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Giornalista e dintorni

Omicidio del carabiniere non è una gara per buoni e cattivi

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/politica da

 

Sull’omicidio del carabiniere si agitano le ombre di tante versioni discordanti che i media hanno sparato a velocità supersonica. Lo sappiamo bene si parla, prima, di una donna derubata, di un cavallo di ritorno, poi di nordafricani, poi di un italiano e un albanese. Solo in serata inizia a emergere una verità molto diversa da quella raccontata dai primi testimoni.

Insomma ognuno vorrebbe la propria verità, in grado di irrobustire le proprie convinzioni. Anzi leggendo nei social c’è una non simpatia per la realtà dei fatti e qualcuno tende addirittura ad esorcizzarla preventivamente poiché cozza con le proprie aspettative. Mi domando che fine ha fatto il buonsenso di ogni cittadino dotato di un minimo di senso civico. Sul dolore per la morte siamo tutti uniti (ci mancherebbe) ma ora è bene stabilire il perchè di evidenti anomalie, compreso il libero arbitrio della nostra polizia. Io non riesco a comprendere, se così fosse, un pusher, assai noto nell’ambiente trasteverino, essere addirittura incensurato. Non possiamo avere i buoni o i cattivi secondo i nostri gusti, altrimenti continueremo a perdere ancora una volta tutti quanti, diventando irrimediabilmente ciechi. Una verità che comunque non attenua il dolore di chi in queste ore piange per la morte del militare

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cosa penso di Falconara Marittima, la mia città

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano/politica da
Ho sempre pensato che c’è una soluzione per quei momenti nella vita, zeppi di incomprensioni. Occorre metterli in ordine e poi tradurli in parole scritte.
Sembra molto più di un gioco, è come ai tempi della scuola quando ci davano un tema. Ci sono da coniugare i fatti, i sentimenti e la sintesi del pensiero per essere più efficaci.
E se il titolo fosse “cosa pensi di Falconara Marittima, la tua città?
Ecco il mio svolgimento:
Una parola bandita nella mia città è meraviglia. Tutto naviga fra mediocrità ed apparenza. Si sono imbarbarite le idee, il gusto è diventano un ingombrante peso. All’ombra di un dubbio rischi di trovare un privilegio. C’è pure un sistematico disinteresse alla normalità e il vivere insieme dura lo scatto di una foto. E’ imbarazzante anche star zitti. E il cuore pure respira male.
(regurk 17 luglio 2019)
 

Troppi divieti per i cani di Falconara Marittima

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/politica da

Stefania Signorini, Sindaco di Falconara Marittima ho letto e non le nascondo con estrema delusione e preoccupazione la sua Ordinanza n.27 del 9 luglio 2019 in cui definisce la regolamentazione delle aree e disciplina sulla conduzione dei cani. Non sono riuscito infatti a trovarne un minimo di soddisfazione, cosa che qualche collega di Parco mi incoraggiava a fare.

Tutto questo succede esattamente dopo nove mesi fa, quindi possiamo dire che è stato un concepimento importante. Avevamo chiesto di comune accordo fra i firmatari del comitato MyFido, di cui sono un semplice firmatario, alcune richieste  fra cui un nuovo punto luce al Parco Kennedy  (promesso e ripromesso dai tempi della Giunta Brandoni che lei bene conosce), il controllo delle recintazioni dei vari parchi (a cui va dato atto di essere stato affrontato) e pure la realizzazione dello spazio estivo 2019 al mare (era anche sul suo programma politico mi sembra di ricordare e scusi se non l’ho conservato) e appunto la rimozione di un’esagerata miriade di cartelli di divieto ai cani (forse pure irregolari nella loro composizione, essendo mancante l’indicazione dell’ordinanza a cui erano riferiti e se mi dovessi sbagliare chiedo scusa). Il mio vizio di essere giornalista, addetto alla comunicazione e soprattutto molto curioso su un tema a me caro, mi ha suggerito una inevitabile verifica dei fatti. Se l’ho fatto bene lo vedremo da un’eventuale sua risposta che a mia volta comunque controllerò. Lei mi insegna che in Italia è abbastanza facile trovare l’eccezione che conferma la regola. Mi creda non mi interessa aver ragione, mi interessa semmai la regola per cui il pubblico non deve diventare privato e almeno in questo mi auguro di stare, visto il ruolo che lei ricopre, dalla sua stessa parte.

