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Giornalista e dintorni

Falconara Marittima elezioni comunali, poca politica molto fango

in Giornalista e dintorni/politica da

A Falconara Marittima, la mia città, ci saranno a breve le elezioni comunali. Sto trovando più correttezza nel mondo delle tifoserie del calcio che in quello politico, il che è tutto dire, Per questo il commosso abbraccio ad Astori e l’applauso degli juventini al gol di Ronaldo li trovo un segnali rassicuranti. Nella politica invece c’è l’imbarbarimento di trovare del marcio a tutti i costi, una sciocca necessità che rischia di farci diventare azionisti della fabbrica del fango. Non riesco proprio ad appassionarmi a tutto questo.

#parolechegraffiano

La morte un mistero o una certezza?

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk da

Periodicamente scocca l’appuntamento con l’argomento morte, tanto per arrampicarsi su uno dei misteri o se preferite delle certezze della vita. Ne cerchiamo non tanto un senso ma ne vorremmo imporre il merito a chi dovrebbe toccare e a chi no. Invece a scegliere il momento è il destino o come amo credere, il destino già scritto. Eh già si parla di morte altrui ed in fondo si pensa alla nostra o delle persone a noi care. A pensarci bene nella mia vita per ben tre volte, c’erano tutte le condizioni adatte perchè questo avvenisse , eppure eccomi qui. Quindi? Viviamo bene il presente, cerchiamo di rispettare il prossimo pure quello che non ci piace e soprattutto non cerchiamo di impietosire con l’umana logica, colui che staccherà la spina. Le esternazione dei miracoli ad personam li trovo del resto più deprimenti della sfiga di chi fa una finaccia.

ps: nel giorno della morte di Fabrizio Frizzi.
#parolechegraffiano

Un’Italia che ha deciso di cambiare direzione. Il voto 2018 fra vincitori e vinti.

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/politica da

Ammetto di aver sintonizzato su La7 da ieri sera e di essermi disinteressato dei canali Rai, quelli Mediaset e pure quelli di Sky. Soprattutto per il rispetto nei confronti di Mentana che insieme all’Annunziata che secondo me hanno fatto la differenza nell’informazione tv per correttezza ed onestà intellettuale. Sono stato disgustato nel vedere non tanto il solito servo del potere che risponde al nome di Vespa ma quelli tipo Fazio e la Merlino. Sarei tentato di metterci dentro pure la rifatta Gruber ma almeno lei ha sempre avuto il buongusto di invitare oltre che gli stomachevoli stile pensionato Zucconi e il boyscout Severgnini, quelli tosti tipo Travaglio, Scanzi, Padellaro e Gomez.
Ovvio che tutto questo mondo tv, quello stampa lo era già da anni, è risultato ininfluente al giudizio elettorale. Poi ad aiutar il voto degli italiani c’è stato il tentativo riuscito di prendere le distanze dal grande inciucio Renzusconi. Il capolavoro l’hanno fatto i vari sponsor dagli ultracentenari Scalfari e Napolitano all’eurocretino Junker per non parlare poi dei politici lessi stile Prodi e Letta. Una garanzia per votare contro. Il resto poi l’ha fatto con maestria Renzi disponendo i campo i suoi incapaci lecchini, onorevoli uomini e donne di rara antipatia. Poi da citare tre donne da dimenticare. L’estinzione di Liberi e Uguali grazie alla Boldrini, alla quale vorrei suggerire di vivere almeno un mese in una periferia metropolitana invece di fare sempre l’altezzosa e sofisticata difenditrice di tutto cio’ che fa comodo a lei. Al secondo posto a Lady Europa Bonino ovvero a colei che fa impallidire Divani&Divani quando si tratta di poltrone. Infine alla Lorenzin che di fertile ha soltanto il suo smisurato desiderio per l’industria farmaceutica. Con chi concluderò? Certo con Heidi Boschi che ce l’ha fatta ma in una provincia a statuto speciale che sarebbe ora di azzerare insieme a tutte le altre regioni simili. E non voglio dimenticare l’omnipresente ed autoreferenziale Calenda che non si è presentato alle elezioni. Attenzione perchè ha troppa facilità nel cominicare pur non rappresentando nessuno.
Nonostante un’obbrobriosa legge elettorale nata per favorire l’inciucione hanno vinto Di Maio e Salvini ma con due stili completamente diversi. Il primo con impegno governativo e il secondo un po’ più da bar. I temi da risolvere immediati e cari ai cittadini sono lavoro, equità sociale e sicurezza / immigrazione. Naturalmente occorrerebbe cominciare a dare l’esempio con la sforbiciata ai vergognosi privilegi dei politici e dei burocrati.
E il M5S? Deve sempre ricordare che non basta avere il simbolo ma deve fare anche a livello locale un lavoro a cinque stelle con persone credibili e preparate.

