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Le parole che graffiano

cosa penso di Falconara Marittima, la mia città

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano/politica da
Ho sempre pensato che c’è una soluzione per quei momenti nella vita, zeppi di incomprensioni. Occorre metterli in ordine e poi tradurli in parole scritte.
Sembra molto più di un gioco, è come ai tempi della scuola quando ci davano un tema. Ci sono da coniugare i fatti, i sentimenti e la sintesi del pensiero per essere più efficaci.
E se il titolo fosse “cosa pensi di Falconara Marittima, la tua città?
Ecco il mio svolgimento:
Una parola bandita nella mia città è meraviglia. Tutto naviga fra mediocrità ed apparenza. Si sono imbarbarite le idee, il gusto è diventano un ingombrante peso. All’ombra di un dubbio rischi di trovare un privilegio. C’è pure un sistematico disinteresse alla normalità e il vivere insieme dura lo scatto di una foto. E’ imbarazzante anche star zitti. E il cuore pure respira male.
(regurk 17 luglio 2019)
 

Kelly e Milo, i miei due cani

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Mi sveglio e sento che sotto il letto Kelly sta russando al fresco del pavimento. Accanto Milo mi sta controllando a vista, pure sfidando la temperatura bollente della stanza. Anche oggi doppia protezione, sono tranquillo Buongiorno a voi ed un consiglio spassionato, se volete dare una scossa alla vostra qualità della vita, adottate un cane. E se non vi basta prendetene due…. 

Tre anni “nuovi” in più per comprendere errori e differenze

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Poco fa mi sono ritrovato a passare dove alle 3.20 circa del 2017 ebbi un brutto incidente stradale. Quasi meccanicante cerco ogni volta di recuperare quell’istante che la mia mente ha opportunamente nascosto. Questo mi ha permesso di approcciarmi con enorme rispetto per qualunque incidente simile che accade nella mia zona. Mi accorgo che la mia sensibilità emotiva è ormai nuda e senza difese.
Quelli che se ne intendono di queste cose, continuano a dire che sono molto ma molto fortunato. Si dice che è come vivere una nuova vita e ammetto che in questi tre “nuovi” anni ho imparato ad esistere con meno ansie, relegando quello che succede alle misteriose reti del destino. Intanto aumentano gli acciacchi ma non mi va più di lamentarmi e sono grato piuttosto di aver potuto assistere ad eventi felici nella mia vita che pensavo, non potessero più realizzarsi. Ho gustato finalmente la normalità nella mia vita e non immaginavo che avesse un sapore così buono. Ognuno ha un nome per questo regista del destino ed io nella speranza di capire chi sia prima o poi, intanto ringrazio per questa opportunità. Anzi vorrei fortemente che ognuno di noi avesse un’occasione importante nella propria esistenza. Del resto sarebbe troppo noioso essere sempre buoni o magari troppo cattivi. Nelle esperienze ci sono il peso dell’età ma anche la possibilità di comprendere errori e differenze.
#parolechegraffiano

Glauco Alderisio un uomo forte dal cuore gentile

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

RICORDANDO UN AMICO.

Eccomi qui con Glauco in una foto del 2002 ed ora ci provo nel tentare di volerlo raccontare. Di lui ho apprezzato sempre molto la sua energia e soprattutto la sua onestà intellettuale. Ho goduto del suo rispetto e al tempo stesso mi sono nutrito del suo amore per questa città. Una di quelle persone a cui non sfuggiva niente e che soprattutto non si appiattiva sui luoghi comuni. Un uomo di cultura, legato al suo territorio ma nel momento stesso ribelle e mai ipocrita. Insomma un’anima libera con il coraggio di prendere a pugni un rapinatore ma nel tempo stesso di commuoversi all’ombra di un sentimento.

Un sapore forte che si ama o si detesta. Ed io ho avuto la fortuna di volergli bene. Ci siamo sempre capiti, oltre le nostre mille differenze. Addio amico mio e che la poesia, che tanto amavi, possa esserti ancora compagna in questo nuovo e misterioso viaggio.

Amicizia per viaggiare meglio la propria vita

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Era il settembre del 1971, il numero del giorno non mi è mai venuto in mente. Ma come posso dimenticare di quella lacrima che ho versato mentre Roberto mi accompagnava dentro la stazione Termini, fino a quel vagone dove c’era scritto destinazione Falconara Marittima, anzi per essere precisi Ancona. E’ stato un bivio della mia vita, abitavo a Roma e finivo in provincia fra mare e raffineria. Non c’era spazio per la ribellione, serviva soprattutto affidarsi al destino. Scelta che si è ripetuta nella mia vita, non certo per mancanza di coraggio. Il destino tira dritto e conosce già la trama della nostra vita, a noi non rimane che l’intuito di capire certi passaggi in cui è possibile determinarne un piccolo ma sostanziale cambiamento. Questo post mi serve per parlare del viaggio della vita ma pure dell’amicizia. Con Roberto ci eravamo conosciuti tre anni prima in quella Villa Sciarra in cui coltivai piacevolmente la mia pubertà, grazie ai primi amori e alla passione smisurata per la musica rock. Ho avuto diversi veri amici importanti che hanno rappresentato in pieno delle stagioni vissute ma lui è quello che ha attraversato per lungo e per largo la mia vita. Quel fratello, a tutti gli effetti, che per me figlio unico, è un punto di riferimento, mai ingombrante ma decisamente rassicurante. E dire che siamo una strana coppia. Lui alto ed io basso. Lui pessimista ed io ottimista. Anche nella politica sostanzialmente lontani. Io abbastanza romantico e lui irrecuperabilmente simpatico. Per la musica? Lasciamo perdere, ci prendiamo sempre in giro. E non ultimo il calcio, lui romanista ed io distrattamente della fiorentina. Ebbene un’amicizia così non me la potevo tenere stretta solo per me e così mi vanto che a volta a volta, è diventato amico di tutti i miei amici vecchi e nuovi, che lo conoscono e lo apprezzano. Ma la più grande gioia nel tempo che passa, giustamente inesorabile è che quelli che capiscono meglio la nostra amicizia sono entrambi i nostri figli. Si sente che sono felici quando ci vedono insieme.
Stiamo per partire per un nuovo viaggio, di quelli come dice lui “offerti dai punti dell’American Express”, per festeggiare il suo compleanno che coincide con il primo giorno di primavera. Dove? Nelle prossime ore ve lo dirò, di sicuro l’unico segreto rimarrà solo quanti anni compirà. Altrimenti scoprireste pure i miei. 