Cosa stabiliscono le regole in merito all’accesso degli animali nei parchi o giardini pubblici? Semplice, è necessario che questo sia legato a un guinzaglio di lunghezza non superiore a 1,50 metri. Inoltre, bisogna

portare sempre con sé una museruola, da applicare al cane all’occorrenza, cioè in caso di rischio per l’incolumità delle persone o di altri animali oppure su richiesta delle autorità competenti.

Giustamente esiste un divieto di introdurre cani in aree particolari, come quelle destinate e attrezzate per il gioco dei bambini. In questi casi, poiché si tratta di divieti circoscritti, devono essere segnalati con appositi cartelli, una norma che deve essere considerata legittima e quindi  rispettata.

Ma nel caso della sua ordinanza n.27 del 9 luglio 2019 si legge che “nei sottostanti parchi o aree pubbliche dotate o no di attrezzature per i bambini è vietato l’accesso dei cani”. Quel semplicissimo “o no” lo ritengo

personalmente una discriminazione pura, su uno spazio pubblico che si rischia di poterlo far trasformare in modalità privata, ovvero solo per inquilini con villetta .

Se poi dovessimo sapere che sono state addotte delle ragioni di emergenza sanitaria o di igiene pubblica, è bene precisare che la sola presenza di “escrementi canini in ambito urbano comunale” non può corrispondere a questo. Non lo dice Kruger Agostinelli ma il TAR Toscana, poi anche in altre simili situazioni viene ripetuto dalla giurisprudenza amministrativa di Lombardia, Veneto, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria, Sardegna. Addirittura recentemente il TAR Puglia (sentenza 16 marzo 2018) ha ribadito che lo scopo di mantenere il decoro urbano e l’igiene pubblica può essere ottenuto attivando i mezzi di prevenzione, vigilanza controllo e i poteri sanzionatori di cui dispone la Pubblica Amministrazione.

In pratica quello che noi stessi padroni “sani” di cani da tempo sosteniamo e di cui anche lei Sindaca con grande risonanza mediatica fece pubblicare alla fine dello scorso anno su tutti i quotidiani cartacei e online. Tuonava giustamente alla tolleranza zero e raccontava delle prime multe messe sia a Castelferretti che a Falconara, colpendo (da quello che si è letto) i trasgressori anche alle 6 di mattina, poi (almeno mediaticamente) il nulla.

I  giudici semplicemente rimarcano (mi piace ripeterlo) che il problema delle deiezioni non raccolte, così come quello dei cani talvolta lasciati liberi o incustoditi, possono essere risolti aumentando i controlli da  parte dell’Autorità preposta. Semplice, no. Ed ora per cortesia provveda ad esempio alla rimozione dell’area verde n.12 unicata in via delle ville, lato mare, tra le via Spagnoli e G. Matteotti. E chiaramente a tutte quelle che corrispondono a questo tipo di area pubblica. Non è tollerabile essere assaliti da donne anziane del luogo che ci insultano anche se il nostro comportamento è regolare e al massimo i nostri pelosetti preferiscono camminare sul prato che sull’asfalto rovente.

