Marche. Al centro dell’Italia, forse non casualmente. Dove sono io…e’ un po’ complicato. Diciamo che sono dove succede qualcosa. Infine (ma in realta’ e’ la curiosita’ iniziale), vorresti sapere chi o cos’e’ Kruger. Il discorso, vedi, e’ identico all’arte. Il sito ti piace, ti comunica qualcosa? Kruger e’ quello che tu vuoi perche’ anche te ormai ne fai parte e la poesia, frutto della tua anima, ha fatto il giro della tribu’. Kruger siamo noi. Visto che Kruger e’ un mio amico, aggiungo che lui e’ quello che vedi nel Mail Jockey: gioco e riflessione, musica e polemiche. Emozioni, appunto. Ehi, resta qua, a questo punto. E scrivi ancora.

 

—- Original Message —–

From: Wanda dalla provincia di Varese
Sent: Sunday, January 28, 2001 11:52 AM
Subject: il cuore non ha occhi

Pino, noi ti seguiamo sempre. Sei su, sei giù non ha importanza. I tuoi occhi vedono cose che non tutti vedono: è li’ il vero reporter.  Un bacio da tutti quelli che ti seguono  Cosa dire? Un bacio. Per queste poche, fantastiche parole che mi dedichi, posso restituirti il regalo?

Vale per tutti, naturalmente. Spesso e’ un vezzo definirci zingari, noi del “circo” degli invati. Un mio grande e famoso amico del “Corriere della Sera” a Natale mi ha chiamato per gli auguri, spiegando: “Tu sei come un parente, passo piu’ tempo con te che con la mia famiglia”. L’altro giorno, quando stavo in Lapponia l’ho chiamato da li’ per dirglielo perche’ aveva fatto per Natale un reportage per il suo giornale sull’Ice Hotel. Stava partendo per il Golfo dopo essere stato a Sarajevo. Peggio di me. Siamo tutti cosi’. E siamo anche tutti uguali nel piangerci addosso. Lamento continuo. Che vita… eppoi dopo tre giorni in sede siamo in crisi di astinenza e vogliamo ripartire, per qualsiasi parte. E via con l’altra storica battuta:

“Beh, e’ sempre meglio che lavorare…”

Noi del “circo”, appunto, abbiamo una poesia che e’ un po’ il nostro manifesto. Stavolta apriamo le porte alla poesia… Non e’ nuova, anzi antica: e’ di un classico, Vincenzo Cardarelli.

Si chiama i gabbiani.
Perche’ forse non siamo zingari, siamo soltanto degli inguaribili gabbiani, bellissime bestie.
Ciao a tutti, Pino.

I gabbiani

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro,
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo:
e come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina.
Ma il mio destino e’ vivere,
balenando in burrasca.

 

(Tratto da Filo diretto con Pino Scaccia – Tuesday, January 23, 2001 8:46 AM)

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