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Le parole che graffiano - page 5

Affetti Personali: Sbatti il Mostro in Prima Pagina

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Sbatti_il_Mostro_in_Prima_Pagina

Certo per una persona perennemente disordinata come me, dover mettere in ordine dolore, impotenza e disgusto per la vicenda intima e personale di cui è stato protagonista il mio amato figlio, arrestato per spaccio di stupefacenti, non è stato e non sarà semplice. Provo invece un enorme disagio e non riesco a giustificare chi ha contribuito a rendere pubblica, spettacolare e morbosa una vicenda in cui si intrecciano non soltanto un dramma familiare, ma uno spaccato reale dell’attuale condizione giovanile condito pure dal vuoto culturale e la conseguente assenza di valori che ormai regna sovrano intorno a loro. Queste forme da moderni “untori” mediatici rischia di fare molto male a quelle persone fragili che rimangono invischiati in questi terribili paradisi artificiali .

La mia condizione di padre mi impone di riflettere a voce alta in due direzioni con il senso di colpa per non aver assolutamente capito in tempo l’evoluzione di un tollerato spinello e di quelle pasticche sintetiche, non più usate, del mondo delle discoteche. Poi ancora un senso di colpa, ancora più assurdo ma visto le conseguenze degli scorsi giorni, che mi porta a chiedere che se non fossi stato io il padre si sarebbe adottata più discrezione nei suoi confronti. Pensate che tristezza se rischiare di distruggere la possibilità di un reinserimento sociale di un ragazzo di 25 anni, sia il prezzo a causa di qualche zelante personaggio delle autorità competenti (che riesce a trasformare delle iniziali in nome e cognome) per avere magari un titolo di merito su qualche giornale che possa velocizzare la sua carriera. Mentre mi aspetterei da costui un impegno diverso che sappia prima o poi colpire severamente chi distribuisce tanti piccoli sacchetti da 6 grammi di eroina a questi “cattivi ragazzi”. O addirittura pensate allo squallore se servisse solo per vendere qualche copia di giornale in più.

Quindi tento di riflettere e mettermi in cerca di quel senso di responsabilità che permetta non solo ai miei ma a tutti i nostri figli di credere in qualcosa anche attraverso la possibilità di poter ambire ad un lavoro dignitoso che li possa far sentire utili a se stessi e agli altri e non in balia del piacere effimero dello sballo. Insomma credere che per aiutare a far rientrare alla normalità i Kevin della situazione ci debbono essere la possibilità di reinserimento magari aiutandolo, nel suo caso, a mantenere almeno quelle quattro ore da magazziniere che ha sempre svolto da anni in maniera apprezzata o corretta.

Poi sperare che meriterà un titolo sul giornale o su qualche locandina magari anche la figlia di Kruger (che non c’entra assolutamente niente nell’intera vicenda),  che nonostante le ottime attitudini nel mondo della moda, non riesce a trovare uno stage neanche volendo lavorare gratuitamente e se si rivolge alle istituzioni tipo “formazione del lavoro” della provincia di Ancona ottiene delle risposta semplicemente inutili e delittuosamente sciocche. Del resto costruire è sempre più impegnativo che demolire ma almeno ci aiuta a difendere la qualità del futuro contro il degrado del presente.

Ci sono citazioni come questa di Nicolas de Chamfort, uno scrittore francese della fine del settecento, che riesce a sintetizzare perfettamente tutto questo che ho tentato di comunicare, “Più si giudica, meno si ama”. Quell’amore che molti di voi mi hanno riservato in privato durante questa brutta storia, non lasciandomi in solitudine di quelle lacrime a cui cerco di dare un senso e una risposta. Credo ancora nell’amore e nei gesti conseguenti, che ognuno di noi riesce a riservare al prossimo, sia la migliore soluzione per vivere meglio con se stessi. Insomma la possibilità di tentare di superare quegli ostacoli che non ti aspettavi.

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una bella serata d’estate: appunti di Re Gurk in un’estate da comunicare

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Kruger_La_Capannina_Portonovo_Agosto_2012

