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Il meglio di Re Gurk - page 3

Kevin e Kimberley cinquantasette anni in due, ancora non mi hanno superato

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Perlomeno oggi non mi dovrò impegnare per il tema della giornata. È semplice e allo stesso tempo infinitamente piacevole, il compleanno di Kevin eKimberley. Che belli in questa foto che è in fondo l’allegoria della vita in un mare di emozioni, grassa di difficoltà ma preziosa nei momenti di felicità. Di sicuro a loro penso di aver regalato il profondo senso della libertà e mi sono dimenticato (in fondo non l’ho mai capito) di come essere opportunisti per rimanere a galla. Preferiamo voler bene al prossimo senza remore, anche se si dovesse sbagliare. È tanto per citare Ivano Fossati “È questo (capirai) vuol dire responsabilità “. Questa sera saremo insieme al resto della famiglia per un piccolo momento di festa davanti a quella torta che fa scoccare 57 anni in due. Ancora non mi hanno superato. A questo punto non mi rimane che dire vi voglio bene, come farebbe ogni padre di fronte ai propri figli. Il volersi bene, questo è sicuro, non ha bisogno di classifiche

Milo non mi dirà mai Basta!

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Basta (forma impersonale del verbo bastare, usata come esclamazione), è la parola che grido spesso a questo tipo furbetto della foto. Milo è, da buon cucciolo e per giunta meticcio, il testimonial ideale della disobbedienza. Pensate che fa pure finta di essere intimorito dalla mia improbabile minaccia di non si sa cosa. E’ un privilegio che ormai riservo solo a lui. Evito quel “basta” a questo strano mondo che mi circonda, fatto di disarmanti qualunquisti del pensiero. A quelle persone ignoranti e presuntuose che affogano nei like e non sanno né scrivere né soprattutto leggere. Per comunicare non bisogna convincere né tanto meno alimentare risse verbali. Ci vuole intelligenza per tentare di comprendere le proprie differenze. Occorre meno tastiera e più intelletto. E Milo? Provate a non dargli un bacio su quel nasone nero se ci riuscite. Già lo so, lui non mi dirà mai Basta!
#parolechegraffiano

Quando un mercato ambulante rischia di diventare un’isola che non c’è

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Lui si chiama Maurizio ed è il mio spacciatore di frutta buona. Quando posso il lunedì mattina passo in piazza Catalani, nella mia Falconara Marittima. Da lui e faccio il pieno per una settimana. Mi lascio consigliare in un equilibrato compromesso fra ciò che vorrei e quello che il suo coloratissimo spazio offre. Sono ossessionato, anzi il termine giusto è vittima, dell’attuale mercato senza sapore dell’ortofrutta, anche in virtù della mia incapacità di saper riconoscere il prodotto giusto. Mi sono specializzato di più nel mangiare che nello scegliere. Ammetto non sono un animale da mercato ambulante, anche se è una delle cose che prediligo quando sono in vacanza. Ci trovo umanità e soprattutto esperienza. Apprendo e verifico ciò che acquisto e questo mi piace molto. Questa mattina però mi ha colpito negativamente una cosa, ed è l’argomento principale di questo post, l’altissima presenza di spazi vuoti. Conoscendomi, ho prima guardato l’orologio, nella mia proverbiale disattenzione ho pensato fossi fuori tempo massimo. Ed invece erano soltanto le 11.30 . Non rincorro ora le varie spiegazioni, più o meno tecniche, che ho ricevuto ma ritengo con decisione che l’esperienza degli ambulanti sia un bene collettivo di cui non possiamo fare a meno. L’urbanizzazione e la vita sociale di una città necessita di questi aromi che rendono il quotidiano meno piatto e banale. E io amo quelli come Maurizio, in fondo mi ricordano un pizzico di me quando nel peso lordo del commercio c’era pure il cuore e tante emozioni.