Le confesso che ci ha fatto piacere vederla in foto con la cagnolina di famiglia per ricordare l’ultimo giorno in spiaggia, il suo appello per il non abbandono dei cani d’estate ed ora pure un lodevole appoggio al cimitero a quattro zampe. Considerando l’età che abbiamo (lei è più giovane e più ben conservata di me s’intende) e considerando pure la sua professione da professoressa mi bacchetti pure se ho torto ma qualora avessero un minimo di consistenza  le mie osservazioni provveda in una direzione che sicuramente non farebbe comodo a me ma farebbe senz’altro crescere questa Falconara Marittima che in questo primo anno, a mio avviso, ha stentato a prendere il passo.

Buon lavoro.

Kruger Agostinelli

Stefania Signorini sindaco di Falconara Marittima un anno dopo

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/politica da

Quando ho deciso di fare un sondaggio pubblico sulla percezione del primo anno da Sindaca nella mia Falconara Marittima di Stefania Signorini non mi è passato neanche per l’anticamera del cervello di volerlo pilotare. Anzi conoscevo perfettamente tutti i rischi a cui mi sarei sottoposto, primi fra tutti dagli algoritmi di facebook che tende a nascondere tutti post, alle cordate pro o contro che potevano determinare l’esito. Non ho volutamente votato contro, ho scelto due belle foto e apprezzo pure l’ironia del voto contro se stessa della prof. Stefania. In quarantaquattro hanno giocato e qui potete vedere tutto tranne chi ha optato per il pro e chi per il contro: https://www.facebook.com/kruger2011/posts/2230040590378773 quello è un privilegio mio. Finale in linea con un anno fa il 50% preciso neanche a farci apposta.

Non ho mai nascosto l’insoddisfazione di avere una città priva di personalità e alla continua preoccupazione del consenso dei media e dei social a scapito di una seria o perlomeno coraggiosa progettazione che permettesse di imboccare una strada verso una città vivibile, intellettualmente briosa e intelligentemente friendly. Assisto annoiato ad un continuo chiacchieraticcio (tranne qualche rara ed illuminata eccezione) da bar dello sport o pro o contro. Ed il confronto delle idee e delle realizzazioni possibili una illusoria speranza. Quanto vorrei che il gusto e lo sforzo che la nostra Sindaca nell’apparire quotidianamente si concretizzasse in reale sostanza. Mi piace come si veste ma non basta. Insomma che forma e contenuti possano finalmente incontrarsi e non rimanere distratti sconosciuti. Che senso ha schierarci contro un muro che ci separa dal mare quando poi esiste un muro continuo ideologico e pratico in questa Falconara perché nulla cambi? Ci sono alcune belle risorse intelligenti in questa città che vanno messe in rete, altrimenti tutto rimarrà come una veniale bugia da far scrivere a pieni titoli su qualche disattento giornale.

Ferrovie, autostrade e poste italiane quando diventeranno moderne ed efficienti?

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/politica da

Io credo che Ferzan Ozpetek, il regista turco che ha firmato la campagna istituzionale “La casa che ti porta a casa” delle Ferrovie delle Stato non sia mai salito su un treno. Tutto questo buonismo per un’azienda che spesso e volentieri crea disservizi e al pari di altre importante aziende non c’è mai per il consumatore.

I ritardi dei treni sulla maledetta tratta Ancona Roma. Come del resto le autostrade perennemente con i lavori in corso ma senza operai che ci lavorano. Infine come non metterci pure Poste Italiane che continuano a passare negli orari in cui si lavora e lasciano raccomandate che dopo settimane si riescono a trovare dopo aver fatto file interminabili in degli uffici dove fanno di tutto tranne che dare la posta.

Ci vuole modernizzazione in tutto e dobbiamo contribuire a questo anche incazzandoci per bene qualche volta. E comunque con l’avvertenza di non rimandare più al potere “quelli bravi” per i prossimi 30 anni.
#metodidisopravvivenza

La ridicola chiusura dello Sugar Suite, si mangia al tavolo ma guai a ballarci intorno

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk da

Dicono che il silenzio in certi casi sia la scelta migliore di fronte a certe decisioni non pensate e sbandierate nel nome del rispetto delle regole. Succede sotto Carnevale, quasi a rendere questa situazione in ideale equilibrio fra il burlesco e il grottesco. Hanno chiuso lo Sugar Suite a Senigallia. E quindi parlo e ragiono pure, anche per chi sembra incapace di farlo.