Trenitalia bandiera di una nazione ricca di incapaci

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/politica da

I mascalzoni dell’informazione utilizzano anche il maltempo di questi giorni per fare campagna elettorale. Tutti contro le amministrazioni che non sono congeniali agli attuali governanti e agli editori compromessi con la politica. Eppure stavolta eravamo stati tutti avvertiti del maltempo e bisogna ammettere che le città si sono impegnate con i loro mezzi, pur soffrendo delle rispettive comprensibili e complicate difficoltà. Parlo di Roma che ho visto realmente mobilitata e di Falconara Marittima, dove abito, che di complessità ne ha in abbondanza sul suo territorio. La severità spesso gratuita nei confronti delle città non le ritrovo nei veri responsabili di questi giorni ovvero i mezzi di trasporto. Per loro si è permissivi e le evidenti incapacità organizzative diventano delle odissee, omettendo l’aggettivo pertinente ovvero ignobili. Trenitalia e naturalmente le varie aziende di trasporto sono state semplicemente scandalose. E il ministro Del Rio lo sa bene il perchè, trattasi di posti dirigenziali in cui la politica riempe di propri incapaci adepti. Quello che ho visto ieri alla Stazione Termini di Roma è degno di un girone dell’inferno dantesco. Come si fa a non informare sui siti e sui tabelloni del reale traffico dei treni? Dare in pasto a migliaia e migliaia di utenti solo 6 (avete letto bene 6) interlocutori nei punti di informazione. Treni cancellati da ore ma con i passeggeri avvertiti solo una manciata di minuti prima in tabelloni che poi (come nel mio caso) non segnalavano i treni che partivano regolarmente. Ho preso (dopo che mi era stato cancellato uno in precedenza) quello per Ravenna (che si ferma e Falconara Marittima) solo per intuito all’ultimo momento. Nessuno aveva avvertito della sua presenza e non mi sono stupito quando, salito nella mia carrozza, mi sono accorto che eravamo pochissima gente. Non vi dico poi delle 4 telefonate per prenotare un taxi a Falconara che poi alla fine non c’era. Un’Italia così deve assolutamente cambiare e siccome l’informazione è a sua volta cieca poichè troppo impegnata e rovistare con il microscopio sui nemici da abbattere. Occorre bypassarla per indurla a fare una volta per tutti il proprio dovere di notizia e non la propaganda per i vari padroni del momento. Datemi retta il 4 marzo andiamo tutti a votare e mandiamo a casa un po’ di farabutti.
#parolechegraffiano

Le Iene fanno bene a punire i furbetti del M5S, onestà intellettuale o sgambetti politici?

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/politica da

Hanno fatto bene Le Iene a smascherare quelli del M5S che fanno i furbetti (e tutto lascia capire che non finisce qui). Non siamo ipocriti, sappiamo bene che denaro e potere sono una tentazione a cui non tutti riescono a resistere. Doppiamente fessi i grillini che sapevano bene di essere costantemente sotto i raggi X da tutti coloro che hanno paura che la loro mangiatoia finisca. Era successo al buon Di Pietro ed ora si leccano le ferite Di Maio e compagni. Ma ora, e non certo per la ridicola regola della par condicio (che sarebbe da mandare a Chi l’ha visto), a Le Iene e al resto del mondo dell’informazione non chiederei niente. L’onestà intellettuale in Italia è merce rara in questo paese che sembra prediligere un peso e due misure. E chi ce l’ha la dimostra senza essere sollecitato. Eppure grazie ai feedback su Trip Advisor, Booking e Amazon ci stiamo abituando a scegliere intuendo chi ci vuole fregare con informazioni e giudizi fasulli. Quindi chi la fa se la aspetti…..