Falconara Marittima frammenti di ricordi e di bellezza

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Mi ricordo, qualche decennio fa per la precisione, che quando ero un disc jockey di successo (si dice così? ma dai facciamo finta di si) non disdegnavo di sognare ad occhi aperti. Non che adesso disprezzi la cosa ma l’ingenuità di allora sembra avere un sapore migliore. Ero arrivato da Roma dove avevo vissuto quasi 18 anni e la scelta forzata di seguire la famiglia non volli viverla come un dramma bensì come una strada obbligata del destino. Quindi mi sono fatto piacere la mia nuova città, in fondo la fantasia giovanile bisogna pur sfruttare. Per questo fui premiato in quanto vissi nell’era delle prime vere discoteche nell’era del sabato del Night Fever anni 70 e quel destino di cui sopra mi fece arrivare prima il Krakatoa dei fratelli Roberto Galeazzi e del buon Cappanera (che venivano dal mondo della boxe vero Vladimiro Riga?) E poi come se non bastasse arrivò Tonino Carraro, Re indiscusso della notte dal Covo Nord Est, al Carillon e al Papagayo che si prese cura di me fino ad affidarmi pure quel mitico Piranha che fu inaugurato niente popo di che da Donna Summer. Il tutto anche grazie ad un altro romano emigrato romano che venne a costruire la sua memorabile carriera da qui nelle Marche, l’inviato speciale del Tg1 Pino Scaccia. Allora, direte voi, dove vuoi arrivare? Che vedevo questa strana ma attaente casa riproposta in questa foto che ho appena scattata. E dicevo a me stesso, se dovessi diventare ricco vorrei comprarla (complice forse la presenza di un cartello vendesi, ma non ci giurerei i ricordi da un po’ di tempo sono difettosi). Ecco evidentemente non sognavo di andare via, avevo accettato che questa fosse la mia città. Riflettevo appunto su questo bisogno di appartenenza ad un territorio, desiderarlo ed essere orgoglioso di farne parte. Sarebbe lungo ed inutile soffermarmi poi sui decenni a seguire ma oggi, in una pausa dedicata alle provviste alimentari per il pranzo, l’ho rivisto la casa con questa deliziosa luce che il capriccioso giugno ci sta offrendo e ne ho di nuovo subito il fascino. Quasi fosse una bella donna desiderata ma mai conosciuta. Ancora con il suo fascino indenne dal tempo, sotto il cielo di Falconara Marittima.

Stefania Signorini è Sindaco di Falconara Marittima

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Stefania Signorini, prima Sindaco donna nella storia del Comune di Falconara Marittima, questa notizia l’avrete già sentita immagino. Falconara Marittima batte Ancona in percentuale di votanti 49,5 a 47,6. La matematica è un opinione, perlomeno in politica, la percentuale dei due candidati era nettamente favorevole a La Grosse Koalition di Luchetti, il risultato no. Eppure la percezione in città (e sappiamo bene che conta più di qualsiasi propaganda) era a senso unico negli ultimi giorni. C’è stato un corto circuito di fiducia per la politica della sinistra o solo colpa di una giornata di sole? I tasselli che hanno regalato l’immagine definitiva di Sindaco alla Signorini sono stati tanti, impercettibili e spontanei. Sarebbe ingiusto ora regalargli lo scettro della Regina del meno peggio. C’è stata sicuramente la fiducia per il suo coraggio di accettare la sfida in maniera così, non trovo altro termine, ingenua e decisa sapendo dare dei no perentori. I programmi elettorali in una città come Falconara si misurano sempre dopo. Da una parte con misure immediate capaci di rendere normale il quotidiano. Riattivando l’amore dei cittadini per il proprio territorio. E dall’altra, la parte più difficile, adottando una progettualità sostenibile in grado di poter soddisfare il bisogno di ambiente, sociale, lavoro e cultura. Una specialità che lei come insegnante conosce bene, da affidare all’energia dei giovani e capaci sognatori di questa città.
Buon lavoro prof.

