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Le parole che graffiano

L’amicizia è come un maritozzo alla panna

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Siamo passati in mezzo al tempo, raccogliendo tutto quello che la vita ci ha offerto fra gioie e dolori. Innamorati della musica intorno ad un cerchio di vinile ed incerti nello scattare un selfie da un moderno cellulare. Eppure la nostra amicizia è come quel maritozzo alla panna che ogni volta che vengo a Roma mi porti a mangiare. Perchè? Semplice, è come la nostra amicizia, buona a tutte le ore…. Auguri Roberto da quel Kruger che hai sempre viziato, sopportato e protetto. Posso dire che grazie a te, ho trovato la formula magica per essere un eterno ragazzo.

A spasso con Kelly, sognando ad occhi aperti

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Non so a voi ma quando mi ritrovo a fare delle lunghe passeggiate, scrivo con la mente dei racconti. A volte esistenziali, altre con persone che conosco ed altre ancora che si riferiscono all’attualità. Esprimo delle considerazioni, cerco delle alternative a ciò che ho sentito o letto. Mi soffermo anche su parole che da un po’ non utilizzavo ma che mi piacciono molto, tipo stravagante. Poi quando ripenso a quello che avevo in mente, tutto scompare come se fosse stato un sogno. Eh già, un sogno ad occhi aperti mentre la Kelly odora tutto. Fa come me, cerca di non perdere il vizio di assaggiare la vita passo dopo passo.

#parolechegraffiano

E che il volersi bene diventi finalmente un vizio incurabile

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Kelly, questa meravigliosa labrador, è entrata a far parte della vita della mia famiglia grazie a Kevin (mio figlio) che aveva espresso il desiderio di averla, in un momento complicato della sua vita. In questo scatto recente che ho fatto più per istinto che per convinzione mi sembra di cogliere la loro complicità.

Ecco l’incanto di un attimo rubato a questo spicchio di esistenza che mi soffermo ad ammirare. È il piacere di dissertarmi con un pizzico di commozione, senza il pudore degli affetti privati. E che il volersi bene diventi finalmente un vizio incurabile.

#Parolechegraffiano

Il vento dei ricordi

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Avrete capito che sto rovistando fra le vecchie foto, anzi diapositive che ora, stranamente determinato, sto riversando sul mio pc. Eccomi alle prese con il vento. Quel vento che dentro di me vuol dire voglia di cambiare, necessità di nutrirmi di nuove emozioni. Era l’agosto del 1983 sulla costa della California. Avevo appena deciso di smettere di fare il disc jockey, nonostante una certa notorietà all’epoca. Avevo iniziato l’esperienza di venditore di dischi in vinile. Ma tutto passa e cambia. Mi sono sempre ritrovato sempre fra le onde delle novità e le macerie del passato. Ma conservo ancora il sapore di tutto ciò che mi ha stupito o semplicemente deluso. Alle altre situazioni incolori, che ahimè sono sempre tante, cerco di trovarne un senso e confesso che alcune volte penso di esserci riuscito. Tutto questo è l’arte di vivere, insomma quello che sta un gradino più in su dell’arrangiarsi…

#Parolechegraffiano

ps: grazie a Massimo Cerioni, autore dello scatto.

Quelle diapositive impolverate dello scorso secolo

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Da un vecchio cassetto spuntano, non ci avevo fatto mai caso, alcune scatole di diapositive. Trovo frammenti di vita alcuni dimenticati, altri ancora addirittura ignorati. C’è poco, briciole di vita ma ho la fortuna di rivedere il volto di mia madre, il mio cane Birillo, gente che non c’e’ più e tante smorfie e qualche sorriso. Persone che fanno un gioioso rumore al cuore come solo una foto passata ma non dimenticata sa fare. E non voglio avere il rammarico di ciò’ che non trovo più. Una sola domanda mi viene fatta, “nostalgia ?”. Ci penso molto poco e rispondo, la fortuna di esserci stato. E a me stesso domando, “rimpianti?” No, credo in un destino già scritto dove capirne il senso è complicato. Ma occorre provarci altrimenti renderemmo questa vita inutile…

