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Le parole che graffiano

Il vento dei ricordi

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Avrete capito che sto rovistando fra le vecchie foto, anzi diapositive che ora, stranamente determinato, sto riversando sul mio pc. Eccomi alle prese con il vento. Quel vento che dentro di me vuol dire voglia di cambiare, necessità di nutrirmi di nuove emozioni. Era l’agosto del 1983 sulla costa della California. Avevo appena deciso di smettere di fare il disc jockey, nonostante una certa notorietà all’epoca. Avevo iniziato l’esperienza di venditore di dischi in vinile. Ma tutto passa e cambia. Mi sono sempre ritrovato sempre fra le onde delle novità e le macerie del passato. Ma conservo ancora il sapore di tutto ciò che mi ha stupito o semplicemente deluso. Alle altre situazioni incolori, che ahimè sono sempre tante, cerco di trovarne un senso e confesso che alcune volte penso di esserci riuscito. Tutto questo è l’arte di vivere, insomma quello che sta un gradino più in su dell’arrangiarsi…

#Parolechegraffiano

ps: grazie a Massimo Cerioni, autore dello scatto.

Quelle diapositive impolverate dello scorso secolo

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Da un vecchio cassetto spuntano, non ci avevo fatto mai caso, alcune scatole di diapositive. Trovo frammenti di vita alcuni dimenticati, altri ancora addirittura ignorati. C’è poco, briciole di vita ma ho la fortuna di rivedere il volto di mia madre, il mio cane Birillo, gente che non c’e’ più e tante smorfie e qualche sorriso. Persone che fanno un gioioso rumore al cuore come solo una foto passata ma non dimenticata sa fare. E non voglio avere il rammarico di ciò’ che non trovo più. Una sola domanda mi viene fatta, “nostalgia ?”. Ci penso molto poco e rispondo, la fortuna di esserci stato. E a me stesso domando, “rimpianti?” No, credo in un destino già scritto dove capirne il senso è complicato. Ma occorre provarci altrimenti renderemmo questa vita inutile…

#ParolecheGraffiano

(foto del 1980 a Tarano, provincia di Rieti)

Parole che graffiano

in Le parole che graffiano da
In mezzo alla gente,
mentre all’ombra dei segreti,
fa freddo.
Ecco eri nascosta
dove il disperato battito
di un cuore, non ha più ali.
Generoso destino
fra morbidi sorrisi da spalmare
e l’aspro sussulto di quel vento
in cui abbondavano passioni.
Certo il tempo scorre,
confuso e ferito
dalle calde schegge
di quell’insolente amore.
E intanto suona ancora la nostra canzone
di cui siamo solo musica
in cerca di parole.
( rielaborata e stravolta da un testo del 01-06-03)
k. 14.11.2017 #parolechegraffiano
Sguardo che #ParoleCheGraffiano
Sguardo che, come scatto distratto,
scaltro s’infila nelle pieghe del tempo.Sguardo dove culli quel consumato dolore
mentre io, con leggerezza, mi accorgo di te.Sguardo confuso fra luci appannate,
incerto se accettare l’umore del destino.Sguardo bello, dove fra brillanti lacrime,
scivoli nei nuovi sorrisi che pettino per te.

Sguardo in cui nutrirmi, mai sazio,
di improbabili baci e tenere illusioni.

Solo piccole elettriche attenzioni,
sprofondano e si sciolgono nei tuoi rassicuranti fianchi,
di donna generosa, che ha smarrito l’amore.

Oggi ti penso così,
nella profonda intimità dei sensi,
a caccia di indomabili sogni
avari di certezze ma ubriachi di desideri.

E poi cercarti ancora…

k. 14.01.2017 #parolechegraffiano

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Morire in un incidente stradale

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

E’ inutile che vi dica come questo tipo di notizie mi turbano ancora molto (leggi qui). Mi danno un senso di soffocamento. Essere dentro un incidente grave, è appartenere per sempre a quell’istante e non capirne come ci si entra dentro ne tanto più come se ne esce illesi. Ciò che mi spaventa, oltre alla tragedia s’intende, è quel “sono in corso accertamenti”. Dicono che il futuro ci affiderà delle automobili incapaci di provocare incidenti. Personalmente sono stato miracolato due volte, anche grazie al testimone oculare. altrimenti si rischia di aggiungere la beffa all’inganno (del destino)…

nb: nella foto la mia auto dopo l’incidente dell’11 giugno 2016
#ParolecheGraffiano

Se telefonando…

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da
Mi arriva ieri sera una telefonata di Claudia, una persona che ha un posto importante nella mia vita. E mi accorgo, qualora ce ne fosse bisogno, che sono davvero imperdonabile nel tenere i rapporti al telefono con le persone. Nel senso che subisco, spesso piacevolmente, l’arrivo di esse ma, per contro, sono davvero pigro nel farle, se si escludono quelle di lavoro o cose affini. Un telefono che sfrutto a senso unico. E dire che se potessi sviluppare la telepatia, meglio definita come trasmissione del pensiero. ovvero l’ipotetica capacità di comunicare con la mente. Allora si, molti di voi mi sentirebbe vicino. Nei miei pensieri ci sono tante persone a cui dedico attenzione e riflessione, a volte ci sono pure ingorghi di sentimenti e incertezze di comportamento. Ma sempre ritrovo particolari che mi emozionano e non riesco a dimenticare. Lo dico spesso, non amo vivere di ricordi ma non rinuncio a sfogliare l’album degli istanti che appaiono nella mia vita vissuta come un film in bianco e nero, dove mi approprio la possibilità di dipingere a colori alcuni di quegli istanti. Certo proprio quelli che mi hanno dato il brivido, una sorte di sorgente dell’emozione. Momenti non leggendari ma importanti di ciò che aspettavo ma non sapevo. Non so se tutto questo faccia parte del senso della vita ma mi aiuta senz’altro a tirar fuori la parte migliore di me anche in quei giorni che rischiano di impantanarsi nella palude dell’insignificanza.
Re Gurk 05.10.2017
#ParoleCheGraffiano
 