A Falconara Marittima in un mare di incomprensioni

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Se poi rifletti e ti accorgi che in fondo, utilizzando delle belle parole di Rudyard Kipling, “siamo tutti isole che gridano bugie in un mare di incomprensione”. Ognuno ha un ideale o una religione o semplicemente un modello di vita su cui appoggiare la propria esistenza. Pensiamo sempre che dobbiamo convincere il prossimo e non ci preoccupiamo quasi mai delle altrui ragione. Eccomi qui di fronte a questa meraviglia che da 47 anni, come gli anni della nostra amicizia caro Massimo , appartiene al mio quotidiano e a quello di questa gente. Acqua che stiamo avvelenando con scelte o necessità discutibili. E non me la sento più di pensare “meno male che non so nuotare”.

Falconara Marittima, elezioni a prova di “strappo”?

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In effetti è uno scenario degno della lunga notte dei morti viventi.Vi ricordate quei grotteschi film horror di serie b in cui si assisteva, in un breve lasso di tempo, alle peggiori nefandezze? Trovo inutile comunque soffermarmi sulla cattiveria o stupidità ad personam di un pugno di persone che pensano così di esercitare il loro diritto di convincimento al voto. Se ci pensate bene si è strappato di tutto, non solo manifesti e avversari ma pure le proprie intime e profonde convinzioni quando si ricorre ad aggregazioni ed ammucchiate dell’ultima ora a cui nessuno crede pur di vincere.Come andrà a finire non lo so e quindi mi affido alla mia speranza è per natura positiva. Eppure ieri sera mentre mi godevo un magnifico tramonto al balcone mi sento chiamare ma non riconosco chi. Poi mi suona alla porta Ottaviano che mi consegna sorridente un volantino del suo candidato a Sindaco. E’ stato uno dei più bei gesti di questa misera campagna politica ma dico questo non perchè sono in preda ad una conversione buonista ma essenzialmente perchè ho trovato intelligente e rispettoso tutto questo. Amo i ragazzi under 40 come lui, ovunque siano e comunque la pensino . Occorre trasformare in friendly questa città verso il 2023 con un nuovo senso civico degli spazi da condividere. Troppi vecchi perdenti rancorosi dell’inizio millennio non penso possano farlo. A proposito Stefania Signorini e se il manifesto lo avesse strappato qualche tuo fans per attaccarlo nella stanzetta??? 😉😂😱 come dargli torto. Ah lo vedo stropicciato in terra. Allora è un degno finale di un film alla Alfred Hitchcock…

Falconara Marittima veleni elettorali fra passato e presente

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Non vi parlerò delle politiche del periodo Carletti per due semplici ragioni, primo non vorrei deludere quelli che pensano di saper già tutto e principalmente per una seconda ragione, non ho mai avuto competenze e strumenti per farlo e quindi dovrete chiedere a quelli del Ds e della Margherita (ora PD), ai socialisti e ai repubblicani. Di sicuro posso assicuravi che il prof. Carletti non piaceva affatto all’API e quando questo accade è più facile non avere fortuna qui a Falconara Marittima. Noi giornalisti però siamo come i preti, ne vediamo tanti di peccati, soprattutto di gola. Quindi magari me ne sfuggirà qualcuno ma date voi il nome ai peccatori descritti. Era una corsa continua per aggiudicarsi posti nei consigli di amministrazione delle partecipate (Ancona Ambiente, Aerdorica, etc etc). Diventavano degli opportunisti memorabili e poi appena è andato in disgrazia sono stati i primi a linciarlo. Magari qualcuno ora ipocritamente si commuove alle parole di una canzone di Francesco Guccini. Guadagnavano quasi più loro con i gettoni di presenza che io in dieci ore al giorno ma a me stava bene così. Era un’opportunità senza tessera di partito in tasca, merce rara vi garantisco. Certo se la dignità fosse un vestito, ci stancheremmo di vedere gente nuda in giro. Poi, nella legalità s’intende, ho assistito sindaci che assumono le cugine, assessori regionali che trasformano fratelli in portaborse, o chi meno legalmente va a ritirare le mazzette in auto blu.
Sono passati dodici anni ed io come voi immagino, ho vissuto fra inaspettate gioie e profondi dolori, che sono poi in fondo i frutti che la vita quotidianamente ci offre.
Ed ora eccomi qui a sentirmi dare dell'”organizzatore di Bufale” e del “Sempre servo di due padroni pur di tirare avanti la carretta..!” per il solo fatto di pensarla, spiegandolo pure, in maniera diversa. Non mi sono piaciuti mai i talebani della politica, anche quelli in buona fede, che si lasciano esplodere in aria pur di non ascoltare il pensiero altrui. Personalmente so perfettamente che ci sono stati dei diktat (ordine perentorio, imposizione tassativa) affinchè io non dovessi lavorare a Falconara da parte di qualche “fascistello dentro” (mi riferisco ai comportamenti) di un partito ormai estinto. Ma per fortuna di ogni cittadino falconarese c’è un mondo economicamente più attraente fuori da questa città. Non tollero tuttavia che questo atteggiamento da “cosa nostra” possa ripetersi. Come spiegavo ad mia avversaria, che spero prima o poi di conoscere meglio, che “trovo più ragionevole la voglia di provarci della Signorini che quell’indecente ammucchiata in pieno stato confusionale politico. E se qualcuno la pensa in maniera diversa da me, non vado ad indagare nella sua vita privata per sottoporla alla gogna della fabbrica del fango. Mi piace ancora pensare che sia una scelta di cuore diversa dalla mia. Punto. E non penso di essere l’unico a pensarla così .
 