Macerata fra Pamela e Traini un peso e due misure in un’Italia che ha bisogno di cambiare

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk da

Quello che è successo a Macerata non puo’ passare inosservato e trovo disgustoso l’italico vizio di un peso e due misure. Ad esempio noto una certa differenza fra Grasso che dice “Questa mattina ho incontrato la mamma di Pamela e adesso sono qui per dare solidarietà e vicinanza alle vittime di questa aggressione” e il Ministro Orlando che va in pompa magna a trovare le vttime dell’aggressione e a proposito della mamma di Pamela “penso ci vedremo nei prossimi giorni”. Ovvio che Traini sia uno squilibrato, non penso ci voglia una laurea di buonsenso per affermarlo. Mentre sono disturbato da chi nega di fronte all’evidenza, per difendere l’indifendibile, come quei tre mostri nigeriani allora mi incazzo, Ma vi rendete conto che c’è addirittura chi ha sperato che fosse morta di overdose? Quasi che fare a pezzi un essere umano umano sia meno grave, insomma l’equivalente di un macellaio “meno specializzato”. Questo tifo calcistico che aiuta a non ragionare è davvero devastante. E nessuno che punti il dito su quei rappresentanti dello Stato che sapevano perfettamente della loro presenza da clandestini. Per giunta residenti in appartamenti di pregio nel centro cittadino, spacciando droga e nulla hanno fatto prima per impedire tutto questo. Ecco perché sento il bisogno di cambiare alle prossime elezioni ma non con coloro che negli ultimi 25 anni hanno fatto finta di amministrare o far politica ma solo in favore dei loro piccoli o grandi privilegi.

#parolechegraffiano

Il Festival di Sanremo come le prossime elezioni politiche?

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk da

Che surrogato di Italia ho trovato in questo insstabile festival. Già la direzione artistica di Baglioni sembra aver pesato sull’andamento musicale dei brani prescelti, ritmo praticamente assente tranne che in rarissime eccezioni. Poi il terribile rischio ambientale dei protagonisti in gara, gioia di chirurghi estetici senza scrupoli, con plastica a volontà.
Le canzoni? Eh già si tratta di brani che sembrano la metafora politica delle prossime elezioni politiche in arrivo, perlomeno per tre di loro, quelle che ritengo papabili vincitori. Lo Stato Sociale, molto divertenti strizzando l’occhio ad Enzo Jannacci e Rino Gaetano, senz’altro abbinabili allo stile M5S. Il vintage e la tradizione dei bei tempi che furono con un’impeccabile Nina Zilli, in quota centro destra, anche se si libera da questo incubo, nella meravigliosa versione jazzata di Sergio Cammariere . E poi il lamento, apparentemente impegnato, di Ermal Meta e Fabrizio Moro ricorda decisamente il PD alla Renzi, rafforzato dal sospetto di irregolarità. Poi? Tenterei di salvare l’avvolgente e lirico Max Gazzè, intimo e nostalgico Ron (un gigante in coppia con la divina Elisa), elegante Ornella Vanoni grazie a Bungaro e Pacifico onesti testimonial della sana sagra della melodia italiana.
Le delusioni? Qui ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia. Al motto di “chi glielo ha fatto fare” primo posto ai vari ex Pooh, che impietosamente non hanno più niente da dire. Poi Luca Barbarossa che sembra aver concepito una canzone melodica di Mannarino, venuta ovviamente male. Gli scoloriti Elio e le Storie Tese. Il tentativo alla Vasco isterico da parte di Noemi. I Decibel sono come l’Inter di Enrico Ruggeri, inutili. Il soporifero Mario Biondi che si vomita addosso il suo vocione. Poi si potrebbe assegnare il premio Spelacchio a Avitabile & Servillo per la musica folk e alle stucchevoli Vibrazioni per la musica rock. Infine Caccamo, Rubino e Annalisa da mandare con raccomandazione a Chi l’ha visto. Ah già e i Kolors? Non ce la faccio proprio a catalogarli fra i cantanti.
Insomma sembra la metafora di questa Italia triste, invecchiata e con rarissimi colpi di genio. Si una patetica vecchietta come quella che ballava con Lo Stato Sociale. C’è chi poi si accontenterà dicendo, se non fosse per Michelle Hunziker (fortunatamente bionda), che almeno erano tutti italiani….