Regole obsolete che non hanno nulla a che fare con la sicurezza dei locali d’intrattenimento. Un contenitore per gente adulta e mai sopra le righe non è pericolosa ne per il prossimo ne per se stessi. E’ la negazione dello stare insieme. Chiudere un locale perchè non si stava seduti sulla sedia ma si danzava intorno al tavolino, è imbarazzante. Se volete diamo un minimo di prescrizioni a questo genere di locale (e ce ne sono tanti aperti normalmente anche ora sulla costa adriatica) che fanno la cosiddetta cena spettacolo, piuttosto che punire a casaccio. Non possono essere considerate discoteche, punto e basta. La Siae richiede ed incassa regolarmente tributi ma nel tempo stesso si lava le mani, pazzesco. Lo dico con la mia esperienza di locali come la leggendaria Essentia a Chiaravalle e tanti altri simili ancora. Soliti controlli a random che non impediscono il problema vero che è quello dell’abuso di alcool (normalmente venduto nei supermercati) e droghe (quasi normalmente vendute per le strada da chi sappiamo bene) ed al pubblico più indifeso quello dei giovanissimi.

Ora questa stretta genererà di sicuro l’incremento di feste clandestine per adulti dentro qualche villa privata. Soddisfatti, vero?

Se siete curiosi ecco qui le immagini del “pericolosissimo” Sugar Suite in azione. 

Donna Summer, regina nel 1977 al Piranha Club

in Giornalista e dintorni da

Donna Summer live Piranha 1977 ora su Youtube

Sono stato il primo dj del Piranha Club di Falconara Marittima e nella data di inaugurazione ci fu Donna Summer. Ho ritrovato la registrazione originale di quella volta, grazie al riversamento da bobina Revox a file fatto dal fedele amico di sempre Massimo Cerioni. Un avvenimento sicuramente epocale per gli amanti della disco anni . QUI l’audio eccellente del concerto integrale su Youtube.

“Donna Summer all’inaugurazione del Piranha, la mitica discoteca che prese il via nel 1977 dalle illustri ceneri del Krakatoa Club a Falconara Marittima, in provincia di Ancona. I ricordi rendono tutto più misterioso, c’è una specie di scia che accarezza la memoria del tempo che sembra cambiare forma. “Abbiamo il nome per l’inaugurazione del Piranha” mi disse Tonino Carraro, l’indimenticabile Re delle notti marchigiane, colui che porto gli spettacoli impossibili nel mitico Covo Nord Est di Senigallia. Da Fabrizio De Andrè a Ray Charles tanto per fare due dei tantissimi nomi che chiamò alla sua corte. Avevamo inaugurato due anni prima il Carillon di Cesano di Senigallia con Gloria Gaynor ma ovvio che stavolta si volesse superare alla grande. Il nome era quello di Donna Summer, colei che sotto la regia musicale di Giorgio Moroder brillò a tal punto da far credere che neanche esistesse e che era il frutto di una magia in sala d’incisione. Eppure era tutto vero, soltanto due date in Italia, alla Capannina di Viareggio e da noi nelle Marche. Arrivò pure la carovana televisiva dell’Altra Domenica di Renzo Arbore che nell’occasione mandò come inviato Michel Pergolani. Ed io ero lì a 30 cm da lei, il fortunato disc jockey che accompagnarono quelle stagioni indimenticabili che, ironia della sorte, molti celebrano senza averlo mai toccate con mano mentre io le vivevo in prima persona e le raccontavo con il mio mentore Pino Scaccia. Stagioni in cui sflilarono pure James Brown, Grace Jones, Asha Putli e pure Van Mc Coy. Insomma è bello essere stati protagonisti sul serio.”

da un’estratto pubblicato sul sito di Disco Diva, quando nel 2016 fui premiato come dj storico degli anni 70.