Nelle tre foto che allego una sintesi dei due post precedenti
1) http://www.kruger.it/marco-luchetti-come-alfred-hitchcock-cercasi-sindaco-a-falconara-marittima/
2) http://www.kruger.it/stefania-signorini-donna-in-carriera-o-prossimo-sindaco-di-falconara-marittima/

Stefania Signorini donna in carriera o prossimo sindaco di Falconara Marittima?

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Falconara fine anni 90-2018, diario politico cittadino in attesa del prossimo Sindaco di Falconara Marittima. Insegnante, donna, forte capacità di aggregazione con il mondo giovanile ed anima ribelle. Non tirate conclusioni ora su questo identikit, è semplicemente un viaggio nella mia incerta memoria. Era la fine degli anni 90. Conobbi ed apprezzai l’assessore Carla Amadi De Fanis. Già allora, ma più di ora, sembrava facesse paura l’autonomia femminile nella politica, in alternativa all’imperante monopolio maschile. Donna in carriera o personaggio capace di avere una visione meno scontata o ripetitiva del potere? L’avevo immaginata Sindaco. Ed invece con un improvviso colpo da maestro, Don Leo e il suo mondo si inventarono una Lista Civica dove un certo Roberto Oreficini fra diavolo e acqua santa fece un miracolo sgambettando prima il non apprezzato Bruno Bedetti e poi ciulando, per una manciata di voti, quello che fu poi descritto come il “perfetto perdente”, Roberto Piccini. Era il tempo del PDS o DS? Cambiando spesso i nomi ho difficoltà nel tempo a ricordare il nome esatto. L’unica previsione che Carla Amadi riuscì ad avverare, fu lo spostamento del mio Disco Fantasia da via Marsala a Piazza Mazzini nella sede di allora dei DS. Attenzione mi raccomando, con regolare contratto d’affitto, nessuno sconto di favore e tanto meno nessuna tessera da acquistare. Poi in quel negozio nella notte del 26 dicembre 2000 fui vittima di un furto con spaccata alla vetrina. Mi venne a trovare a sorpresa (per rendersi conto in prima persona dell’accaduto) il Sindaco Giancarlo Carletti. E dire che nel primo mandato, come rappresentante dei commercianti, non fu mai tenero con lui. All’epoca stavo già valutando opportunità professionali legate alla mia precedente attività da giornalista, che mi permettesse un’alternativa lavorativa per arginare il disastro commerciale a cui il mondo del disco era inesorabilmente destinato. Mi propose di collaborare nella campagna elettorale del 2001. Evidentemente fu apprezzato il mio operato (e senza nessuna tessera di partito) mi occupai per cinque anni di comunicazione e coordinazione (con gli uffici comunali) degli eventi culturali. E tutto questo che c’entra?
Ebbene grazie a questo imegno, ho avuto l’opportunità di conoscere un mondo cittadino fatto di associazioni ed anche di ottime individualità. C’era la necessità di intercettare persone nuove che potessero dare il contributo sia diretto che indiretto a quel tessuto cittadino di riappropriarsi del proprio territorio. Ci fu un’altra donna importantissima nel mondo del Comune di Falconara, insieme a Marina Galeazzi e Angela Ortolani, che ricordo sempre con ammirazione, nostalgia e sincera commozione, Annarita Dolci. Mi segnalò una professoressa molto interessata con i suoi studenti ai nostri eventi culturali, Stefania Signorini. A proposito, ironia della sorte, la Dolci all’epoca, si presentò come candidata a Sindaco nella sua Monte San Vito ma non ce la fece.