A dispetto delle mie amiche e complici donne, che da sempre affollano conquistano coloratamente e numericamente i miei eventi, proprio un amico, ieri sera,  a La Capannina di Portonovo, mi dice “che bella serata”. Ecco ha ragione Roberto, non c’era da dire niente di più, anche se poi aggiunge “Ottima musica e ottima compagnia sopratutto”. C’è la percezione, anzi oggi ne ho la consapevolezza mentre sento la necessità di scrivere questa nota, che fosse una serata semplicemente bella. Di quelle cose che vorrebbero far vivere i preti la domenica ma non ci riescono più da tempo .  Avete presente il luogo, non luogo, del genere di quella serie televisiva chiamata “Lost”, quasi ci fosse una misteriosa presenza che facesse da regia. Noi attori e spettatori di un palcoscenico naturale che ti lascia ogni volta senza fiato, nella baia che circonda La Capannina a Portonovo. Fra cielo e mare che s’inventano un tramonto dal semplice incastro dei colori che si sfiorano fra luce e buio. La luna alle spalle che spunta dal monte quasi come quella cantilena che cantavano i Tazenda, un po’ di anni fa. La brigata di Alessandro della Capannina che ieri sera si inventava, oltre a quegli aperitivi che raccontano il  mare,  anche delle strane ed inedite pizze che parlano il sapore dell’estate. “E gli spaghetti?” Tuona il cantante nell’attimo della pausa, incantevoli sembra rispondergli Agnese, un’amica incerta se fare l’attrice o la giornalista. E poi Gianluca, ambasciatore del Verdicchio,  con i suoi  Vini di Montecappone che racconta entusiasta della vendemmia notturna che farà a settembre nella sua vigna. E la musica? Un confidenziale, inedito  ed ammaliante Mark Zitti che grazie alla complicità con il piano elettrico di Mauro Gubbiotti ha cantato per quasi tre ore, di cui oltre il 70% di canzoni per la prima volta. Ma quanto sei bravo a cantare anche Lucio Battisti! E poi c’eravano noi sotto le stelle, da tre avvocatesse in gonnella molto più gonnelle che professioniste, a Luna, il cui nome gli imponeva la sua presenza per forza. Da Agnese e il suo moroso a Fabio grafico e amico di Chiaravalle. Tante belle donne e tanti bei sorrisi che poi ritrovate nelle mie foto. E che dire di quegli amici che pensavi di non conoscere ma da quel sorriso che ti lanciano capisci che non c’è bisogno neanche di presentarsi. Un gruppo di Miami, in vacanza per caso li’ che si diverte in questo genuino Made in Italy.  E come se non bastasse mi vedo arrivare, in momenti diversi, due amiche che da sempre sono luce per i miei sensi: Morena e Valentina. Ma non basta, anche un giornalista terribile, Fabio, che poi tanto terribile non è. E pure Danilo di Strabacco un raggio di luce goloso che riagguanto dal mio passato. Sapete che alla fine hanno pure brindato alla mia salute scandendo il  mio nome? Non ci crederete ma sono stato felice che sia successo anche questo. Io quasi quasi una serata così me la rubo e me la ficco in fondo all’anima magari mi aiuterà a sentire meno caldo se un giorno finirò all’inferno ma nella improbabile possibilità di un posto in paradiso riuscirà a riscaldare il mio bisogno di conservare vizi e fragilità del vivere. Tutti questi elementi che ho descritto in questa tavolozza apparentemente disordinata hanno diritto ad avere come titolo “che bella serata”. Se mi hai letto fin qui, grazie! Avevo bisogno di raccontarlo ad una persona amica.
Kruger 01.08.2012

PS: Ci metto sempre cura a scegliere e proporre idee per l’intrattenimento. E’ vero a volte non ci riesco in pieno ma credo che la direzione sia sempre quella cerca di mettere d’accordo con gusto ed attenzione le esigenze di chi offre e quelle di chi utilizza l’evento. Solo il tempo e le buone emozioni che arrivano con esso sarà buon testimone del lavoro fatto. E gli errori, se non ripetuti, servono sempre per crescere…

Un giorno come tanti: 1 gennaio 2000

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kruger2000

Che strano la vita è un insieme di attimi: alcuni piccoli, esaltanti, intensi, indimenticabili. Eppure niente !!! Il computer funziona, il mal di testa è simile a quello dell’altro giorno, magari un po’ più alcolico. Quale segnale per questo nuovo giorno? Forse l’ultima tragicomica cena di capodanno tipo de-luxe da “Fantozzi 2000” oppure la misera speranza che a non fare sesso all’inizio anno in fondo non sono stato solo io. Ecco forse il disagio che si prova a deludere chi crede in te (scusa Roberto per piazza Cavour) o l’impotenza nel potere raddrizzare qualunque cosa che somigli ad “una nave che va a fondo”. Accoltellano a George Harrison per antipatia, intanto globalizzano i prodotti da consumarne di più ed in fondo ci provano a consumare anche tutti i nostri pensieri, insomma follia individuale e collettiva. A pensarci bene la scossa c’era negli occhi felici della mia piccola Kimberley nel suo primo ballo importante. Peccato eravamo tutti molto distratti per essere contagiati dal suo irresistibile entusiasmo, quasi fosse un…”giorno come tanti”. (Kruger Agostinelli 01.01.2000)