IMPROVVISAMENTE UNA FOTO SPUNTATA DAL PASSATO

Mancavano pochi minuti al mezzanotte, ero al Cenone di Capodanno 2013 al “delle Rose”, quando Maurizio Fiorenzola mi dice “Sai che ho una foto di Donna Summer quella volta che venne al Piranha di Falconara e ci sei pure tu”. Ora la foto la vedete pubblicata ed è una di quelle situazioni che non avrei mai immaginato di assistere. Era il 1977, esattamente 35 anni dopo, quando la misteriosa cantante, di cui si dubitava addirittura della sua esistenza artistica,venne ad inaugurare una discoteca di cui fui protagonista come disc jockey. Chissà se verrano fuori altre foto, io lo spero tanto.

IL MIO OMAGGIO A TONINO CARRARO
Pensate in seguito ci furono oltre a tutti gli artisti italiani dai Pooh a Ivano Fossati, da Vasco Rossi (insieme ad altri cantautori emergenti) a Ilona Staller. Poi nomi internazionali di rilievo e su tutti James Brown, Grace Jones.
Il Piranha Club era uno dei tanti capolavori di quel Tonino Carraro che fece diventare la nostra zona marchigiana una capitale nel mondo dello spettacolo negli anni 70. Riporto di seguito l’articolo che scrissi in suo omaggio per il Messaggero:
Annunciato da uno dei tanti squilli del cellulare che ormai non conto quasi più. La notizia è arrivata semplicemente con un annuncio di un amico di quelli hanno “vissuto” intensamente gli anni settanta e che mi ha anticipato, con molta discrezione, la notizia: “Carraro non c’è più”. Sapeva che per me non fosse uno dei tanti che ho incontrato nella mia vita ma sicuramente uno di quelle persone che non dimenticherò mai. Eh già, questa volta è toccato proprio a lui. Tonino, nomignolo che ironia della sorte poco si addiceva a questo grande omone. Con il suo irrecuperabile ed inconfondibile dialetto ligure mi aveva dato l’opportunità di vivere intensamente e da protagonista le pagine più belle del mondo delle discoteche degli anni di fuoco, quando ci si divertiva davvero e si ballava sul serio. Capace ogni volta di stupirmi con le sue scelte, anticipando qualunque moda e sottomettendo a se stesso il sistema planetario musicale. Prima da cronista musicale sotto la regia attenta di Pino Scaccia poi come disc jockey prediletto nelle sue memorabili discoteche ho visto brillare praticamente l’universo del mondo a sette note. Nel suo Covo Nord Est sul colle di Scapezzano a Senigallia come se niente fosse portò Ray Charles, Fabrizio De Andrè e tutto quanto fosse possibile immaginare in quel periodo. Poi affascinato com’era del mondo delle discoteche mi ingaggiò per inaugurare tre sue scommesse che ormai a ricordarle danno il senso alla sua leggenda di “patron”. Il Carillon Club di Cesano di Senigallia che fu inaugurato da Gloria Gaynor, il Papagayo a Senigallia e l’indimenticabile Piranha con Donna Summer.Insomma quello che per tutti i normali era un sogno lontano per Tonino Carraro rappresentava un traguardo da dover raggiungere e superare. Scelte irresistibilmente esagerate per la nostra terra marchigiana che nel suo momento di massimo splendore, fra gli anni 75-80, aveva completamente azzerato il fascino della riviera romagnola. Un autentico e, permettetemi di dire unico, Re dei locali da ballo che oggi ricordo volentieri con commozione personale per quanto mi ha regalato professionalmente ed umanamente ma anche con una profonda ammirazione a quel “grande uomo” che ha saputo sbalordire tutti quelli della mia generazione….
ciao dal tuo disc jockey kruger

kdeejay

Buon Natale 2018 insieme a Kelly e Milo fra speranze da recuperare

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk/Le parole che graffiano da