Ritorniamo a noi, era il 2003 o 2004 e mi colpì il reale interesse di come la professoressa Signorini e molti suoi studenti partecipavano attivamente come pubblico a quegli incontri alla biblioteca Francescana (te lo ricordi Marina Minelli ?). Lo confesso, complice il suo grande amore per l’insegnamento, non avrei mai scommesso poi di vederla protagonista come assessore in una giunta comunale. Eppure ancora una volta il connubio mondo della scuola e della politica si sono incontrati, direi in maniera efficace. Seppure come osservatore distratto e fuori dalla vita cittadina falconarese non posso dire di essere stato un appassionato della politica culturale e d’intrattenimento della Signorini. Ironicamente potrei dire che le ridotte possibilità economiche, l’hanno tutelata dalla possibilità di fare grossi errori. A questo aggiungerei una predisposizione forse eccessiva per le sagre. Poi è arrivato un interessante Caffè Letterario che ancora deve prendere forma ma ha potenzialità interessanti per accendere un polo culturale di qualità. Incriminarla invece per la neve artificiale a Natale (che non è piaciuta neanche a me) lo ritengo in effetti pretestuosa. “Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore” direbbe Francesco De Gregori. La “ragazza” cresce ed è in costante movimento. In ultima analisi, anticipando quelli che sanno sempre tutto e pure qualcosa di più di tutto, non potete collegarla poi ai miei interessi professionali ed organizzativi. In dieci anni, l’unica manifestazione a cui avevo suggerito e dato disponibilità era una festa friendly dog (dedicata ai cani ). Sarei stato un presentatore a titolo gratuito, insieme a Nicoletta Montanari e Rana Stefano Ranucci da me suggeriti. Impegno saltato a causa di un grave incidente stradale che ebbi qualche giorno prima nel giugno 2016.
Ora però Stefania Signorini si propone per la carica di Sindaco e lo ha fatto attraverso alcune liste civiche ma statene certi, non come continuazione del decennio Brandoni. A sostegno di ciò, ho letto con interesse un calibrato articolo ( http://www.anconatoday.it/…/analisi-voto-sindaco-falconara.… ) di un mio collega ed amico Marco Catalani che inquadra e descrive bene i risultati delle liste di sostegno alla Signorini. Stefania si è dotata di una propria squadra, in cui non è fondamentale la presenza di un buon assessore come Matteo Astolfi (a parte quella pista ciclabile davvero forzata). Da scoprire invece le forze giovani che metterà in campo, loro potranno fare la differenza nella città nel bene o nel male. Coraggioso il NO politico alla Lega e il SI, certo non di interesse a quel M5S, che non gli ha fatto mai uno sconto. La fredda matematica al momento sembra suggerire un vantaggio per Luchetti che ha raccolto tutto quello che poteva. Ma attenzione al cuore imprevedibile ma attento del voto cittadino.
Di sicuro assistiamo da una parte ad una strana ammucchiata, stile vecchia politica, per arrivare all’obiettivo finale. Dall’altra ad una coerente determinazione, quasi autolesionista, di difendere la propria autonomia a condurre il governo della città; più disponibile a confrontarsi sulle cose da fare che sulle persone da mettere.
E quindi ancora per una settimana non sapremo se Stefania Signorini verrà considerata una donna in carriera o finalmente il primo Sindaco donna della città. Di sicuro Luchetti se non ce la dovesse fare, aiuterebbe la sinistra (dopo dodici anni) a girare finalmente pagina e a lui rimarrebbe il privilegio di godersi la sua, non disprezzabile, pensione d’oro.
Ai falconaresi l’ardua sentenza e da parte mia, spiego perchè ho scritto tutto questo citando proprio una frase del film Donne in carriera: “A questo mondo non otterrai mai niente se aspetti che gli eventi che desideri ti piovano dal cielo, devi provocarli”.