Buon Natale 2018 insieme a Kelly e Milo fra speranze da recuperare

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

E’ vero potrei sembrare esagerato ad affidarmi ancora una volta ai miei pelosetti. Eppure ci sono delle buone ragioni per cui utilizzo Kelly e Milo per porgerti i miei più saluti natalizi. Perché a loro invidio l’amore senza limiti che sanno offrire alle persone care, la fedeltà incondizionata, l’allegria per le piccole cose e non per ultima la possibilità di farmi ancora sentire un ragazzino quando mi invitano a giocare con loro.

E dire che l’espressione “mondo cane” è stata utilizzata negli anni ’60 per definire gli orrori del mondo. Noi umani dovremmo rivedere molte parole, molti atteggiamenti e molte azioni per recuperare un po’ di tolleranza e di onestà intellettuale nei confronti del prossimo.

Ecco perchè considero la loro complicità importante, mi ha aiutato e permesso di farti degli auguri, sinceramente più buoni e genuini.

Kruger Natale 2018

Tragedia a Corinaldo, morire per un concerto

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

“Se me lo dicevi prima” recita una canzone di Enzo Jannacci che è poi l’inno dell’ipocrisia. Io che sono piccolo di statura, ricordo perfettamente in diversi concerti e pure nelle rare partite di calcio che ho seguito di essere a volte trascinato dalla massa di persone in movimento. Un’onda inarrestabile che si muove e semplicemente ti trascina, se fatta in modo regolare. Posso quindi perlomeno intuire cosa può succedere se subentra la paura. Non c’è scampo. Ma non bisogna andare in discoteca basta alle volte anche una semplice sagra, zeppa di persone. Ed il fattaccio può succedere. Se a tutto questo aggiungi l’energia di un pubblico minorenne. Oltre il doppio delle persone della regolare capienza del locale. Le strutture esterne non adeguate ad un piano di fuga (pensate alla balaustra che ha ceduto). E la presenza di spray urticante che può essere venduto alle persone sopra i 16 anni per l’autodifesa personale. La tragedia ha tutte le componenti per essere rappresentata.
Ora si scatena una maldestra ma inevitabile caccia alle colpe e pure una peggiore gara a delle improbabili soluzioni.
Di sicuro a sensazione, i gestori non hanno scampo. Mettere oltre il doppio delle persone in quello spazio è un rischio inammissibile. Ma penso pure che non abbiano meno responsabilità quelli della SIAE che dovrebbero sapere tutto della licenza del locale. Quindi,se i dati riportati risultano esatti, come si possono permettere di essere venduti ben 1400 ticket (di cui si trattengono una bella fetta di diritti) mentre non c’è una capienza superiore ai 900 posti? E poi diciamoci la verità lo stesso management, che ben conosce il costo dell’artista, non puo’ far finta di non immaginare che sarà una serata “regolare”. Diffido sempre per natura dai moderni Ponzio Pilato.
Ora tutto questo è sotto i riflettori e quindi attenzione a non fare la caccia alle streghe o crociate contro il mondo dell’intrattenimento.
E soprattutto ora anche se con enorme difficoltà bisogna esprimere un triste pensiero di dispiacere per queste sei sfortunate persone. Con la consapevolezza che non ci saranno più per loro possibilità di vivere in serenità altri giorni con i propri cari. Un danno irreparabile e del dolore senza fine per chi resta.

E’ il compleanno di Milo e Kruger

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Scelgo le parole di uno dei miei autori preferiti, Francesco De Gregori, per festeggiare questo mio nuovo compleanno che si aggiunge al primo di Milo, anche lui datato 21 novembre. “Però non mi confondere con niente e con nessuno, e vedrai… niente e nessuno ti confonderà. Soltanto l’innocenza nei miei occhi, c’è nè già meno di ieri, ma che male c’è.”
Ho letto di corsa i vostri auguri ed ho dedicato almeno un attimo, non solo a ricordare chi fosse la persona che me l’ha mandato ma a recuperare qualcosa del nostro vissuto. Un istante più o meno lungo per carpire dalla memoria, una sensazione anzi una pennellata che mi è rimasta appiccicata nell’anima. Ovvio che distratto come sono, non potevo riconoscere tutti, anzi. Eppure è stata una bella doccia emozionante di sensazioni. Una scossa a questo quotidiano che proprio crescendo diventa sempre più pesante ed invadente.
Non cercavo solo la poesia o i momenti belli. Cercavo me stesso nell’instancabile curiosità del vivere o semplicemente nelle contraddizioni di cui l’esistenza è un buon teatro di recitazione. Grazie a tutti voi per esserci almeno incontrati e chissà qualche volta pure compresi.

ReGurk compleanno 2018

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