#ParolecheGraffiano

(foto del 1980 a Tarano, provincia di Rieti)

Parole che graffiano

in Le parole che graffiano da
In mezzo alla gente,
mentre all’ombra dei segreti,
fa freddo.
Ecco eri nascosta
dove il disperato battito
di un cuore, non ha più ali.
Generoso destino
fra morbidi sorrisi da spalmare
e l’aspro sussulto di quel vento
in cui abbondavano passioni.
Certo il tempo scorre,
confuso e ferito
dalle calde schegge
di quell’insolente amore.
E intanto suona ancora la nostra canzone
di cui siamo solo musica
in cerca di parole.
( rielaborata e stravolta da un testo del 01-06-03)
k. 14.11.2017 #parolechegraffiano
Sguardo che #ParoleCheGraffiano
Sguardo che, come scatto distratto,
scaltro s’infila nelle pieghe del tempo.Sguardo dove culli quel consumato dolore
mentre io, con leggerezza, mi accorgo di te.Sguardo confuso fra luci appannate,
incerto se accettare l’umore del destino.Sguardo bello, dove fra brillanti lacrime,
scivoli nei nuovi sorrisi che pettino per te.

Sguardo in cui nutrirmi, mai sazio,
di improbabili baci e tenere illusioni.

Solo piccole elettriche attenzioni,
sprofondano e si sciolgono nei tuoi rassicuranti fianchi,
di donna generosa, che ha smarrito l’amore.

Oggi ti penso così,
nella profonda intimità dei sensi,
a caccia di indomabili sogni
avari di certezze ma ubriachi di desideri.

E poi cercarti ancora…

k. 14.01.2017 #parolechegraffiano

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Morire in un incidente stradale

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

E’ inutile che vi dica come questo tipo di notizie mi turbano ancora molto (leggi qui). Mi danno un senso di soffocamento. Essere dentro un incidente grave, è appartenere per sempre a quell’istante e non capirne come ci si entra dentro ne tanto più come se ne esce illesi. Ciò che mi spaventa, oltre alla tragedia s’intende, è quel “sono in corso accertamenti”. Dicono che il futuro ci affiderà delle automobili incapaci di provocare incidenti. Personalmente sono stato miracolato due volte, anche grazie al testimone oculare. altrimenti si rischia di aggiungere la beffa all’inganno (del destino)…

nb: nella foto la mia auto dopo l’incidente dell’11 giugno 2016
#ParolecheGraffiano

Se telefonando…

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da
Mi arriva ieri sera una telefonata di Claudia, una persona che ha un posto importante nella mia vita. E mi accorgo, qualora ce ne fosse bisogno, che sono davvero imperdonabile nel tenere i rapporti al telefono con le persone. Nel senso che subisco, spesso piacevolmente, l’arrivo di esse ma, per contro, sono davvero pigro nel farle, se si escludono quelle di lavoro o cose affini. Un telefono che sfrutto a senso unico. E dire che se potessi sviluppare la telepatia, meglio definita come trasmissione del pensiero. ovvero l’ipotetica capacità di comunicare con la mente. Allora si, molti di voi mi sentirebbe vicino. Nei miei pensieri ci sono tante persone a cui dedico attenzione e riflessione, a volte ci sono pure ingorghi di sentimenti e incertezze di comportamento. Ma sempre ritrovo particolari che mi emozionano e non riesco a dimenticare. Lo dico spesso, non amo vivere di ricordi ma non rinuncio a sfogliare l’album degli istanti che appaiono nella mia vita vissuta come un film in bianco e nero, dove mi approprio la possibilità di dipingere a colori alcuni di quegli istanti. Certo proprio quelli che mi hanno dato il brivido, una sorte di sorgente dell’emozione. Momenti non leggendari ma importanti di ciò che aspettavo ma non sapevo. Non so se tutto questo faccia parte del senso della vita ma mi aiuta senz’altro a tirar fuori la parte migliore di me anche in quei giorni che rischiano di impantanarsi nella palude dell’insignificanza.
Re Gurk 05.10.2017
#ParoleCheGraffiano
 
ps: certo sono io nella foto, penso nel 1963 o giù di lì
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