Marco Luchetti come Alfred Hitchcock, cercasi sindaco a Falconara Marittima

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Falconara 2006-2018, diario politico cittadino in attesa del prossimo Sindaco di Falconara Marittima. Era il 2006 e l’allora Ds, sancita la rottura con il Sindaco Carletti che aveva peraltro esaurito i suoi mandati a Sindaco previsti dalla legge, propose come candidato Pietro Germano. L’allora preside dell’Itis Volterra, si prese correttamente del tempo per rispondere alla proposta. Lo stesso Carletti di fronte a quella eccellente candidatura (sono stato testimone oculare di questo), avrebbe fatto un passo indietro, ritenendola di alto spessore morale e professionale. Ma come nel migliore dei thriller, colpo di scena a poche ore dalla consegna del candidato. Germano non ebbe il tempo di rispondere che dal cilindro spuntò (un coniglio vi chiederete voi?) no un certo Riccardo Recanatini, già revisore dei conti della precedente giunta e persona proveniente dall’interno della parrocchia di Don Leo. Artefice e regista dell’operazione uno degli uomini più influenti e astuti della nomenclatura del futuro PD, quel Marco Luchetti allora Capogruppo dei Popolari-Margherita e che nel 2010 divenne Assessore Regionale. Molto apprezzato ed influente nel mondo dell’Agesci (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani). Non ha altrettanto fortuna le sue scelte a Falconara Marittima dove, dopo la prematura scomparsa della Giunta Recanatini, vittima di un terremoto politico. Successivamente lo schema si ripete ma sia prima con l’ambizioso ma non apprezzato Emanuele Lodolini e poi con l’identica riproposizione politica (stile Recanatini) di Antonio Mastrovincenzo (altro apprezzato leader, insieme ad Oreficini, del mondo di Don Leo). Si accumulano due sconfitte consecutive a favore di Goffredo Brandoni che nel primo mandato è esponente di Forza Italia nel Pdl e successivamente fuori dal mondo di partito approda nella Lista Civica a lui ispirata. Ed ora al motto di non c’è due senza tre ci riprova direttamente lui, in prima persona. Pensionato ora al servizio della sua città ,ripropone l’unità della sinistra e naturalmente del mondo cattolico di area. Nessuno escluso ed il suo capolavoro sembra l’accordo con l’avversario ribelle, che arriva dalla base dei comitati Loris Calcina. Quest’ultimo è l’unico a decollare in termini di consensi elettorali mentre sia PD che la sinistra rifondarola di Marcelli Flori risentono della mancanza di appeal che PD e Leu hanno a livello nazionale. Ironia della sorte, questa scelta potrebbe, a detta dei più raffinati osservatori della politica cittadina, aprire un nuovo scenario sulla rinascita della sinistra a Falconara. Con la sconfitta di Luchetti infatti si chiuderebbe definitivamente la stagione della cosidetta “parrocchia di Don Leo” e proprio intorno a Loris Calcina si riformerebbe una sinistra nuova che prenderebbe linfa vitale proprio dalla base. Degna conclusione di un film di Alfred Hitchock.

La prossima puntata è dedicata alla candidata sindaco Stefania Signorini.

Grazie per l’attenzione se siete riusciti ad arrivare fino a qui.

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