ps: certo sono io nella foto, penso nel 1963 o giù di lì

Piove, madonna come piove

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

E’ quasi un’ora che piove e già ha rotto il …., quasi quasi chiedo al padreterno di farmi avere il telecomando per scegliere il tempo. Poi ci ripenso considerando che quando sono sotto la doccia non riesco neanche a regolare la temperatura passando dal bollente stile pentola in voluttuosa attesa della pasta da cuocere al freddo per ibernazione per rendere (quasi) giovane quell’idiota di Vacchi. Non mi rimane che lamentarmi. Che dite segnali di vecchiaia?

Tutto dentro quell’istante, il mio incidente stradale un anno dopo

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Quante volte ho cercato quell’istante dentro la mia mente, eppure è una specie di corto circuito. Solo un rumore strano, una specie di implosione. E poi? Poi nessun dolore da ricordare ma l’angoscia di non poter più respirare. Non ci riuscivo. E il tempo che si dilatava, non riuscivo a comprender se fosse tanto o poco. Tutto maledettamente surreale, degno di un sogno o forse un incubo. Eh già l’incubo in quel vetro scheggiato. Eppure era tutto tranquillo quella notte dell’11 giugno 2016. Io, il viaggio, la macchina, i pensieri. Tutto tranquillo e forse lo era pure il destino che aveva deciso di non fare scelte definitive. Di quell’istante prima sapevo tutto. La velocità regolare 70 km o poco più. L’ora, ero in anticipo rispetto alle altre volte, appena le 3,15. Addirittura il tempo di rimanenza all’arrivo, 8 minuti. E poi come se non bastasse scommettevo pure su dove avrei trovato Kelly nel mio letto, avevo scommesso che stavolta fosse proprio sul mio cuscino. E poi? Già pure quella canzone orrenda su Rai 2 ma chi mi conosce lo sa bene, non cambio mai stazione. Poi? Già poi l’istante dopo, con quella voce che arrivava da lontano. Domande poste in modo rassicurante. Avete presente quei film in cui arriva l’eroe? Mi fa il checkup su di me e sulla macchina. Sembrava che fosse normale per lui, dare assistenza negli incidenti. Il suo volto e il suo suo nome, Domenico, me lo sono imparato dopo. In quel momento lì era il primo segnale umano che mi riportava alla realtà. A lui ho dovuto chiedere di raccontarmi quell’istante che la mia testa mi ha voluto risparmiare. Anzi nascondere in un labirinto buio in cui mi perdo ancora adesso. Dell’altra ragazza, Sonia, ho avuto vaghe notizie e nulla più. Su tutto, mi hanno raccontato del suo amore incondizionato per il ballo. Il resto poi appartiene al coro dei tanti amici che sapevo di avere ma che non pensavo sapessero proteggermi così, con le loro attenzioni. Poi arriva tanto tempo dopo la consapevolezza del rischio. Uno strano peso e la necessità di voler resettare tutto. Ma quell’istante è come una calamita che prima mi attira e poi mi respinge. E allora mi aggrappo a quelle emozioni che mi commuovono , convinto che forse per qualcuna di loro sono ancora qui. Negandomi quella normalità che in fondo non ho vissuto mai.

Kelly labrador un vaccino sicuro contro l’ansia

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Condominio, banca, commercialista, avvocato, assicurazione, spettacolo, pubblicità, auto, etc etc etc Volevo scrivervi un post sullo stress ma non riesco a trovare neanche le parole. Il genere umano certe volte non merita neanche di essere raccontato quando è vittima delle sue cattive scelte. È allora? C’è lei con la pallina rosa che tenta di guarirmi mentre la sua vita che va sette volte più veloce della mia. Urlare o sorridere? Meglio stringere il nasone umido di Kelly sulle mie guance e stringerla forte forte. E poi tento di sincronizzare il mio cuore con la velocità della sua coda che si muove forte, solo per me. Grazie Kelly.

un abbraccio che non finisce mai, dedicato a mia madre Ave

in Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

Mi sono svegliato e in questa bella giornata mi sono ricordato che oggi sarebbe stato il tuo compleanno. Te ne sei andata poco prima che arrivasse Kimberley nella mia vita, il tempo di assaporare il gusto di essere nonna Ave per quella peste di Kevin. Oggi cara mamma trovo molta serenità nel pensarti mentre mi appari in questo bel sogno ad occhi aperti in cui mi mancherà soprattutto l’odore delle rose del nostro giardino. Il tuo abbraccio invece è sempre presente e non lo confonderò mai…

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