Kruger Agostinelli

Perchè chiudere il Donoma?

in Donoma Civitanova/Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk da

Ho voluto riflettere un attimo, o meglio far decantare l’episodio, prima di affrontare l’argomento in questione a titolo personale. Eppure la chiusura temporanea del Donoma mi sembra la solita scelta all’italiana dove si colpiscono tutti per non colpire nessuno. Appurata la stima del locale che tutti, sottolineo tutti, condividono ed evidenziano grazie ad una conduzione seria e responsabile da parte della proprietà. Ci sarebbe ora da soffermarci sulla funzione sociale che il Donoma svolge settimanalmente. Un legittimo spazio di ritrovo per un pubblico giovane e meno giovane su un territorio, quello di Civitanova Marche, che rappresenta un’eccellenza in termini di accoglienza ed efficienza a livello regionale. Quindi se si verificano delle imperdonabili anomalie, circoscritte, a quello che mi risulta, nella giornata del martedì si deve semmai operare sui singoli episodi e non in maniera indiscriminata sul resto delle situazioni. Del resto come ha evidenziato autorevolmente il Sindaco della città, il locale non si è mai sottratto alle proprie responsabilità investendo senza riserve nel piano di prevenzione. A stridere poi c’è la drammatica attualità di questo giorni sulle problematiche dell’immigrazione dove si invita a non generalizzare e tanto meno a semplificare. Insomma questo ci dovrebbe insegnare che pure nel settore dell’intrattenimento occorrerebbe comportarsi con la stessa cautela. Del resto con scelte errate si rischia di mettere in difficoltà delle serie imprese produttive oltre che allontanarsi goffamente dalla reale soluzione dei problemi.

Il bene comune può salvare l’Italia

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk da

Noi italiani, abbiamo per troppo tempo ignorato la bellezza unica del territorio nazionale. Abbiamo abbruttito, se non addirittura azzerato, il nostro senso civico. Ci siamo impoveriti del bene prezioso della cultura. Abbiamo permesso un arricchimento di pochi a dispetto della maggioranza dei cittadini. Errori di una classe economica, politica e burocratica che ha pensato solo difendere le proprie discutibili posizioni per alimentare impunemente i propri immorali privilegi. Si è spesso premiato in maniera scientificamente sbagliata e clientelare i propri amici creando un debito insostenibile per tutti gli altri. E dire che nonostante tutto siamo ancora attraenti ma credibili purtroppo non più. Ai più cauti, a quelli scettici e i senza speranza il consiglio di cambiare ma non scegliendo la disillusione o l’assenza, semplicemente scegliendo il bene comune.

Morire in un incidente stradale

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

E’ inutile che vi dica come questo tipo di notizie mi turbano ancora molto (leggi qui). Mi danno un senso di soffocamento. Essere dentro un incidente grave, è appartenere per sempre a quell’istante e non capirne come ci si entra dentro ne tanto più come se ne esce illesi. Ciò che mi spaventa, oltre alla tragedia s’intende, è quel “sono in corso accertamenti”. Dicono che il futuro ci affiderà delle automobili incapaci di provocare incidenti. Personalmente sono stato miracolato due volte, anche grazie al testimone oculare. altrimenti si rischia di aggiungere la beffa all’inganno (del destino)…

nb: nella foto la mia auto dopo l’incidente dell’11 giugno 2016
#ParolecheGraffiano

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