E’ vero potrei sembrare esagerato ad affidarmi ancora una volta ai miei pelosetti. Eppure ci sono delle buone ragioni per cui utilizzo Kelly e Milo per porgerti i miei più saluti natalizi. Perché a loro invidio l’amore senza limiti che sanno offrire alle persone care, la fedeltà incondizionata, l’allegria per le piccole cose e non per ultima la possibilità di farmi ancora sentire un ragazzino quando mi invitano a giocare con loro.

E dire che l’espressione “mondo cane” è stata utilizzata negli anni ’60 per definire gli orrori del mondo. Noi umani dovremmo rivedere molte parole, molti atteggiamenti e molte azioni per recuperare un po’ di tolleranza e di onestà intellettuale nei confronti del prossimo.

Ecco perchè considero la loro complicità importante, mi ha aiutato e permesso di farti degli auguri, sinceramente più buoni e genuini.

Kruger Natale 2018

Intervista di Michele Mastrangelo sul Resto del Carlino

in Giornalista e dintorni/Il meglio di Re Gurk da

La tragedia di Corinaldo ha aperto un dibattito sull’opportunità della presenza dei giovanissimi in discoteca. Ho risposto su questo tema ad un caro amico e giornalista del Resto Carlino, Michele Mastrangelo. Di seguito l’intervista integrale:

Chi negli ultimi trent’anni ha messo piede almeno una volta in discoteca conoscerà sicuramente Kruger Agostinelli. Giornalista, fotografo, con un passato da disc jockey, cura la comunicazione di tantissimi locali. Anche nel Maceratese.

Agostinelli, quanto è cambiato il popolo della notte?

“E’ cambiato sostanzialmente. Nelle prime discoteche di fine anni Settanta, penso al Piranha Club di Falconara o ad altri, c’era la domenica pomeriggio dedicata ai giovanissimi. Si andava a ballare verso le 15 o 16 e alle 19.30 tutti a casa. E non passava neanche per l’anticamera del cervello a nessuno di fare una festa studentesca di notte. Ecco cos’è cambiato. L’anomala del pubblico dei giovanissimi”.

Trova che i giovani vadano troppo presto in discoteca? Colpa dei genitori permissivi?

“Non è colpa dei genitori, che si arrendono alla richiesta dei figli motivata dal “la maggior parte dei miei amici ci va”. Purtroppo il punto è che prima la discoteca era luogo di divertimento, ora di trasgressione, accentuata da un’indole giovanile, che ha dalla sua parte l’energia dell’età. Ma c’è anche meno razionalità del pubblico adulto. Poi è vero che pure i ragazzi della mia generazione ne combinavano di cotte e di crude, ma andavamo la sera ai concerti, dove c’erano pericoli più contenuti”.

Perché?

“Ora c’è l’alcol, che se lo portano da casa. Sono capitato in una discoteca frequentata da giovanissimi per vedere un artista e arrivavano giovani al parcheggio con buste di carta piene di beveroni. Certo, non tutti, ma c’è chi lo fa ed è inevitabile che ciò comporti un pericolo maggiore nel locale. Già si è giovani, se poi si entra già alterati… e l’ora notturna rende le cose ancora più complicate.

Rimpiange allora i tempi passati?

“No, quello che trovo assolutamente pericoloso, ripeto, è l’uso dell’alcol. Che non lo comprano in discoteca, ma nei supermercati a basso prezzo. Tale alterazione fa ridurre il già basso senso del pericolo dei giovani. Lo dico da genitore, quasi mi verrebbe da chiedere ai locali notturni di non far entrare i minori di sedici anni. Ma non per un divieto, quanto per salvaguardare i ragazzi

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