QUI le frasi e gli aforismi di Re Gurk

e intanto Kelly scopre il mare…

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Kelly_Labrador_Mare_2012

Buon Anno Nuovo a tutta la tribù di Re Gurk
Il tempo di cui disponiamo non deve appassire mai. A volte me lo immagino come granelli di sabbia dentro una clessidra. Non mi spaventa che questi granelli possano terminare, mi appassiona piuttosto tentare di capire dove vanno a finire. Uno sopra l’altro, magari scivolano vicino al vetro e nello scendere velocemente si confondono come gocce di una pioggia d’estate in una magica confusione. E’ una metafora della vita dove tempo, spazio e destino sarebbero ben poca cosa se non fossero conditi dai nostri umani sentimenti. Amore e rabbia, gioia e dolore, altruismo ed egoismo insomma tutto ciò che ci agita e, in fondo, non rende inutile la nostra esistenza. Un altro numero del calendario è stato sfogliato dove magari ci sarebbe la tentazione di parlare di delusioni e di nuove avventure. Di gente che viene e gente che va. Ma tutto questo, del resto, è il segno tangibile della vita che scorre. Anche nel mio lavoro ci sono e ci saranno novità che tento di scegliere e difendere con cura, amore e raramente per comprensibile necessità. Comunico per loro dentro e fuori questo spazio virtuale mentre Kelly, da poco mia compagna di viaggio, mi insegna che tutto va “annusato” e nella sua dolce curiosità  mi accorgo che ora felice scopre anche il mare… continua a leggere

e che Natale sia…

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kruger agostinelli regurk Re Gurk natale 2010

e che il Natale sia perlomeno un giorno in più per volersi bene

Re Gurk (alias Kruger Agostinelli)

 

A chi si sveglia sempre di buon umore…
A chi saluta ancora con un bacio…
A chi lavora molto e si diverte di più…
A chi va in fretta in auto ma non suona ai semafori…
A chi arriva in ritardo ma non cerca scuse…
A chi spegne la tv per fare due chiacchere…
A chi è felice il doppio quando fa a metà…
A chi ha l’entusiasmo di un bambino ma pensieri da uomo…
A chi vede nero solo quando è buio…
A chi trasforma un puntino giallo in un Sole…
A chi non farebbe mai al prossimo ciò che non vorrebbe fosse fatto a se stesso…
A chi mi allontana la solitudine…
A chi tiene spalancata la finestra della sua amicizia
A chi continua a farmi sentire innamorato…
e son fossi fra queste descrizioni, anche a te che mi leggi ancora…

niente Krug per Kruger

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kruger regurk birthday 2010

le bollicine dello spumante VanziniBuon Compleanno Kruger. Questa volta niente champagne Krug e se proprio devi brindare con le bollicine meglio uno Spumante Vanzini, di cui hai, come consumatore, un’ottima considerazione. E pure perchè, grazie all’incontro con Antonio (uno dei proprietari), continui a credere su quella stima aziendale e la possibilità (anche se accennata) di collaborazione con un mondo che ti piace. Tutto questo per dire che cambiano le esigenze, non solo in termini economici ma soprattutto umane e che le opportunità  che ne derivano, ne sono una inevitabile conseguenza.  Certo il mondo del lavoro non può intromettersi con quello dei sentimenti a meno che non si abbia la fortuna di essere come te, che metti sempre in quello che fai una porzione di sogni da realizzare.

Che augurarti? Non certo la libertà, quella fa parte già delle tue scelte. Semmai l’entusiasmo di affidarti quotidianamente al gusto dei sensi e alle ragioni incontrollabili del tuo cuore per riempire lo spazio del tempo che, in uno strano contratto denominato vita, “qualcuno” ti ha regalato un bel po’ di anni fa

Continua ad investire nelle persone che ti piacciono e soprattutto in quelle che, per varie ragioni del cuore, continui ad amare in costante equilibrio tra:
– la fragilità di un sorriso che non ti aspettavi
– le onde immutabili della malinconia, proprio tu che non sai nuotare
– lo stupore per quel respiro forte che aspetti ancora e che possa parlare solo di te
– le vertigini di quella solitudine che non volevi.

Soprattutto non gettare nel frullatore del tempo che passa, quel bacio, quella carezza e quel pianto che hanno disegnato strade che non potrai più ripercorrere. Tutto questo per continuare ad essere protagonista nel mestiere della vita e nell’incertezza dell’amore.

Tuo inseparabile.

Re Gurk 21.11.2010

ps: vuoi fare un regalo virtuale per Kruger anche tu? Spediisci un aggettivo che lo rappresenta, bello o brutto non ha importanza, a questa mail aggettivo@kruger.it

QUEL SECONDO IN PIU’…

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Il 2008 durera’ piu’ a lungo e contera’ un secondo in piu’. A mezzanotte, a momento del fatidico brindisi di fine anno, infatti, ci sara’ uno slittamento,  non scocchera’ come al solito alle ore 23,59 minuti e 59 secondi del 31 dicembre.

Cos’e’ un secondo forse un battito di ciglio, un istante prima di un bacio, l’inizio o la fine di una vita, lo scatto di una foto, un sorso di caffe’, il si o il no di una risposta.

Ho scelto alcuni di quei secondi che rappresentano il nostro pianeta in questo 2008, mentre l’inchiostro della memoria si consumera’, io dedicherò quel secondo a quelle persone amiche che non rivedro’ piu’…

Re Gurk 31.12.08
 
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